Leggi costituzionali italiane

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Legge costituzionale.

Le leggi costituzionali approvate in Italia dal 1948 al 2017 sono 43.

A queste si aggiungono quattro atti dell'Assemblea costituente che hanno a loro volta rango di legge costituzionale, poiché il decreto legislativo luogotenenziale n. 98 del 16 marzo 1946, da intendere come una «costituzione provvisoria»,[1] attribuiva e riservava all'Assemblea la materia costituzionale, oltreché elettorale e di approvazione dei trattati internazionali.[2]

Queste tre leggi costituzionali, insieme alle altre cinque approvate nel 1948 dalla stessa Assemblea (prorogata nei suoi poteri in forza della XVII disposizione transitoria pur dopo l'entrata in vigore della Costituzione), sono le uniche ad essere state sottratte al procedimento aggravato previsto dall'art. 138 della Costituzione (costituzione rigida).[3]

Tutte le altre sono state approvate secondo il suddetto procedimento dal Parlamento italiano; esso impone a entrambe le Camere due approvazioni distanziate tra loro di almeno tre mesi e il raggiungimento, nella seconda di esse, della maggioranza qualificata dei due terzi dell'assemblea, ovvero della maggioranza assoluta ma con la necessità di sottoporre il progetto di legge all'approvazione del corpo elettorale nel referendum eventualmente richiesto.

Due progetti di legge costituzionale sono stati approvati dal Parlamento a maggioranza assoluta, ma non dal popolo, che li ha respinti nei referendum costituzionali del 2006 (G.U. serie generale n. 269 del 18 novembre 2005)[4] e del 2016 (G.U. serie generale n. 88 del 15 aprile 2016).[5] Una sola legge costituzionale è stata approvata dal corpo elettorale con referendum nel 2001 (G.U. serie generale n. 59 del 12 marzo 2001).[6] Fino al 1970, in mancanza di una legge sul referendum, fu possibile solo l'approvazione a maggioranza qualificata;[3] in seguito, alcune leggi costituzionali furono approvate a maggioranza assoluta ma furono promulgate ed entrarono in vigore alla semplice scadenza del termine per la proposizione del referendum, che non fu richiesto.

Alla presente panoramica si deve aggiungere che il testo dello Statuto speciale del Trentino-Alto Adige fu compilato con decreto del Governo, a ciò autorizzato (senza facoltà di modifica o variazione) dalla legge costituzionale n. 1 del 10 novembre 1971.[3][7]

Cronologia delle leggi costituzionali italiane[modifica | modifica wikitesto]

