Monastero di Santa Croce del Corvo

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Monastero di Santa Croce del Corvo
Ameglia-monastero santa croce.jpg
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàBocca di Magra (Ameglia)
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Spezia-Sarzana-Brugnato
Inizio costruzione1176
Completamento1186

Coordinate: 44°02′36.28″N 9°58′55.16″E / 44.043411°N 9.981989°E44.043411; 9.981989

Il monastero di Santa Croce del Corvo è un luogo di culto cattolico di Ameglia, in Provincia della Spezia, situato nella frazione di Bocca di Magra in via Santa Croce.

Cenni storici e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il primitivo monastero fu fondato sul promontorio di Santa Croce nel 1176 dal vescovo Pipino Arrighi della diocesi di Luni grazie alla donazione il 2 giugno del terreno ("32 giove di terra") ad un monaco ("monacho de Corvo"). Secondo però le fonti storiche già prima dell'anno 1000 è databile l'esistenza di una primaria cappella dove vi si custodisce un crocifisso in legno. I lavori per l'edificazione del monastero procedettero alacremente con l'affidamento nel 1186 dello stesso ai monaci benedettini di San Michele di Pisa.

Nel XIV secolo il complesso viene abbandonato, così come il prezioso crocifisso, e sarà solo nel XVII secolo che una curata opera di restauro della chiesa, con la copertura dell'abside, riporterà l'edificio ad una sua apertura.

L'intera area fu acquisita nella seconda metà del XIX secolo dalla famiglia Fabbricotti, facoltosi industriali del marmo, che vi insediarono la propria dimora. L'area venne dunque arricchita del parco monumentale e del bel castelletto in stile neogotico.

Verso la metà del XX secolo l'intera proprietà, in conseguenza del fallimento Fabbricotti, è stata rilevata dal Monte dei Paschi di Siena dalla confraternita della Provincia ligure dei frati Carmelitani scalzi per iniziativa del cardinale Anastasio Alberto Ballestrero e trasformata in sede di ritiri spirituali e di ospitalità selezionata.

Reso celebre dalle fascinose memorie di Dante e di Boccaccio, per cui la struttura è sede del Centro lunigianese di studi danteschi, nella cappella seicentesca dell'antica area monastica si conserva da sempre l'eccezionalità della Santa Croce, un Cristo ligneo in puro stile romanico-bizantino ascrivibile al X-XII secolo, la cui vicenda è strettamente legata alla Reliquia del Preziosissimo Sangue che si conserva nella concattedrale di Sarzana.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nella sua biografia di Dante, Boccaccio narra l’inverosimile, ma suggestivo episodio di come il Poeta , in partenza per la Francia, avesse affidato ad un tale monaco Ilario del Monastero di Santa Croce del Corvo il manoscritto della Cantica dell’Inferno affinché lo recapitasse a Uguccione della Faggiola, intendendo destinare poi le successive cantiche del Purgatorio a Moroello Malaspina e del Paradiso al re aragonese Federico di Sicilia.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]