Roberto Paci Dalò

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Roberto Paci Dalò

Roberto Paci Dalò (Rimini, 1962) è un compositore, regista e artista visivo italiano.

Dopo aver studiato musica e arti visive a Fiesole, Faenza e Ravenna, nel 1993 riceve il premio Berliner Künstlerprogramm des DAAD[1]. È membro della Internationale Heiner Müller Gesellschaft di Berlino[2] e della British Cartographic Society.

Ha insegnato "Drammaturgia dei media" e "Nuovi media" all'Università di Siena e collabora con università e centri di ricerca internazionali. Ha diretto attori come Umberto Orsini, Franco Branciaroli, Massimo Popolizio, Anna Bonaiuto, Saverio La Ruina, Enzo Moscato, Silvio Orlando, Arnoldo Foà.

Vita e opere[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Arnaldo Paci (tramviere e musicista) e Giulia Dalò (cameriera) è cresciuto a Tremosine, un piccolo paese sul Lago di Garda. La sua ricerca sonora si muove tra nuova musica, elettronica, improvvisazione. Come interprete (clarinettista, elettronica) ha sviluppato una prassi esecutiva basata sullo studio delle tecniche estese contemporanee insieme a quelle delle musiche tradizionali dell'Europa Orientale, Armenia, Grecia e dell'area ebraica.

Gli anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a lavorare nel teatro collaborando dal 1980 con il Collettivo della Valdoca (poi Teatro Valdoca) a Cesena. Nel 1985 co-fonda con Isabella Bordoni la compagnia Giardini Pensili, specializzata in lavori di teatro - musica, con la quale presenta il primo spettacolo "Sentieri segreti" presso il Festival Micro Macro di Reggio Emilia. Nel 1987 crea a Gerusalemme la RPD Klezmer Orchestra, il primo ensemble italiano che usa la parola klezmer dedito all'esecuzione di musica strumentale ebraica con una particolare attenzione per il repertorio chassidico. Tra gli incontri di questi anni determinanti per lo sviluppo dela sua ricerca vanno citati quello col pittore statunitense James Rosen, nel 1987, e con il compositore John Cage conosciuto a New York nel 1989. Entrambi contribuiscono fortemente allo sviluppo della sua poetica portandolo a una continua riflessione sulle loro opere.[3]

Gli anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1991 al 1998 crea e dirige a Rimini il festival internazionale radiofonico “LADA: L'Arte dell'Ascolto”[4], mentre, tra il 1992 e il 1995, realizza in collaborazione col filosofo Giorgio Agamben il progetto “Del disorientamento” che presenta concerti, performance ed eventi. Dopo aver coordinato alcuni fra i primi pioneristici progetti internazionali basati sulle telecomunicazioni e su internet (Horizontal Radio), nel 1992 per l'opera La natura ama nascondersi crea una connessione audio/video interfacciando in diretta il Museum Moderner Kunst di Vienna con il Landesmuseum di Innsbruck. Sezioni del progetto vengono presentate anche presso la Fundació Joan Miró di Barcellona e a Washington D.C. prima di terminare con la produzione dell'omonima opera radiofonica da parte di ORF Kunstradio. Interessato alle tematiche legate agli spazi urbani e al soundscape, realizza nel 1993 il progetto Napoli per il festival Les Allumées di Nantes e nel 1996 il progetto Oz dedicato alla città di Venezia e presentato a Berlino nell'ambito del festival “Sonambiente”. Nel 1994 riceve un Honorary Mention dal Prix Ars Electronica nella categoria Interaktive Kunst per il progetto Realtime, un'opera collettiva realizzata con molti altri musicisti, attori, registi, programmatori e videoartisti, e con Marina Abramovic e Barbara Bloom partecipa al progetto '“Bildende Kunst auf dem Theater”' dell'Hebbel-Theater di Berlino. Nel 1995 nell'ambito della sua ricerca sull'uso creativo di Internet, crea Radio Lada, pionieristica web radio[5]. Nel 1995 la sua composizione Nodas viene eseguita in prima assoluta dal Kronos Quartet presso l'Opera di Vienna[6]. Nel 1997 crea Trance Bakxai, rave d'artista ispirato a Euripide. Dal 1999 al 2001 crea su invito di Mario Martone ITACA: il palcoscenico elettronico del Teatro di Roma. Nel 2000 è invitato da Massimiliano Fuksas alla Biennale di Architettura di Venezia a relazionare sul paesaggio sonoro.