Leggi costituzionali approvate dall'Assemblea costituente nella vigenza del d.lgs.lgt. n. 98 del 16 marzo 1946
L.cost. Rubrica Revisione art.[8] Maggioranza[9] G.U. Testo
1/1947 Proroga del termine di otto mesi previsto dall'art. 4 del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98, per la durata dell'Assemblea Costituente 44/1947 Normattiva
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2/1947 Proroga del termine previsto dall'art. 4 del decreto legislativo 16 marzo 1946, n. 98, per la durata dell'Assemblea costituente 137/1947 Normattiva
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3/1947 Soppressione del Senato e determinazione della posizione giuridica dei suoi componenti 256/1947 Normattiva
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Leggi costituzionali approvate dall'Assemblea costituente nella vigenza della Costituzione
L.cost. Rubrica Revisione art.[8] Maggioranza[9] G.U. Testo
1/1948 Norme sui giudizi di legittimità costituzionale e sulle garanzie d'indipendenza della Corte costituzionale 43/1948 Normattiva
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2/1948 Conversione in legge costituzionale dello Statuto della Regione siciliana 58/1948 Normattiva
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3/1948 Statuto speciale per la Sardegna 58/1948 Normattiva
Wikisource
4/1948 Statuto speciale per la Valle d'Aosta 59/1948 Normattiva
Wikisource
5/1948 Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige 62/1948 Normattiva
Wikisource
Leggi costituzionali approvate dal Parlamento nella vigenza della Costituzione ma non della legge sui referendum
L.cost. Rubrica Revisione art.[8] Maggioranza[9] G.U. Testo
1/1953 Norme integrative della Costituzione concernenti la Corte costituzionale 62/1953 Normattiva
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1/1958 Scadenza del termine di cui alla XI delle disposizioni transitorie e finali della Costituzione 79/1958 Normattiva
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1/1961 Assegnazione di tre senatori ai comuni di Trieste, Duino Aurisina, Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle e Sgonico 82/1961 Normattiva
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1/1963 Statuto speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia 29/1963 Normattiva
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2/1963 Modificazioni agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione 56, 57, 60 40/1963 Normattiva
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3/1963 Modificazioni agli articoli 131 e 57 della Costituzione e istituzione della regione Molise 57, 131 3/1964 Normattiva
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1/1967 Estradizione per i delitti di genocidio 164/1967 Normattiva
Wikisource
2/1967 Modificazioni dell'articolo 135 della Costituzione e disposizioni sulla Corte costituzionale 135 294/1967 Normattiva
Wikisource
Leggi costituzionali approvate dal Parlamento nella vigenza della Costituzione e della legge sui referendum (l. n. 352 del 25 maggio 1970)
L.cost. Rubrica Revisione art.[8] Maggioranza[9] G.U. Testo
1/1971 Modificazioni e integrazioni dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige qualificata 3/1972 Normattiva
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1/1972 Modifica del termine stabilito per la durata in carica dell'Assemblea regionale siciliana e dei consigli regionali della Sardegna, della Valle d'Aosta, del Trentino-Alto Adige, del Friuli-Venezia Giulia qualificata 63/1972 Normattiva
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1/1986 Modifica dell'articolo 16 dello statuto speciale per la Sardegna, approvato con la L.cost. 26 febbraio 1948, n. 3, concernente la definizione del numero dei consiglieri regionali qualificata 111/1986 Normattiva
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1/1989 Modifiche degli articoli 96, 134 e 135 della Costituzione e della L.cost. 11 marzo 1953, n. 1, e norme in materia di procedimenti per i reati di cui all'articolo 96 della Costituzione 96, 134, 135 assoluta[10][11][12] 13/1989 Normattiva
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2/1989 Indizione di un referendum di indirizzo sul conferimento di un mandato costituente al Parlamento europeo che sarà eletto nel 1989 qualificata 80/1989 Normattiva
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3/1989 Modifiche ed integrazioni alla L.cost. 1 del 1972, durata in carica dell'Assemblea regionale siciliana e dei consigli delle altre Regioni a statuto speciale. Modifica allo statuto speciale per la Valle d'Aosta assoluta[10][13] 87/1989 Normattiva
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1/1991 Modifica dell'articolo 88, secondo comma, della Costituzione 88 qualificata 262/1991 Normattiva
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1/1992 Revisione dell'articolo 79 della Costituzione in materia di concessione di amnistia e indulto 79 assoluta[10][14] 57/1992 Normattiva
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1/1993 Funzioni della Commissione parlamentare per le riforme istituzionali e disciplina del procedimento di revisione costituzionale assoluta[10][15] 186/1993 Normattiva
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2/1993 Modifiche ed integrazioni agli statuti speciali per la Valle d'Aosta, per la Sardegna, per il Friuli-Venezia Giulia e per il Trentino-Alto Adige assoluta[10][16] 226/1993 Normattiva
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3/1993 Modifica dell'articolo 68 della Costituzione 68 qualificata[17] 256/1993 Normattiva
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1/1997 Istituzione di una Commissione parlamentare per le riforme costituzionali qualificata 22/1997 Normattiva
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1/1999 Disposizioni concernenti l'elezione diretta del Presidente della Giunta regionale e l'autonomia statutaria delle Regioni 121, 122, 123, 126 qualificata 299/1999 Normattiva
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2/1999 Inserimento dei principi del giusto processo nell'articolo 111 della Costituzione 111 qualificata 300/1999 Normattiva
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1/2000 Modifica all'articolo 48 della Costituzione concernente l'istituzione della circoscrizione Estero per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini italiani residenti all'estero 48 assoluta[10][18] 15/2000 Normattiva
