Il grande Lebowski

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – "The Big Lebowski" rimanda qui. Se stai cercando la colonna sonora del film, vedi The Big Lebowski (Original Motion Picture Soundtrack).
Il grande Lebowski
Il grande Lebowski.jpg
Jeff Bridges in una scena del film
Titolo originaleThe Big Lebowski
Paese di produzioneStati Uniti d'America, Regno Unito
Anno1998
Durata117 min
Generecommedia, grottesco
RegiaJoel Coen
SoggettoJoel Coen, Ethan Coen
SceneggiaturaJoel Coen, Ethan Coen
ProduttoreEthan Coen
Distribuzione in italianoCecchi Gori Group
FotografiaRoger Deakins
MontaggioRoderick Jaynes, Tricia Cooke
MusicheCarter Burwell
ScenografiaRick Heinrichs
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il grande Lebowski (The Big Lebowski) è un film del 1998 diretto da Joel Coen.

Caratterizzato dalla scrittura e regia brillante ed originale dei fratelli Coen e da un cast molto ricco che comprende Jeff Bridges, John Goodman, Steve Buscemi, Julianne Moore e John Turturro, il film inizialmente fu accolto tiepidamente sia dal pubblico che dalla critica; tuttavia, nel tempo, fu rivalutato positivamente divenendo un vero e proprio cult.[1].

Nel 2008 è stato inserito al quarantatreesimo posto tra i 500 migliori film della storia secondo Empire. Sempre in quell'anno, la stessa rivista ha inserito "Drugo" (in inglese "The Dude") al settimo posto nella lista dei 100 migliori personaggi cinematografici di tutti tempi[2]. Quando la lista è stata aggiornata nel 2015, è stato posizionato al decimo posto.[3] Nel 2014 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[4]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Los Angeles, 1991. Jeffrey Lebowski, detto "Drugo" (in inglese The Dude, “l'amico”), è un fannullone, assiduo fumatore di marijuana e accanito bevitore di White Russian, che conduce una pigra e piacevole esistenza condita da frequenti partite di bowling con gli amici Walter e Donny. La sua vita disimpegnata è improvvisamente sconvolta dalla visita di due scagnozzi del magnate del porno Jackie Treehorn, che gli ingiungono, senza mezze misure di sorta, di pagare i debiti che sua moglie avrebbe accumulato nei confronti del loro Boss. Solo dopo l'aggressione i due tirapiedi si rendono conto di aver sbagliato persona, a causa di un bizzarro caso di omonimia col signor Jeffrey Lebowski, un miliardario locale. Nel corso dell'aggressione, uno dei due ottusi aggressori urina sul tappeto dell'ingresso della modesta abitazione di Drugo.

Drugo incontra successivamente al bowling i due suoi più cari amici, Donny e il veterano della guerra del Vietnam, Walter Sobchak, ai quali racconta il recente spiacevole accaduto. Incoraggiato da quest'ultimo, Drugo incontra l'altro Jeffrey Lebowski per chiedergli un indennizzo per il suo tappeto irreparabilmente rovinato dall'urina del teppista. L'omonimo è un attempato e borioso miliardario costretto su una sedia a rotelle da un serio ferimento occorsogli in gioventù durante la guerra di Corea. Visto che la sua richiesta viene più volte fermamente respinta dall'arrogante padrone di casa, Drugo decide all'istante di rubare uno dei magnifici tappeti persiani della lussuosa villa riferendo a Brandt, il fedele e poco brillante assistente del signor Lebowski, che il suo capo lo ha autorizzato a prendere un qualsiasi tappeto a sua scelta. Successivamente Drugo incontra Bunny, la giovane e provocante moglie di Jeffrey Lebowski, impegnata a dipingersi le unghie dei piedi ai bordi della piscina e in compagnia di un losco figuro, a mollo quest'ultimo, privo di sensi nella vasca della piscina. Durante il breve incontro Bunny offre i propri servigi sessuali a pagamento al piacevolmente sorpreso Drugo.

Tornato finalmente nella propria abitazione e sistemato il nuovo tappeto nell'ingresso, Drugo può tornare a godersi i frutti del proprio stile di vita; mentre è intento ad ascoltare una delle sue musicassette sdraiato sul suo nuovo tappeto, è fatto improvvisamente oggetto di una seconda violenta aggressione da parte di sconosciuti, nel corso della quale viene tramortito e gli viene rubato il nuovo tappeto.

