Museo egizio (Torino)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Museo Egizio di Torino)
Museo Egizio
Museo Egizio e Galleria sabauda, Torino.jpg
L'ingresso del museo
Ubicazione
StatoItalia Italia
LocalitàTorino
IndirizzoVia Accademia delle Scienze 6
Caratteristiche
TipoArcheologico, egittologico
FondatoriCarlo Felice di Savoia
Apertura1824
DirettoreChristian Greco
Visitatori852 095[1] (2016)
Sito web

Coordinate: 45°04′06″N 7°41′04″E / 45.068333°N 7.684444°E45.068333; 7.684444

Il Museo Egizio di Torino è il più antico museo, a livello mondiale, interamente dedicato alla civiltà nilotica[2][3] ed è considerato, per valore e quantità dei reperti, il più importante del mondo dopo quello del Cairo[4][5].

Nel 2016 il museo ha fatto registrare 852 095 visitatori, risultando il decimo sito museale statale italiano più visitato[1]. Nel 2017 i Premi Travellers' Choice di TripAdvisor classificano l'Egizio al primo posto tra i musei più apprezzati in Italia[6], al nono in Europa[7] e al quattordicesimo nel mondo.[8]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

« La strada per Menfi e Tebe passa da Torino »

(Jean-François Champollion[9])

Nel 1759 un appassionato egittologo di Padova, Vitaliano Donati, si recò in Egitto per effettuarvi scavi e ritrovò vari reperti, che furono inviati a Torino.[10] All'inizio dell'800, all'indomani delle campagne napoleoniche in Egitto, in tutta Europa scoppiò una vera e propria moda per il collezionismo di antichità egizie. Bernardino Drovetti, piemontese, console generale di Francia durante l'occupazione in Egitto, collezionò in questo periodo oltre 8 000 pezzi tra statue, sarcofaghi, mummie, papiri, amuleti e monili vari. Nel 1824 il re Carlo Felice acquistò questa grande collezione per la cifra di 400.000 lire[10] e unendovi altri reperti di antichità classiche di Casa Savoia, tra cui la collezione Donati, diede vita al primo Museo Egizio del mondo.[11]

Sul finire dell'Ottocento il direttore del museo, Ernesto Schiaparelli, avviò nuove acquisizioni e si mise personalmente a condurre importanti campagne di scavi in Egitto. In questo modo, intorno agli anni trenta del '900, la collezione arrivò a contare oltre 30 000 pezzi in grado di testimoniare ed illustrare tutti i più importanti aspetti dell'Antico Egitto, dagli splendori delle arti agli oggetti comuni di uso quotidiano.[4]

Il museo è dedicato esclusivamente all'arte egizia. Al suo interno si possono trovare mummie, papiri e tutto ciò che riguarda l'antico Egitto (compresi animali imbalsamati).

Nel 2013 il museo è stato inserito dal quotidiano britannico The Times nella classifica dei 50 migliori musei del mondo.[12]

Dopo lavori di ristrutturazione e ampliamento, il 1º aprile 2015 il museo, con un'estensione di 60 000 , completamente ristrutturato è stato nuovamente inaugurato con una superficie espositiva più che raddoppiata, una sala mostre, e aree per la didattica. Il museo risulta suddiviso in quattro piani (tre piani fuori terra e uno sotterraneo) con un percorso di visita cronologico. Alcuni di questi interventi di ampliamento sono stati realizzati grazie al Gioco del Lotto, in base a quanto regolato dalla legge 662/96[13].

Inoltre il museo è fornito di un'importante biblioteca, spazi di restauro e studio di mummie e papiri e dal giugno 2015 partecipa a una spedizione archeologica internazionale in Egitto.[14]

Dopo un anno dalla riapertura, con il nuovo allestimento il risultato è di quasi 1 milione di visitatori, posizionandosi così tra i musei più visitati d'Italia[15].

Collezione[modifica | modifica wikitesto]

Nel museo sono presenti più di 37 000 pezzi che coprono il periodo dal paleolitico all'epoca copta. I più importanti sono:

Sede e attività[modifica | modifica wikitesto]

Ha sede nello storico Palazzo dell'Accademia delle Scienze, sede dell'omonima Accademia, che ha ospitato anche la Galleria Sabauda fino all'aprile 2012, eretto nel XVII secolo dall'architetto Guarino Guarini.

