L'uomo che non c'era

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L'uomo che non c'era
Uomo che non c'era.JPG
Billy Bob Thornton e Michael Badalucco al processo
Titolo originale The Man Who Wasn't There
Paese di produzione USA
Anno 2001
Durata 116 min
Dati tecnici B/N
Genere drammatico, noir, thriller
Regia Joel Coen
Soggetto Joel ed Ethan Coen
Sceneggiatura Joel ed Ethan Coen
Produttore Ethan Coen
Fotografia Roger Deakins
Montaggio Tricia Cooke, Roderick Jaynes
Effetti speciali Peter Chesney
Musiche Carter Burwell + AA. VV.
Scenografia Dennis Gassner
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi

L'uomo che non c'era (The Man Who Wasn't There) è un film del 2001 diretto dai fratelli Joel ed Ethan Coen. Narra la vicenda di un taciturno barbiere della provincia statunitense degli anni cinquanta, Ed Crane, impersonato dall'attore Billy Bob Thornton. Del cast fanno parte Frances McDormand e gli interpreti televisivi James Gandolfini e Tony Shalhoub.

Nel film - premiato con un BAFTA alla migliore fotografia e con un ex aequo per la miglior regia al Festival di Cannes[1] - appare anche una giovane Scarlett Johansson.

Il film ha incassato negli Stati Uniti 7.504.257 $ e complessivamente 18.916.623 $.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

« La vita mi ha servito delle mani perdenti, o magari non le ho sapute giocare, chissà... Ora volevo parlare, ma non avevo nessuno accanto a me: ero un fantasma, non vedevo nessuno, e nessuno vedeva me. Ero il barbiere... »

È lo stesso protagonista Ed Crane a raccontare in prima persona la sua storia di aiutante barbiere poco loquace, annoiato e sognatore, in un salone di proprietà del cognato Frank. Crane intuisce che sua moglie Doris lo tradisce con "Big Dave", amico comune e direttore del grande magazzino nel quale lei lavora come contabile. Fatalisticamente, però, finge di non sospettare nulla, lasciando correre per il quieto vivere. Chiaramente deluso e stanco della sua vita di routine, sembra trovare sollievo solo nelle affettuose e innocenti attenzioni verso Birdy, giovanissima e acerba pianista dilettante di cui egli apprezza e sopravvaluta le doti musicali.

Ad accendere l'interesse di Crane, oltre alla giovane, è un forse losco uomo d'affari, Craighton Tolliver, un truffatore piovuto nel negozio di barbiere da non si sa dove, il quale lo attrae per un nuovo tipo di affari: il lancio di una catena di moderne tintorie dotate di un innovativo, per l'epoca, sistema di lavaggio a secco. Il pittoresco figuro, dopo aver convinto Ed a partecipare all'investimento truffaldino con metà della quota iniziale sparirà dalla circolazione.

Per procurarsi i soldi, Ed ha ricattato "Big Dave" fingendosi un anonimo pronto a denunciarlo per adulterio facendo così crollare la sua rispettabilità presso i concittadini e nei confronti della sua stessa moglie, unica proprietaria che certamente reagirà all'adulterio cacciandolo dalla gestione dell'emporio. "Big Dave" paga ma si considera rovinato, perché è stato costretto a rinunciare a diventare anche lui proprietario di un negozio dopo aver inutilmente fatto falsificare dall'amante i libri contabili. Dave sospetta di Tolliver, che aveva tentato anche con lui la stessa truffa per la stessa cifra chiesta dal ricattatore: lo trova e lo picchia a morte, venendo così a conoscenza del piano di Crane con il quale per vendicarsi organizza un incontro. Ne nasce una colluttazione tra i due durante la quale Crane per difendersi uccide Dave pugnalandolo con un coltellino.

Del delitto viene accusata Doris, che non ha un alibi ed è associata a Dave nella truffa contabile; per pagare la parcella di un famoso avvocato Frank decide di ipotecare il suo negozio da barbiere per aiutarli, ma quando sembra che la causa volga verso un esito positivo Doris, che era incinta di "Big Dave", si uccide in prigione. Frank diventa alcolista, ed è Crane, rimasto più solo di prima nella vita e nel lavoro, che tiene in piedi il negozio; nel frattempo, continua ad interessarsi a Birdy, di cui sogna di diventare manager della sua carriera, accompagnandola a San Francisco ad una audizione presso un rinomato maestro di piano, il quale però la giudica priva di vero talento.