Il miliardario Jeffrey Lebowski qualche giorno dopo, contatta Drugo e gli riferisce che sua moglie Bunny è stata rapita. Lebowski desidera ingaggiare Drugo perché consegni come riscatto una valigetta contenente un milione di dollari ai rapitori. Quando i rapitori di Bunny chiamano Drugo per comunicargli le disposizioni riguardanti la consegna del riscatto, Walter, che nel frattempo aveva spontaneamente offerto la propria "preziosa" assistenza nella gestione della delicata faccenda a Drugo, suggerisce a quest'ultimo di consegnare ai malviventi una falsa valigetta, riempita con la sua biancheria intima sporca, in luogo della valigetta contenente il denaro per il riscatto. Al momento dell'incontro in una zona desertica alla periferia della megalopoli, i rapitori prenderanno la valigetta falsa e fuggiranno poi in sella a tre potenti motociclette. Nel corso di quella stessa notte l'auto del Drugo viene rubata nel parcheggio del bowling, con all'interno del bagagliaio la "vera" valigetta contenente il milione di dollari del riscatto.

Maude Lebowski, la figlia di Jeffrey Lebowski, annoiata miliardaria, pittrice avant-garde e accesa femminista, contatta Drugo e lo incontra nel proprio appartamento-atelier; gli rivela che è stata lei a riprendersi il tappeto, che il padre non è in realtà un miliardario come da lui millantato e che vive agiatamente grazie ad un suo generoso sussidio; e infine che Bunny è una delle attrici porno di Jackie Treehorn. Bunny avrebbe a suo dire inscenato il suo rapimento e chiede dunque a Drugo di recuperare la valigetta con i soldi del riscatto offrendogli una lauta ricompensa. Nel frattempo Jeffrey Lebowski è notevolmente arrabbiato con Drugo perché questi non è riuscito a consegnare il denaro del riscatto e nel corso di un teso incontro a bordo della sua limousine gli mostra un dito del piede tagliato, che dovrebbe appartenere a Bunny, speditogli dai rapitori. L'auto del Drugo viene frattanto ritrovata dalla polizia, ma della valigetta nessuna traccia. Drugo ritrova però all'interno della macchina un compito in classe assegnato a uno studente di nome Larry. Walter e Drugo riescono a scoprire dove abita quest'ultimo e vanno nella sua abitazione, convinti che Larry possa aver rubato il denaro, nel tentativo di recuperarlo. Quando lo studente messo alle strette dai due adulti non risponde alle loro domande, Walter, convintosi che stia facendo il furbo e per dargli a suo dire una sonora lezione, esce dalla casa e danneggia con una spranga d'acciaio una Chevrolet Corvette rossa, nuova fiammante, parcheggiata di fronte alla casa, pensando che Larry l'abbia recentemente comprata con i soldi del riscatto. Ma in realtà il proprietario dell'auto si rivela essere un ignaro vicino di casa che, fuori sé, si vendica danneggiando pesantemente, con la medesima sbarra sottratta a Walter, l'auto di Jeffrey credendola la vettura di Walter.

Drugo viene portato con forza dinanzi a Treehorn, che chiede dove si trovi Bunny e vuole il denaro che lei gli deve. Treehorn droga Drugo con del White Russian cocktail, causando a Drugo un sogno-incubo sexy-psichedelico che ha per protagonisti lui medesimo, Maude, il bowling e i Nichilisti, uno dei quali finirà per inseguirlo con un minaccioso e gigantesco paio di forbici rosse del tutto simili a quelle di uno dei dipinti di Maude. Drugo si risveglia dal proprio torpore all'interno della stazione di polizia di Malibù, dove viene trattato violentemente, sia psicologicamente che fisicamente, dal reazionario sceriffo della cittadina. Uscito dall'edificio, chiama un taxi per tornare a casa, ma viene dopo poco sbattuto fuori malamente dall'auto dal taxista. Nella medesima strada e nello stesso istante, sopra un'auto sportiva rossa fiammante, si intravede sfrecciare Bunny; e la successiva inquadratura ci mostra i suoi piedi, nell'atto di premere l'acceleratore, con tutte e dieci le dita.

