M94 (astronomia)

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M94
Galassia a spirale
Ngc4736-nuc-hst-R814G555B450.jpg
M94 (NGC 4736) (Telescopio spaziale Hubble)
Scoperta
ScopritorePierre Méchain
Data1781
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneCani da Caccia
Ascensione retta12h 50m 53,1s
Declinazione+41° 07′ 14″
Distanza16 milioni a.l.
(4,9 milioni pc)
Magnitudine apparente (V)9,0
Dimensione apparente (V)11′.2 × 9′.1
Velocità radiale308 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia a spirale
ClasseSA(r)ab
Magnitudine assoluta (V)13,6
Altre designazioni
NGC 4736, UGC 7996, PGC 43495
Mappa di localizzazione
M94
Canes Venatici IAU.svg
Categoria di galassie a spirale

Coordinate: Carta celeste 12h 50m 53.1s, +41° 07′ 14″

M 94 (conosciuto anche come NGC 4736) è una galassia a spirale visibile nella costellazione dei Cani da Caccia; fu scoperta da Pierre Méchain nel 1781 e catalogata da Charles Messier due giorni dopo.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare M94.

M94 è facile da individuare: si trova infatti a 3° in direzione NNW rispetto alla stella Cor Caroli e se la notte è limpida e buia può essere osservata anche con un semplice binocolo; l'alone inizia a mostrarsi anche in un binocolo molto potente o in un piccolo telescopio amatoriale. Con strumenti da 140-150mm di apertura si presenta di forma quasi circolare e coi bordi molto sfumati, al punto che ricorda un ammasso globulare come aspetto; anche ad ingrandimenti maggiori la vista rimane molto simile, con un alone molto esteso con tracce di macchie scure e che aumenta progressivamente in luminosità verso il centro, i cui bordi sono sfumati. Non si osserva alcuna traccia di spirali.[1]

La sua declinazione è settentrionale: infatti questa galassia si presenta circumpolare da una parte dell'emisfero boreale, come l'Europa centro-settentrionale e parte del Nordamerica; dall'emisfero australe invece è possibile osservarla fino alle latitudini temperate medie, corrispondenti alla massima parte delle regioni abitate.[2] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra gennaio e agosto.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

Charles Messier descrive M94 come una nebulosa priva di stelle, ben visibile a nord di Cor Caroli e con un centro molto brillante e diffuso, paragonandola poi all'ammasso globulare M79 nella Lepre; riferisce inoltre che la scoperta avvenne ad opera di Pierre Méchain nel marzo del 1781. Sia William Herschel che Lord Rosse la descrivono come una macchia tondeggiante e dai contorni sfumati, addirittura, nel caso di Lord Rosse, circondata da una struttura vagamente anulare, ipotizzandone la natura a spirale.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

M94 (infrarosso e ultravioletto)
M94

Dalle osservazioni si può notare un anello di attive regioni di formazione stellare, marcate dalle giovani stelle azzurre nelle immagini a colori, che la dividono bruscamente dal molto meno brillante anello esterno, il quale è formato da una popolazione stellare giallastra molto più vecchia; nelle aree periferiche, tuttavia, queste regioni terminano nuovamente in un altro anello di moderata attività di formazione stellare, così M94 appare come una delle relativamente rare galassie in cui possono essere osservate due "onde" di formazione stellare. Nelle lunghissime esposizioni diviene visibile un ulteriore debolissimo anello. La galassia è classificata come spirale semplice (Sab) ed è vista quasi perfettamente di faccia; la sua distanza non è ben nota, dato che esistono valori compresi fra i 14 e i 30 milioni di anni luce. Le ultime stime forniscono un valore di 16 milioni di anni luce. M94 si allontana da noi alla velocità di 370 km/s.[1]

Uno studio condotto nel 1008 afferma che all'interno di questa galassia non è presente materia oscura, o al più in minime quantità; questo studio ha analizzato la curva di rotazione delle stelle della galassia e la densità dell'idrogeno, mostrando che il gas illuminato corrisponde alla quasi totalità del gas presente nella galassia. Questo esito è piuttosto insolito e controverso e lascia aperte delle questioni, come ad esempio il modo in cui una galassia può formarsi senza un alone di materia oscura o come possa eventualmente perderla.[3] Altre spiegazioni per le curve di rotazione non riescono a chiarire a fondo questa problematica.[4]

Gruppo di M94[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Gruppo di M94.

M94 è una delle galassia più luminose del Gruppo di M94, un gruppo di galassie che contiene un numero di galassie compreso probabilmente fra 16 e 24;[5][6][7] si tratta di uno dei tanti gruppi posti nelle vicinanze del Superammasso della Vergine.[8] Sebbene un gran numero di galassie possa essere associato a M94, solo poche di queste sembrano essere gravitazionalmente legate fra di loro; molte delle altre galassie vicine sembrano muoversi in maniera autonoma.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  2. ^ Una declinazione di 41°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 49°; il che equivale a dire che a nord del 49°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 49°S l'oggetto non sorge mai.
  3. ^ J. Jałocha, Ł. Bratek, and M. Kutschera, Is Dark Matter Present in NGC 4736? An Iterative Spectral Method for Finding Mass Distribution in Spiral Galaxies, in The Astrophysical Journal, vol. 679, 2008, pp. 373–378, DOI:10.1086/533511.
  4. ^ Stephen Battersby, Galaxy without dark matter puzzles astronomers, NewScientist.com news service, 6 febbraio 2008. URL consultato il 10 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 19 marzo 2008).
  5. ^ R. B. Tully, Nearby Galaxies Catalog, Cambridge, Cambridge University Press, 1988, ISBN 0-521-35299-1.
  6. ^ A. Garcia, General study of group membership. II - Determination of nearby groups, in Astronomy and Astrophysics Supplement, vol. 100, 1993, pp. 47–90.
  7. ^ G. Giuricin, C. Marinoni, L. Ceriani, A. Pisani, Nearby Optical Galaxies: Selection of the Sample and Identification of Groups, in Astrophysical Journal, vol. 543, 2000, pp. 178–194, DOI:10.1086/317070.
  8. ^ R. B. Tully, The Local Supercluster, in Astrophysical Journal, vol. 257, 1982, pp. 389–422, DOI:10.1086/159999.
  9. ^ I. D. Karachentsev, The Local Group and Other Neighboring Galaxy Groups, in Astronomical Journal, vol. 129, 2005, pp. 178–188, DOI:10.1086/426368.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, su geocities.jp, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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