Durante il viaggio di ritorno, la giovane ragazza, per riconoscenza delle attenzioni di Crane verso di lei, tenta un approccio sessuale ma l'uomo si oppone, l'auto sbanda e i due finiscono all'ospedale. Al suo risveglio Crane viene accusato di omicidio: non di Birdy, che si è salvata, né di "Big Dave", il cui caso è ormai chiuso, ma di Tolliver, dopo che il suo cadavere è stato ripescato in uno stagno con indosso le carte dell'affare firmate da Crane che lo avrebbe ucciso per la truffa subita dopo aver convinto la moglie a falsificare i libri contabili.

Con il negozio in mano alla banca, stavolta è la casa che viene venduta per pagare lo stesso avvocato per il nuovo processo; ma una scenata in aula del cognato rovina l'arringa del difensore che lascerà il processo. Il mediocre avvocato di Crane non potrà impedire la severa condanna alla sedia elettrica, che egli accetterà in completa rassegnazione per uscire da una vita così dolorosa e inutile.

Rassegna stampa[modifica | modifica wikitesto]

Il film, del genere noir girato dai Coen originariamente a colori, e poi portato al bianco e nero con particolari tecniche di desaturazione, è ambientato a Santa Rosa, una cittadina di provincia della California, nell'epoca in cui il sogno americano[3] andava poco a poco sostituendosi agli orrori della guerra da poco terminata. Sia Dave che Crane sognano di conquistare la felicità rischiando e arricchendosi con facili guadagni.[4]

La pellicola, accompagnata da una colonna sonora costituita prevalentemente da musiche per pianoforte (il leitmotiv è dato dalla Mondscheinsonate di Beethoven), è ricca di citazioni interne[5]: vi ricorrono alcuni dei temi e situazioni caratteristiche della filmografia dei fratelli Coen, tra cui la figura di un uomo esistenzialmente allo sbando e senza una sicura direzione[6] come in Fargo, in A Serious Man, in Crocevia della morte, in A proposito di Davis e, sia pure sul versante scanzonato, come ne Il grande Lebowski. Con A Serious Man condivide anche una visione scettica della scienza, con il riferimento dell'avvocato Riedenschneider, difensore di Doris che si propone di confondere la realtà processuale dimostrando che nessuno conosce la verità citando il principio di indeterminazione di Heisenberg:

« Devi osservare il fenomeno. Ma il semplice guardare, il guardare, cambia il fatto. E tu non puoi sapere cosa sia successo nella realtà o cosa sarebbe successo se tu non ci avessi ficcato il tuo grosso naso. Per cui non ha senso chiederci cosa è successo, il semplice guardare cambia il fatto. Si chiama principio di indeterminazione, sembra un'idea bislacca, ma anche Einstein l'ha presa in considerazione. La scienza. La percezione. La realtà. Il dubbio. Il ragionevole dubbio. Sto dicendo che alcune volte più guardi e meno conosci. È un fatto. È provato.. »

Al centro della narrazione vi è un matrimonio infelice, e lo stesso racconto è una progressione verso una catastrofe finale. Come in Crocevia della morte, invece, la soluzione finale si poggia su un'apparenza di giustizia che tuttavia non corrisponde alla realtà: il protagonista finisce sulla sedia elettrica per un omicidio che non ha commesso, mentre quello davvero compiuto era, in effetti, per legittima difesa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Awards 2001, festival-cannes.fr. URL consultato il 7 luglio 2011.
  2. ^ (EN) The Man Who Wasn't There, Box Office Mojo. URL consultato il 22 novembre 2010.
  3. ^ Lietta Tornabuoni, La Stampa, 14 dicembre 2001
  4. ^ Roberto Escobar, Il Sole-24 Ore, 9 dicembre 2001
  5. ^ Alessandra Levantesi, La Stampa, 14 maggio 2001
  6. ^ Emanuela Martini, Film TV , 4 dicembre 2001

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