Drugo tornando a casa trova il suo appartamento distrutto e viene sedotto da Maude. Dopo aver fatto sesso con lei, Maude gli rivela che vorrebbe avere un bambino. Maude gli rivela anche che suo padre in realtà non ha soldi: sua madre era quella ricca e ha donato i suoi soldi in una fondazione di beneficenza. Drugo spiega allora a Walter tutta la storia: quando il miliardario Lebowski scopre che Bunny è stata rapita, ritira i soldi dalla fondazione, li tiene per sé e dà al Drugo la valigetta senza soldi, imbrogliandolo dicendogli che conteneva un milione di dollari. Anche il rapimento era uno stratagemma: quando un giorno Bunny viaggia fuori città senza però dirlo a nessuno, i suoi amici nichilisti organizzano un falso rapimento in modo da estorcere del denaro a Lebowski. Drugo e Walter allora affrontano il signor Lebowski, che viene buttato dalla sua sedia a rotelle da Walter, convinto che in realtà fingesse la sua paralisi.

La storia apparentemente si chiude qui, ma Drugo, Walter e Donny vengono affrontati nel parcheggio del bowling dai Nichilisti, che chiedono i soldi del riscatto. Nonostante il trio non abbia praticamente più nulla, i Nichilisti decidono di rapinarli ugualmente. Nel corso della colluttazione che segue Walter sconfigge con violenza tutti e tre i malcapitati, ma Donny, spaventato a morte dall'inatteso agguato, viene colto da un infarto che gli sarà fatale. Dopo il funerale e la successiva cremazione, Drugo e Walter si recano su una scogliera a picco sull'oceano Pacifico con l'intenzione di spargervi le ceneri di Donny. Walter però, prima si esibisce in un confuso, prolisso e inopportuno discorso incentrato sulla guerra del Vietnam, che poco o nulla ha a che vedere sia con Donny che con la loro lunga amicizia; successivamente sparge maldestramente le ceneri che, a causa del violento vento contrario, finiscono addosso sia a lui che a Drugo invece che in acqua, provocando l'improvvisa e accesa ira di quest'ultimo. A seguito della quale Walter, rendendosi forse per una volta finalmente conto della propria totale inadeguatezza, goffamente si scusa con Drugo. Rappacificati, i due decidono insieme di andare al bowling, dove il cowboy narratore chiude l'intera vicenda rammaricandosi per la recente tragica scomparsa di Donny, ma ricordando nel contempo che Maude aspetta un bambino; e augurandosi infine che Drugo e Walter possano vincere il torneo di bowling.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

  • Jeffrey "Drugo" Lebowski (Jeff Bridges): pigro e fannullone, fumatore di marijuana e bevitore di White Russian, giocatore di bowling con gli amici Walter e Donny.
  • Walter Sobchak (John Goodman): veterano del Vietnam (cosa che non manca mai di citare), migliore amico di Drugo e suo compagno di squadra di bowling, dal temperamento violento. Professa la religione ebraica.
  • Theodore Donald "Donny" Kerabatsos (Steve Buscemi): ingenuo e bonario, è un giocatore di bowling ed ex-surfista amico fraterno di Drugo e Walter.
  • Jesus Quintana (John Turturro): un concorrente latino-americano del torneo di bowling. Viene definito da Walter "pederasta", per essersi esibito davanti a una bambina di otto anni.
  • Jackie Treehorn (Ben Gazzara): magnate dell'industria pornografica.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il personaggio del Drugo (in originale "Dude") è in gran parte ispirato a Jeff Dowd, un produttore cinematografico americano e attivista politico conosciuto dai fratelli Coen quando stavano cercando di trovare un distributore per il loro primo film, Blood Simple - Sangue facile.[5] Dowd era stato membro dei "Seattle Seven", cioè uno dei sette attivisti più importanti del movimento radicale pacifista americano (del "Fronte di liberazione di Seattle"), amava bere cocktail White Russian, ed era soprannominato "The Dude".[6] Inoltre, Drugo afferma in una scena di aver contribuito a stilare la dichiarazione di "Port Huron"[7]. Altra fonte di ispirazione fu un amico dei Coen, Peter Exline, un veterano della guerra del Vietnam che secondo quanto riferito viveva in un appartamento più simile a una discarica ed era orgoglioso di un piccolo tappeto che "legava la stanza insieme".[8] Exline conosceva Barry Sonnenfeld dai tempi della New York University e Sonnenfeld gli presentò i fratelli Coen mentre questi cercavano di mettere insieme i fondi per Blood Simple.[9] Exline divenne amico dei Coen e nel 1989, raccontò loro un sacco di aneddoti curiosi circa la sua vita, incluso uno sull'attore scrittore Lewis Abernathy (una delle ispirazioni per Walter), anche lui veterano del Vietnam che in seguito divenne un investigatore privato e lo aiutò a recuperare l'auto che gli avevano rubato.[10] Come nel film, l'auto di Exline fu sequestrata dal dipartimento di polizia di Los Angeles e Abernathy trovò i compiti di un alunno di terza media sotto il sedile del passeggero.[11]

