M28 (astronomia)

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M28
Ammasso globulare
Messier28.jpg
L'ammasso globulare M28
Scoperta
ScopritoreCharles Messier
Data1764
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneSagittario
Ascensione retta18h 24m 32.89s[1]
Declinazione-24° 52′ 11.4″[1]
Distanza18300 a.l.
(5600 pc)
Magnitudine apparente (V)6,8[1]
Dimensione apparente (V)15.0′
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso globulare
ClasseIV
Dimensioni30 a.l.
(9 pc)
Caratteristiche rilevanticontiene pulsar
Altre designazioni
NGC 6626, GCl 94[1]
Mappa di localizzazione
M28
Sagittarius IAU.svg
Categoria di ammassi globulari

Coordinate: Carta celeste 18h 24m 32.89s, -24° 52′ 11.4″

M 28 (noto anche come NGC 6626) è un ammasso globulare situato nella costellazione del Sagittario.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare M28.

M28 si trova in un'area di cielo abbastanza ricca stelle appariscenti, molte delle quali riunite in un famoso asterismo chiamato la teiera; M28 si trova a meno di un grado a nord-ovest della stella λ Sagittarii, al punto che la sua luce può talvolta risultare fastidiosa. Sotto un cielo in buone condizioni meteorologiche è visibile anche con un binocolo 10x50, sebbene si mostri come un semplice punto biancastro molto debole e sfumato; la risoluzione in stelle inizia con telescopi da 150mm. Il bordo sud-orientale risulta meno ricco di stelle.[2]

M28 può essere osservato con discreta facilità da gran parte delle aree popolate della Terra, grazie al fatto che è situato a una declinazione non eccessivamente australe: in alcune aree del Nord Europa e del Canada, nei pressi del circolo polare artico, la sua visibilità è comunque impossibile, mentre nell'Europa centrale appare molto basso; dall'emisfero sud M28 è ben visibile alto nelle notti dell'inverno australe.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra giugno e ottobre.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

M28 è stato scoperto da Charles Messier nel 1764 che lo descrive così: "Nebulosa che non contiene stelle. Rotonda, vista con difficoltà in un telescopio di 3 piedi e mezzo...diam. 2'...". Come per altri ammassi globulari, il primo a risolverlo in stelle fu William Herschel, mentre il figlio John ne fornì una descrizione completa, indicando che le sue componenti più brillanti sono di quattordicesima e quindicesima magnitudine.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il diametro lineare di M28, ottenuto rapportando la sua dimensione apparente con la sua distanza, si aggira sui 75 anni luce. In questo ammasso, distante più di 18.000 anni luce, sono state osservate 18 variabili del tipo RR Lyrae; nel 1987 M28 fu il secondo ammasso dove fu osservata una pulsar superveloce; il primo fu l'ammasso globulare M4. La sua velocità radiale è poco più di 1 km/s in recessione.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database, su Results for NGC 6626. URL consultato il 16 novembre 2006.
  2. ^ a b c Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  3. ^ Una declinazione di 25°S equivale ad una distanza angolare dal polo sud celeste di 65°; il che equivale a dire che a sud del 65°S l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a nord del 65°N l'oggetto non sorge mai.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, su geocities.jp, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume II - The Southern Hemisphere to +6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-15-8.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

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