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1/2001 Modifiche agli articoli 56 e 57 della Costituzione concernenti il numero di deputati e senatori in rappresentanza degli italiani all'estero 56, 57 assoluta[10][19] 19/2001 Normattiva
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2/2001 Disposizioni concernenti l'elezione diretta dei presidenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano assoluta[10][20] 26/2001 Normattiva
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3/2001 Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione 114, 115 (abrogato), 116, 117, 118, 119, 120, 123, 124 (abrogato), 125, 127, 128 (abrogato), 129 (abrogato), 130 (abrogato), 132 assoluta + referendum 248/2001 Normattiva
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1/2002 Legge costituzionale per la cessazione degli effetti dei commi primo e secondo della XIII disposizione transitoria e finale della Costituzione assoluta[10][21] 252/2002 Normattiva
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1/2003 Modifica dell'articolo 51 della Costituzione 51 assoluta[10][22] 134/2003 Normattiva
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1/2007 Modifica dell'articolo 27 della Costituzione, concernente l'abolizione della pena di morte 27 qualificata 236/2007 Normattiva
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1/2012 Introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Costituzione 81, 97, 117, 119 qualificata 95/2012 Normattiva
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1/2013 Modifica dell'articolo 13 dello Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1 qualificata 40/2013 Normattiva
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2/2013 Modifiche all'articolo 3 dello Statuto della Regione siciliana, in materia di riduzione dei deputati dell'Assemblea regionale siciliana. Disposizioni transitorie qualificata 41/2013 Normattiva
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3/2013 Modifica degli articoli 15 e 16 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, in materia di composizione ed elezione del Consiglio regionale qualificata 50/2013 Normattiva
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1/2016 Modifiche allo Statuto speciale della regione Friuli-Venezia Giulia, di cui alla legge costituzionale 31 gennaio 1963, n. 1, in materia di enti locali, di elettorato passivo alle elezioni regionali e di iniziativa legislativa popolare assoluta[10][23] 184/2016 Normattiva
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1/2017 Modifiche allo statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol in materia di tutela della minoranza linguistica ladina qualificata 291/2017 Normattiva
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Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Paolo Barile e Ugo De Siervo, Revisione della Costituzione, in Novissimo Digesto Italiano, vol. 15, Torino, UTET, 1968, p. 776. Cit. da Giuseppe Busia, Il referendum costituzionale fino al suo debutto: storia di un cammino carsico di oltre cinquant'anni (PDF), in Nomos. Le attualità del diritto, vol. 8, nº 2, Roma, Istituto poligrafico dello Stato, 2003, p. 14. URL consultato il 17 febbraio 2017.
  2. ^ Decreto legislativo luogotenenziale 16 marzo 1946, n. 98, articolo 3
  3. ^ a b c Silvio Gambino e Guerino D'Ignazio, La revisione costituzionale e i suoi limiti. Fra teoria costituzionale, diritto interno, esperienze straniere, Milano, Giuffrè, 2007, p. 89, ISBN 978-88-1413-428-9. URL consultato il 17 febbraio 2017.
  4. ^ Testo di legge costituzionale recante Modifiche alla parte II della Costituzione, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. URL consultato il 18 febbraio 2017.
  5. ^ Testo di legge costituzionale recante Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. URL consultato il 18 febbraio 2017.
  6. ^ Testo di legge costituzionale recante Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione, su Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. URL consultato il 18 febbraio 2017.
  7. ^ Legge costituzionale 10 novembre 1971, n. 1, articolo 66
  8. ^ a b c d La Costituzione distingue tra «leggi di revisione costituzionale» e «altre leggi costituzionali». Solo per le prime sono indicati gli articoli oggetto della revisione.
  9. ^ a b c d L'approvazione a maggioranza assoluta o qualificata e l'approvazione referendaria sono indicate solo per le leggi costituzionali successive al 1970.
  10. ^ a b c d e f g h i j k Nessuna richiesta di referendum.
  11. ^ Approvata a maggioranza qualificata dal solo Senato (G.U. serie generale n. 243 del 15 ottobre 1988).
  12. ^ Il 21 settembre 1988, per la prima volta nella storia della Repubblica, la Camera dei deputati approvò in seconda lettura una legge costituzionale a maggioranza assoluta, con 364 voti favorevoli e 109 contrari. Alla proclamazione del risultato il deputato Carlo Tassi (MSI) esclamò: «Allora è soggetta a referendum!» (Atti parlamentari della Camera dei deputati, X legislatura, resoconto stenografico della seduta di mercoledì 21 settembre 1988, p. 19175). Dopo l'approvazione del Senato il 5 ottobre seguente, il testo fu perciò pubblicato in Gazzetta Ufficiale e iniziò a decorrere il termine di 90 giorni per la richiesta della consultazione referendaria.
  13. ^ G.U. serie generale n. 87 del 14 aprile 1989
  14. ^ G.U. serie generale n. 57 del 9 marzo 1992
  15. ^ G.U. serie generale n. 186 del 10 agosto 1993
  16. ^ G.U. serie generale n. 226 del 25 settembre 1993
  17. ^ Nell'approvare la legge in seconda lettura le Camere disapplicarono il meccanismo regolamentare della navetta e introdussero nuovi emendamenti. Il precedente tornò d'attualità nel 2015 quando, ricordato da Felice Besostri, fornì ai senatori Buemi (PSI) e Compagna (NCD) lo spunto per chiedere al presidente Grasso la possibilità di reintrodurre l'elettività del Senato nel testo della riforma Renzi-Boschi (Felice Besostri, Sulla «navette»).
  18. ^ G.U. serie generale n. 15 del 20 gennaio 2000
  19. ^ G.U. serie generale n. 19 del 24 gennaio 2001
  20. ^ G.U. serie generale n. 26 del 1º febbraio 2001
  21. ^ G.U. serie generale n. 252 del 26 ottobre 2002
  22. ^ G.U. serie generale n. 134 del 12 giugno 2003
  23. ^ G.U. serie generale n. 184 dell'8 agosto 2016