Inoltre, Exline faceva parte di una squadra amatoriale di softball ma i Coen nel film la cambiarono in una di bowling perché "è uno sport molto sociale in cui puoi sederti, bere e fumare mentre sei impegnato in una conversazione insensata".[12] I fratelli Coen si incontrarono con il regista John Milius, mentre erano a Los Angeles per girare Barton Fink e incorporarono il suo amore per le armi nel personaggio di Walter.[13] A sua volta, John Milius presentò i Coen a uno dei suoi migliori amici, Jim Ganzer, che sarebbe stato un'altra fonte di ispirazione per creare il personaggio interpretato da Jeff Bridges.[14]

Secondo Julianne Moore, il personaggio di Maude era basato sull'artista Carolee Schneemann, "che dipingeva nuda seduta su un'altalena", e su Yōko Ono.[15] Il personaggio di Jesus Quintana si ispirava, in parte, a un pezzo che John Turturro faceva a teatro nel 1988, intitolato Mi Puta Vida, nel quale interpretava un omosessuale, «quindi pensammo, facciamo diventare Turturro un pederasta. Sarà qualcosa con cui potrà davvero sbizzarrirsi!» raccontò Joel in un'intervista.[12]

La struttura generale del film è influenzata dalla narrativa poliziesca di Raymond Chandler. Ethan disse: «Volevamo qualcosa che generasse una certa sensazione narrativa - come una moderna storia di Raymond Chandler, ed è per questo che doveva essere ambientata a Los Angeles [...] Volevamo avere un flusso narrativo, una storia che si muove come un libro di Chandler attraverso diversi parti della città e diverse classi sociali». L'uso della voce fuori campo dello sconosciuto viene anch'esso da Chandler, Joel osservò: «È un po' un sostituto del pubblico. Negli adattamenti cinematografici delle opere di Chandler, solitamente è il personaggio principale che parla fuori campo, ma non volevamo riprodurre l'effetto pari pari anche se ovviamente la fonte è quella. È come se qualcuno stesse commentando la trama da un punto di vista onniveggente. E allo stesso tempo riscoprendo la vecchia terrosità di un Mark Twain».[16]

Il significato della cultura del bowling era, secondo Joel, "importante nel riflettere quel periodo alla fine degli anni cinquanta e inizio anni sessanta. Ciò si adattava bene al lato rétro del film, leggermente anacronistico, che ci rimanda a un'era non così lontana, ma nondimeno trascorsa".[17]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

La trama è parzialmente ispirata al romanzo Il grande sonno di Raymond Chandler.[18] I fratelli Coen scrissero Il grande Lebowski quasi in contemporanea con Barton Fink. Quando però i due avrebbero voluto girare il film, John Goodman era impegnato a girare alcuni episodi della sitcom Pappa e ciccia mentre Jeff Bridges era impegnato sul set del film Wild Bill di Walter Hill. Quindi decisero di girare Fargo nel frattempo.[19] Secondo Ethan, "il film era stato concepito come imperniato sulla relazione tra il Drugo e Walter", e quindi i due attori erano indispensabili. Inoltre, Bridges e Goodman avevano proposto l'idea di ambientare il film nella Los Angeles contemporanea, perché le persone che avevano ispirato la storia vivevano nella zona.[20] Joel Coen citò Il lungo addio di Robert Altman come influenza primaria del film, nel senso che The Big Lebowski "è solo parzialmente ispirato ai libri di Chandler".[21] Quando cominciarono a scrivere la sceneggiatura, i Coen scrissero solo 40 pagine e poi si fermarono per qualche tempo in attesa di maggiore ispirazione, pratica abituale nel loro modus operandi. Nella prima stesura del copione, la macchina del Drugo era una Chrysler LeBaron, come quella di Dowd, ma l'auto era troppo piccola per ospitare John Goodman e fu quindi cambiata in una Ford Torino.[22]

Pre-produzione[modifica | modifica wikitesto]

