Museo delle Grigne

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Museo delle Grigne
Logo of the Museo delle Grigne and of the Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus.jpg
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Esino Lario
Indirizzo Via Montefiori 19
Caratteristiche
Tipo Storia naturale, archeologia, etnografia
Sito web

Coordinate: 45°59′45.58″N 9°19′55.39″E / 45.995994°N 9.332053°E45.995994; 9.332053

Il Museo delle Grigne è il museo civico di Esino Lario. Il museo conserva e presenta al pubblico una collezione di storia naturale (con fossili, minerali, rappresentazioni delle zone fitoclimatiche del Lario, diorami di animali e una collezione di farfalle italiane), reperti archeologici e materiale etno-antropologico con una ricostruzione di un "Casel", la baita tipica dei maggenghi attorno al paese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Museo grigne-cartolina anni quaranta.jpg

Il Museo delle Grigne di Esino Lario è il primo museo locale della provincia di Como, nato negli anni Trenta ad opera dell'allora parroco Giovanni Battista Rocca con lo scopo di far conoscere al pubblico le peculiarità del territorio. Intorno al 1936 il parroco raccoglie numerosi oggetti archeologici e li conserva nella cappella mortuaria di un cimitero abbandonato, collocato nella zona dell'attuale campo sportivo parrocchiale. La raccolta, arricchita con altro materiale e in particolare da fossili di Antonio Stoppani[1], viene inaugurata nell'agosto del 1947 da Don Rocca che nel frattempo aveva istituito una collaborazione con la Società Geologica Lombarda. Durante la seconda guerra mondiale il patrimonio della raccolta si disperde; i reperti archeologici vengono preservati poiché depositati presso il Museo di Varese. Nel 1957 l'amministrazione comunale, guidata dall'allora sindaco Pietro Pensa, riprende l'iniziativa e nel 1959 istituisce nuovamente e ufficialmente il Museo delle Grigne di Esino Lario.

Nel 1967 il Consiglio Comunale di Esino Lario dota il museo di uno statuto[2]. I collaboratori sono una decina, viene nominato un conservatore e nel 1976 la Commissione di consulenza si allarga seguendo le indicazioni della Regione Lombardia. Si fanno visite guidate e gli oggetti esposti sono illustrati con chiari pannelli esplicativi. Tra le iniziative didattiche (molte ancora in progetto) vi sono conversazioni sulla storia locale. Si vorrebbe che il museo diventasse un vero e proprio centro culturale. Preoccupato che il museo vada a finire come quello precedente, Pietro Pensa coinvolge la Comunità Montana della Valsassina, consorziandosi anche col Museo di Premana, in modo da coordinare gli sforzi e di non fare doppioni, ed crea stretti collegamenti con il museo civico di Lecco. Nel 1979, in un'ottica di sussidiarietà viene istituito il Museo Territoriale della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera che coordina e raggruppa il Museo della Grigna, il Museo di Premana, il Museo di Primaluna e il Museo di Varenna[3]. Nel 1998 viene istituita l'Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus[4] con lo scopo di valorizzare il Museo delle Grigne ed incrementare la sua collezione. La gestione del museo è affidata dal Comune all'associazione, che è composta da un gruppo di volontari che si impegnano nella manutenzione ordinaria del museo e all'organizzazione di iniziative culturali e conferenze relative al territorio, alla cultura e alla storia. La stessa associazione dal 2008 è anche ente gestore dell'Ecomuseo delle Grigne, proprio per la vocazione di valorizzazione del territorio e per le forti interconnessioni tra lo spazio “museo” e gli “ambienti” da lui descritti. Nel 2005 viene terminata la nuova sede del Museo delle Grigne in collaborazione con il Parco Regionale della Grigna Settentrionale (gestito dalla Comunità Montana della Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera). La nuova sede del museo si trova in via Montefiori 19 nel giardino di Villa Clotilde. Nel 2012 la collezione di farfalle donata da Paolo Boncompagni al museo viene collocata a Villa Clotilde insieme a una teca di animali e inserita nell'opera d'arte sonora Animagus di Roberto Paci Dalò.

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo delle Grigne ha tre sedi: la sede storica di Piazza Pietro Pensa, la nuova sede nel giardino di Villa Clotilde e uno spazio al primo piano di Villa Clotilde.

  • Sede storica, Piazza Pietro Pensa. Ancora visibile il "casel", una ricostruzione di casello montano utilizzato nel territorio.
  • Nuova sede, giardino di Villa Clotilde, via Montefiori, 19. Fossili, reperti archeologici, materiale etno-antropologico, diorama di animali. Esposizioni temporanee.
  • Villa Clotilde, Via Montefiori, 19. Collezione di farfalle italiane, Collezione di insetti e un diorama di animali.

