Loggia del Consiglio

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Loggia del Consiglio
Loggia del Consiglio.jpg
La Loggia del Consiglio vista da Piazza dei Signori
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàVerona
IndirizzoPiazza dei Signori
Coordinate45°26′38″N 10°59′53″E / 45.443889°N 10.998056°E45.443889; 10.998056Coordinate: 45°26′38″N 10°59′53″E / 45.443889°N 10.998056°E45.443889; 10.998056
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1476 - 1493

La Loggia del Consiglio, o Loggia di Fra' Giocondo, è una loggia, con annesso palazzo, di Verona. Attualmente è usata come sede del consiglio provinciale. Si trova in Piazza dei Signori.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La loggia è stata voluta dal Comune di Verona, da utilizzare per la riunioni del patrio Consiglio. Alla fine la sua costruzione è stata rimandata al 1476. La fase progettuale e costruttiva durò a lungo, e ad essa partecipò anche un gruppo di veronesi. I lavori finirono praticamente nel 1492, anche se l'opera di decorazione della struttura continuò per molto tempo.

La Loggia del Consiglio intorno al 1860

Oggi essa è chiamata anche Loggia di Fra Giocondo, ma solo per un errore nato nell'Ottocento, quando venne tra l'altro utilizzata anche come pinacoteca. Fra' Giocondo era un architetto e frate veronese, molto attivo anche in città come Roma e Parigi, a cui si era appunto attribuita, erroneamente, l'opera.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La Loggia possiede colonne marmoree, con marmi provenienti da tutto il mondo, addirittura il marmo verde proviene dalla Cina, grazie al commercio attraverso la via della seta, molte sculture e pitture, uno sfoggio vanitoso degli artisti che vi hanno lavorato. La facciata presentava due altorilievi bronzei raffiguranti l'Arcangelo Gabriele e la Vergine Annunciata, che vennero messi al centro e poi furono tolti nell'ottocento. Sul coronamento sono collocate le statue quattrocentesche, opera di Alberto da Milano, di cinque personaggi latini per i quali in età umanistica Verona rivendicava di essere stata la terra natale: Catullo, Plinio il Vecchio, Emilio Macro -giurista citato nel Digesto-, Vitruvio e Cornelio Nepote. La loggia può considerarsi uno dei simboli maggiori del rinascimento veronese.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Le sale della Loggia vennero dipinte da Bernardino India e Orlando Flacco. All'interno della loggia si possono ammirare la Beata Vergine col Bambino, fra i santi patroni Zeno e Pietro Martire, che riceve l'omaggio di Verona. Oltre a questo vennero commissionati altri dipinti alla fine del Cinquecento, raffiguranti tutti eventi mondani e feste della città.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Tullio Lenotti, Palazzi di Verona, Verona, Vita veronese, 1964, ISBN non esistente.
  • Federico Dal Forno, Case e palazzi di Verona, Banca mutua popolare di Verona, 1973, ISBN non esistente.
  • Pierpaolo Brugnoli e Arturo Sandrini, L'architettura a Verona nell'età della Serenissima, Verona, Edizioni B.P.V., 1988, ISBN non esistente.
  • Patrizia Floder Reitter, Case Palazzi e Ville di Verona e Provincia, Verona, I.E.T. edizioni, 1997, ISBN non esistente.
  • Giorgio Forti, La scena urbana: strade e palazzi di Verona e provincia, Verona, Athesis, 2000, ISBN non esistente.
  • Mario Luciolli, Passeggiando tra i palazzi di Verona, Jago edizioni, 2003, ISBN 978-8889593059.

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