PolyGram e Working Title Films, che avevano finanziato Fargo, stanziarono un budget di 15 milioni di dollari per Il grande Lebowski. Durante il casting del film, Joel raccontò: «Tendevamo a scrivere parti per gente che conoscevamo o con cui avevamo già lavorato, e alcuni ruoli senza neppure sapere chi li avrebbe interpretati. In The Big Lebowski avevamo scritto le parti di John [Goodman] e Steve [Buscemi], ma non sapevamo chi avrebbe preso il ruolo di Jeff Bridges». In preparazione per la sua parte, Bridges si incontrò con Dowd ma alla fine "attinse molto da se stesso negli anni sessanta e settanta". Disse: «Vivevo in un posto così e facevo uso di droghe, anche se penso di essere un po' più creativo del Drugo».[23] L'attore recuperò dal proprio guardaroba l'abbigliamento che pensava sarebbe stato indossato dal personaggio e in linea con esso.[24] Bridges adottò anche la stessa fisicità di Dowd, comprese la sciattezza e la pancia prominente.[22] Originariamente, Goodman voleva un differente tipo di barba per Walter ma i Coen insistettero per un taglio alla "gladiatore" perché si intonava meglio con i capelli a spazzola del personaggio.[25]

Per il look del film, i Coen volevano allontanarsi dagli abituali cliché "anni sessanta" tipo musica dei Grateful Dead, hippy, ecc...[26] e il direttore della fotografia Roger Deakins discusse con loro per ricreare una particolare atmosfera. I due gli dissero di volere che alcune parti del film avessero un feeling contemporaneo ben ancorato nella realtà, e altre invece, come le sequenze oniriche, un'atmosfera stilizzata.[27] Bill e Jacqui Landrum si occuparono delle coreografie.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese principali si svolsero a Los Angeles e dintorni lungo un periodo di undici settimane, includendo tutte le scene al bowling allo Hollywood Star Lanes (tre settimane di riprese) e la sequenza onirica "alla Busby Berkeley" del Drugo filmata in un hangar per aerei ormai dismesso. Le scene della residenza di Jackie Treehorn furono girate nello Sheats-Goldstein Residence, disegnato da John Lautner e costruito nel 1963 sulle colline di Hollywood.

Secondo Joel Coen, le uniche volte che dirigevano Bridges "era quando veniva all'inizio di ogni scena e chiedeva: «Pensate che il Drugo se ne sia fumato uno [spinello] sulla strada?» E solitamente io gli rispondevo "si", e così Jeff si strofinava gli occhi per un po' così da averli arrossati".[28] A Julianne Moore fu inviato il copione mentre era sul set de Il mondo perduto - Jurassic Park. Lavorò al film per sole due settimane, all'inizio e alla fine della produzione che durò dal gennaio all'aprile 1997. Sam Elliott fu sul set per soli due giorni e rifece molte volte la scena del suo discorso finale.[29]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: The Big Lebowski (Original Motion Picture Soundtrack).

La colonna sonora del film, pubblicata in CD il 10 febbraio 1998 con il titolo The Big Lebowski (Original Motion Picture Soundtrack), è composta da una miscela di vari genere musicali, comprendenti musica operistica, folk, pop, jazz, exotica e rock.[30] Tra gli altri compaiono brani di Elvis Costello (My Mood Swings), Bob Dylan (The Man in Me), Nina Simone (I Got It Bad and That Ain't Good), Yma Sumac (Ataypura), Kenny Rogers (Just Dropped In), Piero Piccioni (Traffic Boom, brano tratto dalla colonna sonora di Tutto a posto e niente in ordine), Henry Mancini (Lujon).[30]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il grande Lebowski ebbe la sua prima mondiale al Sundance Film Festival il 18 gennaio 1998, nel cinema Eccles Theater. In febbraio il film fu presentato anche al Festival internazionale del cinema di Berlino prima di essere distribuito in Nord America il 6 marzo 1998 in 1,207 sale. Nel primo weekend di programmazione incassò 5.5 milioni di dollari al botteghino, finendo per totalizzare al box office 18 milioni di dollari negli Stati Uniti d'America. Gli incassi internazionali al di fuori degli Stati Uniti furono di 28.7 milioni di dollari, portando l'incasso totale a 46.7 milioni a fronte del budget iniziale di 15 milioni di dollari. In Italia il film arrivò nei cinema molto dopo, il 1º maggio 1998.[31]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Sul sito web aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes, il film ha un indice di gradimento pari a 83% basato su 98 recensioni da parte di critici professionisti, con un punteggio totale di 7.36 su 10. Il consenso dei critici del sito recita: "Tipicamente immagini visivamente sbalorditive e dialoghi nitidi da parte dei fratelli Coen, resi vivi dalle forti performance di Goodman e Bridges".[32] Metacritic, che utilizza una media ponderata, assegna al film un punteggio di 71 su 100 basato su 23 recensioni, indicando "recensioni generalmente favorevoli".[33] Il pubblico intervistato da CinemaScore diede al film un voto da "B" ad "A+" in una scala da A a F.[34]