Collezioni[modifica | modifica wikitesto]

Storia naturale[modifica | modifica wikitesto]

Il museo conserva minerali[5] ancora in parte da allestire e una ricca collezione di fossili[6]. Il territorio della Grigna è da sempre noto proprio per i minerali e i fossili che hanno reso famoso il nome di Esino e hanno richiamato nel secolo scorso scienziati di tutto il mondo. Le scogliere calcareo-dolomitiche delle Grigne e delle loro propaggini hanno rivelato una straordinaria ricchezza di molluschi di ogni dimensione. L'Abate Antonio Stoppani descrisse nell'Ottocento oltre 200 diverse forme nella sua classica monografia Les petrifications d'Esino: spongiarini, polipi, crinoidi, brachiopodi, lamellibranchi, gasteropodi e cefalopodi[7]. In seguito altri geologi hanno studiato la fauna fossile dei nostri monti producendo una ricca letteratura in proposito. Oggi si ritiene che le specie siano oltre 250. La collezione di farfalle viene donata al Museo delle Grigne da Paolo Boncompagni. Include 11 teche di farfalle italiane. Nel 2012 la collezione viene trasferita al primo piano di Villa Clotilde ed è parte dell'installazione sonora Animagus di Roberto Paci Dalò.

Reperti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

La collezione archeologica[8] comprende alcuni dei reperti ritrovati nel territorio della Val d'Esino: una tomba celtica (rinvenuta a Esino Superiore o Crès); il corredo funebre di una tomba romana (rinvenuta a Esino Inferiore o Psciach), armi ed attrezzi di vita quotidiana; monili e monete. Questi reperti testimoniano la diversa origine dei due nuclei abitativi di Esino Lario, Cres di origine celtica e Piasch romana; se di alcuni pezzi l'origine è chiaramente identificabile, altri sono difficilmente catalogabili, a testimonianza della completa fusione delle due culture nel territorio. Altri reperti archeologici del territorio sono conservati presso il Museo di Varese, Museo archeologico di Milano e il Museo archeologico di Lecco[9].

Collezione etno-antropologico[modifica | modifica wikitesto]

La collezione di attrezzi di vita quotidiana conserva strumenti di lavoro utilizzati sino ai primi decenni del Novecento. Vi sono attrezzi legati all'agricoltura e all'allevamento, alla produzione di burro e formaggio, e alla filatura della canapa. Pittoresca è senza dubbio la stanza del Casel, una struttura tipica montana dove si svolgeva la lavorazione del latte e la produzione di formaggio[10].

Percorso espositivo[modifica | modifica wikitesto]

Allestimento del 1959.

Il museo conserva e testimonia l'evoluzione dell'uomo e del suo ambiente dalle sue origini sino ad oggi. Per questo motivo le raccolte sono organizzate in tre distinte sezioni, collegate dalla logica della territorialità, dedicate alla geologia, allo studio della flora e della fauna ed alla storia locale. Il Museo delle Grigne si propone quindi di recuperare la cultura locale, di far scoprire ai visitatori l'importanza storica e geologica del territorio e di mantenere viva nella memoria della popolazione residente le proprie origini, le proprie tradizioni, la propria cultura.

Gestione[modifica | modifica wikitesto]

