XII disposizione transitoria e finale della Costituzione italiana

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La XII disposizione finale della Costituzione Italiana vieta la riorganizzazione del partito fascista. Inserita tra le disposizioni finali della Costituzione, non ha natura transitoria (la sua efficacia cioè non è solo temporanea, a differenza di altre norme previste sotto lo stesso titolo). Per questo motivo è più corretto parlare di XII disposizione finale.[1]

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

La disposizione aveva lo scopo di evitare che, dopo la caduta del Regime fascista, questo potesse essere reinstaurato mediante ricostituzione del partito che ne era alla guida.

Il testo, inoltre, introdusse delle limitazioni al diritto di voto e all'eleggibilità dei membri di spicco del disciolto regime, delegandone alla legge ordinaria le modalità, con una dichiarata deroga da quanto previsto dall'art. 48 della Costituzione stessa in tema di universalità del diritto di elettorato attivo e passivo.[2]

Disciplina generale[modifica | modifica wikitesto]

« È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.
In deroga all’articolo 48, sono stabilite con legge, per non oltre un quinquennio dall’entrata in vigore della Costituzione, limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilità per i capi responsabili del regime fascista.
(XII disposizione transitoria, Costituzione della Repubblica Italiana) »

La legge 20 giugno 1952, n. 645 (cosiddetta legge Scelba) in materia di apologia del fascismo, sanziona «chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e «chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».[2]

Applicazione[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 giugno 1972 la procura della Repubblica di Milano chiese alla Camera l'autorizzazione a procedere nei confronti di Giorgio Almirante, segretario del MSI-DN, per il reato di ricostituzione del disciolto partito fascista.

Il 24 maggio 1973 la Camera concesse l'autorizzazione a procedere con 484 voti (tra cui il voto di Almirante stesso) contro 60. L'inchiesta fu successivamente trasferita a Roma e non fu mai portata a termine.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Legge 20 giugno 1952, n. 645, in materia di "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione."