Mark Williams (attore)

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Williams durante le riprese di Padre Brown.

Mark Williams (Bromsgrove, 22 agosto 1959) è un attore e comico britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal pubblico britannico è conosciuto principalmente come uno dei protagonisti dello spettacolo comico della BBC The Fast Show. Come attore televisivo ha interpretato Olaf Petersen in Red Dwarf e Kirk in Carrie and Barry, il suocero di Amy Pond in Doctor Who, mentre ha conseguito notorietà internazionale interpretando il personaggio di Arthur Weasley, il padre di Ron, nella saga dei film di Harry Potter.

Nel 1996 interpreta il personaggio di Orazio nel film La carica dei 101 - Questa volta la magia è vera, che insieme a Gaspare (interpretato da Hugh Laurie) aveva il compito di rapire i cuccioli di dalmata per Crudelia De Mon. Ha interpretato il personaggio di Wabash nel film Shakespeare in Love (1998); ha avuto inoltre una parte nel film Stardust (2007) dove ha interpretato Billy (la capretta) in forma umana trasformata dalla strega Lamia. Ha presentato diverse serie di documentari televisivi: Industrial Revelations, Mark Williams on the Rails, Mark Williams' Big Bangs.

Dal 2013 è protagonista della serie TV della BBC Padre Brown (Father Brown), ispirata all'omonimo personaggio di G. K. Chesterton.

Dalla moglie Dianne ha avuto un figlio.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

  • Mino Caprio in Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Harry Potter e il calice di fuoco, Harry Potter e l'Ordine della Fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue, Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1, Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2
  • Roberto Ciufoli in La carica dei 101 - Questa volta la magia è vera
  • Ambrogio Colombo in Albert Nobbs
  • Oliviero Dinelli in Padre Brown, I rubacchiotti
  • Roberto Stocchi in Shakespeare in Love

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN49422605 · ISNI (EN0000 0001 1472 2395 · LCCN (ENno2001019909 · GND (DE1053537697 · BNF (FRcb14030774t (data)
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