Il Museo delle Grigne è un museo civico gestito dal 1990 dall'Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus. Il museo fa parte della sistema museale della provincia di Lecco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonio Stoppani, Paléontologie Lombarde ou description des fossiles de Lombardie publie a l'aide de plusieurs savants par l'abbé Antonio Stoppani. I série: Les pétrifications d'Esino ou description des fossiles appartenant au dépôt triaque supérieur des environs d'Esino en Lombardie. Divises en quatre monographies comprenant les gastéropodes, les acéphales, les brachiopodes, les céphalopodes, les crionides, les zoophytes et les amorphozoaires, avec une carte géologique et les figurer d'espèces lithographiées d'après le nature, Milano, Imprimeries de Joseph Bernardoni, 1858-60.
  2. ^ Il Consiglio Comunale di Esino Lario istituisce il Museo delle Grigne, di proprietà comunale, dotandolo di proprio Statuto. Il museo viene costituito come proprietà del Comune di Esino Lario secondo le disposizioni della legge 22 settembre 1960, n. 1080 articolo 1. Il Museo è classificato come "museo minore" con decreto del 15 settembre 1965 dei Ministeri della P.I. e degli Interni.
  3. ^ Il Consiglio Comunale di Esino Lario delibera per l'istituzione di un Museo Territoriale della Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera con il compito di coordinare l'attività dei Musei componenti, allo scopo di ottenere il più proficuo ed armonico funzionamento nell'interesse degli utenti. Le istituzioni coinvolte sono la Comunità Montana Valsassina, Valvarrone, Val d'Esino e Riviera, il Comune di Esino Lario, il Comune di Premana, il Comune di Primaluna e la Pro Loco di Varenna. Ciascun museo conserva la sua autonomia culturale e amministrativa, ma indirizza le sue iniziative particolarmente in uno specifico campo, in modo che i conseguenti sviluppi risultino complementari. Il Museo della Grigna agisce nel campo geologico, mineralogico, naturalistico, archeologico e bibliografico. Il Museo di Premana agisce nel campo folcloristico dell'ambiente e del costume in generale e del piccolo artigianato ferriero. Il Museo di Primaluna agisce nel campo agricolo, pastorale, caseario, della media industria ferriera. Il Museo di Varenna agisce nel campo dell'avifauna. Viene creato un collegamento tra le istituzioni per organizzare manifestazioni e attività culturali coordinate, per promuovere un itinerario tra tutti i musei della rete e viene prevista la pubblicazione di una guida completa dei Musei della Comunità, di un catalogo unico e di una rivista annuale. Documenti del museo, 26/10/1979.
  4. ^ Sito dell'Associazione Amici del Museo delle Grigne Onlus http://amicimuseodellegrigne.it.
  5. ^ Inventario dei minerali del Museo delle Grigne http://pietro.pensa.it/Minerali_del_Museo_delle_Grigne.
  6. ^ Schede dei fossili del Museo delle Grigne, catalogate negli anni Cinquanta, http://pietro.pensa.it/Categoria:Schede_di_catalogazione_Fossili_1959.
  7. ^ Antonio Stoppani, Paléontologie Lombarde ou description des fossiles de Lombardie publie a l'aide de plusieurs savants par l'abbé Antonio Stoppani. I série: Les pétrifications d'Esino ou description des fossiles appartenant au dépôt triaque supérieur des environs d'Esino en Lombardie. Divises en quatre monographies comprenant les gastéropodes, les acéphales, les brachiopodes, les céphalopodes, les crionides, les zoophytes et les amorphozoaires, avec une carte géologique et les figurer d'espèces lithographiées d'après le nature, Milano, Imprimeries de Joseph Bernardoni, 1858-60.
  8. ^ Inventario dei reperti archeologici del Museo delle Grigne http://pietro.pensa.it/Reperti_Archeologici_del_Museo_delle_Grigne.
  9. ^ Pietro Pensa, Folclore e storia di un paese della nostra montagna: le origini in "Rivista di Lecco", anno XVI (1957), n. 6, pp. 7-10; Mario Bertolone, Bronzi preromani di Esino Lario, Como, 1939 - Rivista archeologica dell'Antica Provincia e Diocesi di Como, fasc. 121-122; Mario Bertolone, Tombe preromane e romane ad Esino Lario, Tip. Cavalieri Como 1938; Mario Bertolone, Tombe galliche a Esino Lario, Tip. Noseda Como 1954; C. Storti e E. Mariani, Una spada gallica del III periodo di La Tene, Estratto da «La metallurgia italiana» maggio 1953.
  10. ^ Pietro Pensa, Folclore e storia di un paese della nostra montagna: i dieci comandamenti in "Rivista di Lecco, anno XVI (1957), nn. 1-2; Pietro Pensa, Folclore e storia di un paese della nostra montagna: le abitudini di vita in "Rivista di Lecco", anno XVI (1957), n.3, pp. 26-30; Pietro Pensa, Folclore e storia di un paese della nostra montagna: le abitudini di vita (2) in "Rivista di Lecco", anno XVI (1957), nn. 4-5, pp. 27-30.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pietro Pensa, Storia del territorio di Esino Lario in Il Museo delle Grigne di Esino Lario, 1956. Testi redatti per i pannelli del Museo delle Grigne con trascrizione a cura di Patrizia Barindelli, Esino Lario, 2009.
  • Don Battista Rocca, Il Castello d'Esino Lario, stampa anastatica, 1932. Ristampato e allegato a Gianclaudio Ferraroli, L'Origine della Val d'Esino, Editore Cattaneo Paolo Grafiche Lecco, 2002.
  • Carlo Maria Pensa, Il Museo delle Grigne di Esino Lario.
  • Breve presentazione del Museo delle Grigne. Testo redatto da Elisa Dell'Era e Iolanda Pensa, 2011.
  • Museo delle Grigne in Guida al Sistema Museale della provincia di Lecco, a cura di Anna Ranzi, Sistema Museale della Provincia di Lecco, Lecco, 2013, pp. 42–45.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]