M53 (astronomia)

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M53
Ammasso globulare
M53
M53
Scoperta
Scopritore Johann Elert Bode
Anno 1775
Dati osservativi
(epoca J2000)
Costellazione Chioma di Berenice
Ascensione retta 13h 12m 55.3s[1]
Declinazione +18° 10′ 09″[1]
Distanza 56000 a.l.
(17800 pc)
Magnitudine apparente (V) 7,6
Dimensione apparente (V) 12.6′
Caratteristiche fisiche
Tipo Ammasso globulare
Classe V
Galassia di appartenenza Via Lattea
Dimensioni 150 a.l.
(46 pc)
Altre designazioni
NGC 5024, GCl 22
Mappa di localizzazione
M53
Coma Berenices IAU.svg
Categoria di ammassi globulari

Coordinate: Carta celeste 13h 12m 55.3s, +18° 10′ 09″

M 53 (conosciuto anche come NGC 5024) è un ammasso globulare visibile nella costellazione della Chioma di Berenice.

Osservazione[modifica | modifica wikitesto]

Mappa per individuare M53.

M53 è abbastanza facile da localizzare, grazie alla sua posizione appena 1° a nordest della stella binaria α Comae Berenices; la sua luminosità è relativamente bassa, per cui non può essere osservato ad occhio nudo, mentre un binocolo si rivela sufficiente se la notte è buona. Un telescopio amatoriale come un classico 114mm è già in grado di risolvere parzialmente quest'ammasso, mentre un 150mm consente di vedere tutto l'alone. A 200 ingrandimenti si possono già osservare circa 200 componenti, mentre la regione centrale permane di aspetto nebuloso e indistinto.[2]

M53 può essere osservato con facilità da entrambi gli emisferi terrestri, grazie al fatto che la sua declinazione non è eccessivamente settentrionale; dalle regioni boreali è maggiormente osservabile e si presenta estremamente alto nel cielo nelle notti di primavera, mentre dall'emisfero australe resta sempre mediamente più basso, ad eccezione delle aree prossime all'equatore. È comunque visibile da tutte le aree abitate della Terra.[3] Il periodo migliore per la sua osservazione nel cielo serale è quello compreso fra febbraio e agosto.

Storia delle osservazioni[modifica | modifica wikitesto]

Fu scoperto da Johann Elert Bode nel 1775 che lo descrive così: "1° ad Est della stella 42 Comae, una nuova nebulosa, che al telescopio appare rotonda e piuttosto brillante." Nel 1777 fu riosservato da Charles Messier, che la descrive come un oggetto nebuloso di forma circolare e di dimensioni notevoli, paragonandolo a M79, un altro ammasso globulare visibile nella costellazione della Lepre. William Herschel lo risolve in stelle e ne osserva alcune strutture formate da concatenazioni. Isaac Roberts lo fotografa per la prima volta nel 1892, dimostrando come sia completamente risolvibile senza lasciare alcuna traccia di nebulosità.[2]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

M53 è uno degli ammassi globulari più lontani da noi, infatti si trova a circa 58.000 anni luce dal Sistema Solare e a 60.000 anni luce dal centro galattico; il suo diametro angolare, di poco più di 10', corrisponde ad un'estensione lineare di circa 150 anni luce. Quest'ammasso contiene circa una cinquantina (47 accertate) di variabili, in maggioranza del tipo RR Lyrae; il suo moto proprio è di circa 80 km/s in avvicinamento.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b SIMBAD Astronomical Database, su Results for NGC 5024. URL consultato il 16 novembre 2006.
  2. ^ a b c Federico Manzini, Nuovo Orione - Il Catalogo di Messier, 2000.
  3. ^ Una declinazione di 18°N equivale ad una distanza angolare dal polo nord celeste di 72°; il che equivale a dire che a nord del 72°N l'oggetto si presenta circumpolare, mentre a sud del 72°S l'oggetto non sorge mai.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Stephen James O'Meara, Deep Sky Companions: The Messier Objects, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-521-55332-6.

Carte celesti[modifica | modifica wikitesto]

  • Toshimi Taki, Taki's 8.5 Magnitude Star Atlas, geocities.jp, 2005. - Atlante celeste liberamente scaricabile in formato PDF.
  • Tirion, Rappaport, Lovi, Uranometria 2000.0 - Volume I - The Northern Hemisphere to -6°, Richmond, Virginia, USA, Willmann-Bell, inc., 1987, ISBN 0-943396-14-X.
  • Tirion, Sinnott, Sky Atlas 2000.0 - Second Edition, Cambridge, USA, Cambridge University Press, 1998, ISBN 0-933346-90-5.
  • Tirion, The Cambridge Star Atlas 2000.0, 3ª ed., Cambridge, USA, Cambridge University Press, 2001, ISBN 0-521-80084-6.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]


Orion Nebula - Hubble 2006 mosaic 18000.jpg    New General Catalogue:    NGC 5022  •  NGC 5023  •  NGC 5024  •  NGC 5025  •  NGC 5026   
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