2000-2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 crea l'opera teatrale e musicale Metamorfosi ideata in occasione della presentazione del bando di concorso per il Museo Nazionale dell'Audiovisivo situato presso il Palazzo della Civiltà Italiana a Roma, nel quartiere EUR. Per l'opera, interpretata dall'attrice Anna Bonaiuto, con scenografia digitale costruita su immagini del Palazzo stesso. Lo spettacolo è andato in onda in diretta su RadioTre, mentre il documentario del progetto – “Camera Oscura” – ha partecipato alla selezione ufficiale del 54mo Festival Internazionale del Cinema di Locarno. Nello stesso anno ha presentato alla Kunsthalle di Vienna il film Rax, dedicato all'artista Robert Adrian X. Crea con Philip Jeck il concerto con film intitolato Mush Room (2002), ha ideato a Vancouver il concerto scenico Local&Long Distance dedicato a Emily Dickinson (2003). Nel 2004 crea con Olga Neuwirth il concerto scenico Italia anno zero da testi di Antonio Gramsci, Pier Paolo Pasolini e Giacomo Leopardi[7]. Nel 2006 cura regia e spazio per lo spettacolo Organo magico organo laico[8]presso il Teatro Valli di Reggio Emilia all'interno del REC Festival e nello stesso anno crea lo spettacolo Cenere su testi di Amelia Rosselli e Gabriele Frasca presso il Teatro Comunale di Monfalcone[9]. Crea Velvet Factory[10] ridisegnando un club per trasformarlo in uno spazio di creazione contemporeana nelle arti. Nel 2007 presenta la mostra personale City Works - esplorazioni urbane e interventi nelle città di Berlino, Ciudad de México, Linz, Napoli, Rimini, Roma, Vancouver - presso la galleria SESV dell'Università degli studi di Firenze - Facoltà di architettura[11]. Nello stesso anno crea il progetto Sparks (installazione site-specific e disegni) per il Palazzo delle Papesse di Siena e la videoinstallazione Shadows presso studio zero lo spazio espositivo di Duomo Hotel creato da Ron Arad a Rimini. Nel 2008 cura regia, musica e spazio scenico del ciclo di spettacoli L'Assedio delle Ceneri[12] prodotto dal Napoli Teatro Festival e curato da Gabriele Frasca. Tra gli interpreti: Silvio Orlando, Massimo Popolizio, Franco Branciaroli, Claudio Di Palma, Saverio La Ruina, Patrizia Valduga, Jolanda Insana, Lello Voce, Tommaso Ottonieri, Enzo Moscato. L'intero ciclo viene trasmesso da RAI Radiotre.[13] Nel 2008 crea il film Nitschland Napoli in occasione dell'inaugurazione del Museo Nitsch Napoli. Il film fa ora parte della collezione permanente del museo. Nel 2009 crea l'installazione suono-video Atlas of Emotion Stream ispirata al libro Atlas of Emotion di Giuliana Bruno.

2011-2015[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2011 compone l'opera De bello Gallico, per voce e clavicembalo; l'opera viene rappresentata presso il Teatro "A. Galli" di Rimini, parzialmente distrutto durante il II conflitto mondiale e riaperto per l'occasione. Nel 2012 crea a Shanghai per SH Contemporary la performance audio-visiva Ye Shanghai basata sulla storia del Ghetto di Shanghai.[14] Nel 2013 crea a Göteborg (Svezia) l'installazione architetturale site-specific Tunnel Tales su commissione di GIBCA Göteborg International Biennial for Contemporary Art.[15] Nel 2014 crea per il Teatro Valli di Reggio Emilia l'opera Il grande bianco per coro alpino, ensemble strumentale e live electronics. Si tratta di una meditazione scenica sulla Grande Guerra che riflette sul silenzio e l'attesa[16]. Nel 2014 è l'incontro con Nuria Schönberg Nono attorno a un progetto dedicato a Luigi Nono.

Radiofonia[modifica | modifica wikitesto]

Paci Dalò individua alla fine degli anni ottanta nel medium radiofonico la possibilità di investigare in maniera approfondita il rapporto tra voce, testo e suono. È così che compone e dirige un corpus di opere radiofoniche per diversi enti europei lavorando su testi di Predrag Matvejevic, Yehuda Amichai, Ingeborg Bachmann, Walter Benjamin, Giorgio Agamben, Euripide, Antonio Pizzuto, Heiner Müller, Giacomo Leopardi, Antonio Gramsci. Altri autori di riferimento sui quali ha lavorato sono Emily Dickinson, Daniel Varujan, Amelia Rosselli, Alexandra Petrova, Gabriele Frasca, Samuel Beckett, Giacomo Lubrano. All'interno del ciclo L'assedio delle ceneri utilizza testi appositamente commissionati per il progetto a: Alessandro Dal Lago, Stefano Boeri, Luciano Barca, Jolanda Insana, Patrizia Valduga, Tommaso Ottonieri, Lello Voce, Piergiorgio Odifreddi.

