M71 (astronomia)

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M71
Ammasso globulare
M71
M71
Scoperta
ScopritorePhilippe Loys de Chéseaux
Anno1746
Dati osservativi
(epoca J2000)
CostellazioneFreccia
Ascensione retta19h 53m 46.11s[1]
Declinazione+18° 46′ 42.3″[1]
Distanza12000 a.l.
(3700 pc)
Magnitudine apparente (V)6,1[1]
Dimensione apparente (V)7,2′
Caratteristiche fisiche
TipoAmmasso globulare
ClasseX-XI
Dimensioni28 a.l.
(9 pc)
Età stimata9–10 miliardi di anni
Altre designazioni
NGC 6838, GCl 115[1]
Mappa di localizzazione
M71
Sagitta IAU.svg
Categoria di ammassi globulari

Coordinate: Carta celeste 19h 53m 46.11s, +18° 46′ 42.3″

M 71 (conosciuto anche come NGC 6838) è un ammasso globulare molto disperso e dalla natura controversa, visibile nella costellazione della Freccia.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare M71.

M71 è abbastanza facile da localizzare, trovandosi al centro della piccola ma caratteristica costellazione della Freccia, circa 2° ad est della stella δ Sagittae, l'astro centrale della costellazione; è a mala pena visibile con un binocolo 8x30 o 10x50, se la notte è buia e limpida. Per iniziare a risolverlo in stelle occorre un telescopio da 150-200mm e un buon ingrandimento, mentre è facile in un 300mm.[2]

M71 può essere osservato con facilità da entrambi gli emisferi terrestri, grazie al fatto che la sua declinazione non è eccessivamente settentrionale; dalle regioni boreali è maggiormente osservabile e si presenta estremamente alto nel cielo nelle notti d'estate, mentre dall'emisfero australe resta sempre mediamente più basso, ad eccezione delle aree prossime all'equatore. È comunque visibile da tutte le aree abitate della Terra.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra giugno e novembre.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

M71 fu scoperto da Philippe Loys de Chéseaux nel 1746 e incluso da Charles Messier nel suo catalogo nel 1780; fu anche osservato da Koehler a Dresda intorno al 1775. William Herschel fu il primo a risolverlo in stelle: lo descrisse come un ammasso molto ricco di stelle e largo, le cui componenti sono comprese fra l'undicesima e la sedicesima magnitudine. Fu fotografato per la prima volta nel 1898 da Isaac Roberts.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

M71 si trova ad una distanza di circa 12.000 anni luce dalla Terra ed ha un'estensione di soli 27 anni luce, molto pochi per un ammasso globulare. La irregolare stella variabile Z Sagittae fa parte di questo ammasso; contiene almeno sei giganti di tipo M e la sua luminosità totale è di 13.200 luminosità solari.[2]

M71 fu a lungo ritenuto (fino al 1970) un ammasso aperto particolarmente concentrato. La sua elevata velocità radiale (-80 km/s) e le sue stelle più brillanti, che sono rosse, giocano decisamente a favore dell'appartenenza di M71 alla categoria degli ammassi globulari. Al contrario, il fatto che in esso non siano state scoperte variabili a corto periodo come le variabili RR Lyrae (che denota un'età giovane, sui 9–10 miliardi di anni) e il suo collocamento sul piano della Via Lattea sono punti a favore della classificazione come ammasso aperto. Le fonti più recenti concordano nell'attribuire ad M71 la qualifica di ammasso globulare, sebbene molto poco concentrato come M68 nell'Idra.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d SIMBAD Astronomical Database, su Results for NGC 6838. URL consultato il 17 novembre 2006.
  2. ^ a b c d Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  3. ^ Una declinazione di 19°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 71°; il che equivale a dire che a nord del 71°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 71°S l'oggetto non sorge mai.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, su geocities.jp, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 6836  •  NGC 6837  •  NGC 6838  •  NGC 6839  •  NGC 6840   
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