Lunar Polar Hydrogen Mapper

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Il Lunar Polar Hydrogen Mapper, abbreviato in LunaH-Map, è uno dei CubeSat pianificati per la missione Exploration Mission 1, inizialmente in programma per il 2018 e attualmente rimandata al 2020. il cui obiettivo è localizzare giacimenti di acqua sulla Luna. Il progetto è stato sviluppato dall'Università dell'Arizona, dopo l'assegnazione di un contratto da parte della NASA nel 2015, ed è diretto dal responsabile scientifico Craig Hardgrove.

Obiettivo[modifica | modifica wikitesto]

L'obiettivo di questo satellite è mappare l'abbondanza di idrogeno nascosto un metro sotto la superficie lunare nel polo sud. Verrà inserito in orbita polare intorno alla Luna con il perilunio in corrispondenza del polo sud. LunaH-Map fornirà una mappatura ad alta risoluzione della distribuzione di componenti ricchi di idrogeno, che tendenzialmente indicano presenza di acqua. I risultati di questa missione permetteranno di aiutare gli scienziati a capire l'origine dell'acqua sulla Luna o potranno essere usati da future missioni robotiche o umane.

LunaH-Map, oltre a quanto descritto sopra, darà una maggiore consapevolezza dell'affidabilità di uso di nanosatelliti per missione remote.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ad aprile 2015 Hardgrove ha dato vita a un team misto di istituzioni accademiche, private e governative per proporre alcune missioni alla NASA. LunaH-Map era una di queste ed è stata scelta per la realizzazione.

Hardware[modifica | modifica wikitesto]

A differenza dei classici CubeSat in orbita terrestre bassa, LunaH-Map dovrà affrontare altre difficoltà e l'hardware tipicamente usato dai nanosatelliti non è adatto a garantire la stessa affidabilità in una zona così remota. Inoltre, poiché non verrà rilasciato nell'orbita definitiva, dovrà essere equipaggiato anche di un sistema di propulsione proprio.

Lo strumento principale sarà un contatore a scintillazione formato da elpasolite, un materiale scintillatore che reagisce al neutrone termico.