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

Tra le collaborazioni interdisciplinari figurano: Predrag Matvejević, Kronos Quartet, Alvin Curran, Philip Jeck, David Moss, Scanner, Terry Riley, Peter Courtemanche, Stefano Scodanibbio, Gabriele Frasca, Giorgio Agamben, Robert Adrian X, Maurizio Cattelan, Oreste Zevola, Paolo Rosa, Pier Luigi Sacco, Mouse on Mars, Robert Lippok, Fennesz, Akio Suzuki, Tom Cora, Boghos Levon Zekiyan, Luca Aquino, Mariangela Gualtieri, Cesare Ronconi.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Napoli (1994)
  • Horizontal Radio (1994)
  • Many Many Voices (1995)
  • Sumi (2000)
  • Ozio (2000)
  • City Sonics (2003)
  • In Two Worlds (2004)
  • Pneuma (2005)
  • AVN+RPD (2005)
  • Sparks (2007)
  • Alluro (2010)
  • The Maya Effect (2011)
  • Japanese Girls at the Harbor (2012)
  • Ye Shanghai (2013)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Camera Obscura (2001)
  • RAX (2001)
  • Blue Stories (2001)
  • EMN40 (2002)
  • Dust (2003)
  • Petroleo México (2005)
  • Shadows (2007)
  • Heidi Grundmann (2007)
  • Nitschland Napoli (2008)
  • Atlas of Emotion Stream (2009)
  • Ye Shanghai (2013)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://www.berliner-kuenstlerprogramm.de/en/gast.php?id=627
  2. ^ Internationale Heiner Müller Gesellschaft - Gesellschaft - Mitglieder
  3. ^ http://everydayjohncage.tumblr.com
  4. ^ http://giardini.sm/lada/
  5. ^ http://radiolada.net
  6. ^ http://archive.radiosvizzeraclassica.ch/cgi-bin/pip/html.cgi?lang=en&m=entity&v=b&w=Kronos+Quartet
  7. ^ http://www.digicult.it/it/digimag/issue-005/italiano-dellestetica-del-processo/
  8. ^ http://ricerca.gelocal.it/gazzettadireggio/archivio/gazzettadireggio/2006/10/28/ET1PO_ET101.html
  9. ^ http://www.teatromonfalcone.it/index.php?option=com_content&view=article&id=160:giardini-pensili-cenere-900aoltre&catid=16:20062007&Itemid=1120
  10. ^ Velvet Club & Factory
  11. ^ http://architettura.it/sesv/newsletter/2007052401.htm
  12. ^ Il progetto all'interno del sito del Napoli Teatro Festival http://www.napoliteatrofestival.it/edizione-2008/assedio-delle-ceneri/
  13. ^ http://www.gabrielefrasca.it/34-lassedio-delle-ceneri-di-gf-e-roberto-paci-dalo/
  14. ^ http://arthubasia.org/project/ye-shanghai-biennale-finissage
  15. ^ http://www.rodasten.com/index.php/rs_events/view/gibca
  16. ^ http://www.iteatri.re.it/Sezione.jsp?idSezione=3509

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La porta aperta 2, Roma: Teatro di Roma, 1999.
  • Andrea Balzola, La scena tecnologica, Roma: Dino Audino editore, 2011.
  • Tatiana Bazzichelli, Networking. The Net as Artwork, Aarhus: Digital Aesthetics Research Center, 2008.
  • Barbara Casavecchia, Roberto Paci Dalò in "Frieze", n. 153, March 2013.
  • Valerio Dehò, Silenzio. Sei meditazioni oltre il rumore, Reggio Emilia: Comune di Reggio Emilia, 1997.
  • Gabriele Frasca and Renato Quaglia, eds. Prediche per il nuovo millennio, Dall'assedio delle ceneri, Venezia: Napoli Teatro Festival / Marsilio, 2008.
  • Laura Gemini, L'incertezza creativa, Milano: Franco Angeli, 2003.
  • Helga de La Motte-Haber, ed. Klangkunst, Munich: Prestel, 1996.
  • Lorenzo Mango and Giuseppe Morra, Living Theatre: labirinti dell'immaginario, Napoli: Edizioni Fondazione Morra, 2003.
  • Leonardo Montecchi, ed. Officine della dissociazione. Bologna: Pitagora, 2000.
  • Peppino Ortoleva and Barbara Scaramucci, eds. le Garzantine. Radio, Milano: Garzanti, 2003.
  • Roberto Paci Dalò, and Savina Fragliasso, Pneuma. Giardini Pensili un paesaggio sonoro, Monfalcone: Teatro Comunale di Monfalcone, 2005.
  • Roberto Paci Dalò and Emanuele Quinz, ed. Millesuoni. Deleuze, Guattari e la musica elettronica, Napoli: Cronopio, 2006. Contributions by Paul D. Miller aka DJ Spooky, Guy-Marc Hinant, Achim Szpeanski, Christopher Cox, Timothy S. Murphy.
  • Fabio Paracchini, Cybershow. Cinema e teatro con Internet. Milano: Ubulibri, 1996.
  • Emanuele Quinz, ed, Digital Performance, Paris: Anomos, 2002.
  • Wolfgang Storch and Klaudia Ruschkowski, eds. Sire, das war ich. Leben Gundlings Friedrich von Preußen Lessings Schlaf Traum Schrei Heiner Müller Werkbuch, Berlin: Theater der Zeit, 2007.
  • VV AA, Re-inventing Radio - Aspects of radio as art, edited by Heidi Grundmann, Elisabeth Zimmermann, Reinhard Braun, Dieter Daniels, Andreas Hirsch, Anne Thurmann-Jajes, Revolver books, 2008, ISBN 978-3-86588-453-4.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN202928072
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