Galassia Girasole

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Galassia Girasole
Galassia a spirale
Messier 63.jpg
M63
Dati osservativi
(epoca J2000.0)
CostellazioneCani da Caccia
Ascensione retta13h 15m 49,3s
Declinazione+42° 01′ 46″
Distanza37 milioni a.l.
(11,32 milioni pc)
Magnitudine apparente (V)9,3
Dimensione apparente (V)10' × 6'
Velocità radiale504 km/s
Caratteristiche fisiche
TipoGalassia a spirale
ClasseSAbc
Magnitudine assoluta (V)-20,8
Altre designazioni
M 63, NGC 5055, UGC 8334, PGC 46153
Mappa di localizzazione
Galassia Girasole
Canes Venatici IAU.svg
Categoria di galassie a spirale

Coordinate: Carta celeste 13h 15m 49.3s, +42° 01′ 46″

La Galassia Girasole (conosciuta anche come M 63 o NGC 5055) è una galassia a spirale visibile nella costellazione boreale dei Cani da Caccia; fu scoperta nel 1779 da Pierre Méchain, collega e amico del Messier e che collaborò alla stesura del celebre catalogo.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare M63.

M63 si trova con una certa facilità, 1,5° a nord della concatenazione di stelle composta da 19, 20, 23 CVn, a loro volta 3° a NE di Cor Caroli; può essere individuata senza difficoltà anche con un binocolo in notti particolarmente nitide, in cui si mostra come una macchia diffusa senza condensazione. Un telescopio amatoriale da 60-80mm la mostra come una chiazza estesa per alcuni primi d'arco piuttosto appariscente, mentre l'alone diventa visibile in un riflettore da 150mm; il nucleo diventa quasi di aspetto granuloso in un 300mm, mentre diventano visibili anche i due bracci, come delle estensioni leggere del nucleo stesso a WNW e a ESE.[1]

La declinazione di questa galassia è piuttosto settentrionale: infatti si presenta circumpolare da molte regioni dell'emisfero boreale, come l'Europa centro-settentrionale e parte del Nordamerica; dall'emisfero australe invece è possibile osservarla fino alle latitudini temperate medie, fin quasi all'Argentina centro-meridionale.[2] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra gennaio e agosto.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

Charles Messier afferma nel 1779 che M63 sia stata osservata per la prima volta da Pierre Méchain; mentre la inserisce nel suo catalogo, la descrive come una nebulosa debole senza stelle e subito invisibile al minimo segno di qualunque disturbo luminoso. William Herschel la indica al contrario come molto brillante, estesa in senso NW-SE e della lunghezza di 9-10' e dal nucleo appariscente. Il primo a notarne una struttura a spirale fu invece Lord Rosse.[1]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

La galassia Girasole è una spirale del tipo Sb o Sc, che mostra un irregolare disegno a spirale; apparentemente sembra formare un gruppo fisico con la Galassia Girandola, la Galassia Vortice e molte altre galassie minori; potrebbe appartenere al Gruppo di M101 (sottogruppo di M51). Il nome proprio girasole è dovuto al grandissimo numero di segmenti di spirali che circondano il nucleo, ben avvolte attorno ad esso e pervase da un gran numero di nubi di polvere interstellare; la massa totale della galassia sarebbe compresa fra le 80 e le 140 miliardi di masse solari, con un diametro di 90000 anni luce, ossia simile a quello della nostra Via Lattea. La distanza è stimata sui 37 milioni di anni luce e si allontana da noi alla velocità di 580 km/s.[1]

Nel maggio del 1971 è stata osservata fra i suoi bracci una supernova di tipo Ia, che raggiunse la magnitudine apparente 11,8.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  2. ^ Una declinazione di 42°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 48°; il che equivale a dire che a nord del 48°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 48°S l'oggetto non sorge mai.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, su geocities.jp, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 5053  •  NGC 5054  •  NGC 5055  •  NGC 5056  •  NGC 5057   
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