Il 6 ottobre 2004 è stato firmato un accordo trentennale tra la Fondazione Museo delle Antichità Egizie e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali per conferire i beni del museo alla Fondazione di cui fanno parte la Regione Piemonte, la Provincia di Torino, la Città di Torino, la Compagnia di San Paolo e la Fondazione CRT. In tal modo il Museo egizio verrà gestito dalle istituzioni locali e godrà dei finanziamenti delle fondazioni bancarie, godendo al tempo stesso di ampia autonomia gestionale.

Nel 2006, l'anno dei giochi olimpici, è stato visitato da 554.911 persone, con un aumento del 93,8% rispetto al 2005[16].

Nel 2008 il raggruppamento Isolarchitetti vince la gara internazionale per scegliere i progettisti del nuovo museo con un progetto firmato insieme a Dante Ferretti.

Dal 2012 la presidente della fondazione è Evelina Christillin. Dal 2014 il direttore della fondazione è Christian Greco.

Il 1º aprile 2015 è stato riaperto il museo dopo 3 anni e mezzo di lavori.[17]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Alcune scene del film A/R Andata + Ritorno sono ambientate all'interno del museo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dati visitatori dei siti museali italiani statali nel 2016 (PDF), su beniculturali.it. URL consultato il 17 gennaio 2017..
  2. ^ Vittoria Morganti e Emanuele Gabardi, Musei di Torino. Nuovi modi di comunicare cultura e bellezza nella prima capitale d'Italia, FrancoAngeli, 2015, p. 63, ISBN 9788891722065.
  3. ^ Italia.it: Il Museo Egizio di Torino
  4. ^ a b Torino e il suo territorio: le piazze, le regge, i musei, il Po, la collina e le Alpi, Milano, Touring Editore, 2010, pp. 74-76, ISBN 978-88-365-4965-8.
    «Il più importante al mondo dopo quello del Cairo, il Museo Egizio è un dei luoghi più celebri della città».
  5. ^ Lorenzo Taffarel, Ora so... di più! 5: Storia / Geografia: guida per l'insegnante, Casa Editrice Tredieci Srl, 2015, p. 133, ISBN 9788860720801.
  6. ^ Top 10 dei musei - Italia
  7. ^ TripAdvisor, museo Egizio più apprezzato
  8. ^ Top 25 dei musei - Mondo
  9. ^ Storia del Museo Egizio di Torino, su museoegizio.it. URL consultato l'11 novembre 2012.
  10. ^ a b AA.VV., Egittomania, vol. II, p. 58
  11. ^ Touring Club Italiano, Torino e provincia - Guide d'Italia, Touring Editore, 2004, pp. 62, ISBN 978-88-365-3010-6.
  12. ^ Museo dell'Automobile e l'Egizio tra i migliori del mondo per il Times
  13. ^ artribune.com, http://www.artribune.com/2016/05/il-gioco-del-lotto-e-i-beni-culturali/.
  14. ^ Christian Greco, l'Indiana Jones d'Egitto: "Io, custode dei faraoni in missione nel deserto, su torino.repubblica.it. URL consultato il 2 aprile 2016.
  15. ^ "Un milione di visitatori per il nuov Egizio", La Stampa, 1/4/2016
  16. ^ Centro Studi TCI (a cura di), Dossier Musei 2007 (PDF), Touring Club Italiano, 2007, p. 12. URL consultato l'11 novembre 2012.
  17. ^ È nato il nuovo museo, LaStampa.it, 2015. URL consultato il 31 marzo 2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Egittomania, vol. II, De Agostini
  • Wolfgang Kosack: Schenute von Atripe De judicio finale. Papyruskodex 63000.IV im Museo Egizio di Torino. Einleitung, Textbearbeitung und Übersetzung herausgegeben von Wolfgang Kosack. Brunner, Berlin 2013. ISBN 978-3-9524018-5-9
  • Wolfgang Kosack: Basilios "De archangelo Michael": sahidice Pseudo - Euhodios "De resurrectione": sahidice Pseudo - Euhodios "De dormitione Mariae virginis": sahidice & bohairice: < Papyruskodex Turin, Mus. Egizio Cat. 63000 XI. > nebst Varianten und Fragmente. In Parallelzeilen ediert, kommentiert und übersetzt von Wolfgang Kosack. Verlag Christoph Brunner, Berlin 2014. ISBN 978-3-906206-02-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN141562665 · ISNI: (EN0000 0001 2293 2667 · GND: (DE1006866-1 · BNF: (FRcb12182616s (data)