Molti critici associarono il film a una sorta di western moderno, mentre altri, citarono invece un romanzo poliziesco che ruota attorno allo scambio d'identità. Peter Howell, nella sua recensione per il Toronto Star, scrisse: "È difficile credere che questo sia il lavoro di un team che l'anno scorso ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura di Fargo. C'è una grande quantità di volgarità nel film, e sembra un tentativo puerile di sopperire le lacune nella storia". Howell cambiò opinione in una recensione successiva, e nel 2011 dichiarò che "Il grande Lebowski potrebbe essere il suo film preferito dei fratelli Coen".[35]

Todd McCarthy della rivista Variety scrisse: "Uno degli indiscutibili trionfi del film è la sua colonna sonora, che mischia le musiche originali di Carter Burwell con pezzi di pop classico e alcune favolose cover". USA Today assegnò al film 3 stelle su 4 esprimendo il dubbio che il personaggio del Drugo potesse risultare un "eroe troppo passivo per suscitare interesse", ma definendo comunque brillante il film.

Nella sua recensione al film per il The Washington Post, Desson Howe lodò la regia dei Coen e "il loro ispirato, assurdo gusto per le stranezze".

Janet Maslin del The New York Times ebbe parole di merito per la recitazione di Bridges: "Mr. Bridges trova un ruolo così giusto per lui che sembra non essere mai stato altrove. [...] Un personaggio apparentemente sfasato ma interpretato con un raffinato talento comico". Andrew Sarris, nella sua recensione per il New York Observer, scrisse: "Il risultato sono un sacco di risate e una sensazione di timore reverenziale nei confronti dell'artigianato coinvolto. Dubito che ci sarà qualcos'altro di più divertente nel resto di quest'anno". Su Empire Magazine, Ian Nathan diede cinque stelle al film, scrivendo: "Per coloro che si dilettano della visione divinamente astratta dei Coen sulla realtà, questo è puro nirvana" e aggiunse "in un mondo perfetto tutti i film sarebbero girati dai fratelli Coen". Roger Ebert ha dato il film una valutazione di tre stelle su quattro, descrivendolo come "stranamente coinvolgente". In una successiva recensione del 2010, Ebert diede a The Big Lebowski quattro stelle su quattro aggiungendo il film alla sua lista "Great Movies".

Dave Kehr, nella sua recensione per il Daily News, criticò la premessa del film come "un'idea stanca, che produce un film episodico, non coeso". The Guardian definì il film: "Un mucchio di idee infilate in una borsa e lasciate fuoriuscire a caso. Il film è esasperante e non vincerà alcun premio. Ma ha alcune battute fantastiche".

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La scena in cui Drugo trova un foglietto con il compito di scuola di un quindicenne nella sua auto rubata, si riferisce ad un fatto realmente accaduto a Pete Exline, amico dei Coen e reduce del Vietnam. Pete Exeline racconta di aver parzialmente ispirato insieme all'amico e reduce Lew Abernathy il personaggio di Walter[36].
  • Il gruppo musicale di cui fanno parte i nichilisti e di cui Drugo trova un disco a casa di Maude, gli Autobahn, fa riferimento ad una band di musica elettronica realmente esistente: i Kraftwerk, che, tra l'altro, hanno pubblicato un album chiamato proprio Autobahn.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

  • Dopo il 1998, sono usciti articoli e saggi che analizzano il mondo di Lebowski: nel 2009 è stato pubblicato The Year's Work in Lebowski Studies, a cura della Indiana University Press, che consiste in una raccolta di articoli che vanno dalla corretta preparazione del White Russian al carattere zen o trotskista del personaggio[37].
  • Dal 2002, ogni anno, a Louisville, in Kentucky, si svolge il Lebowski Fest, una celebrazione che ospita visioni collettive del film, concerti e raccoglie sosia dei protagonisti del film. Altre edizioni del Lebowski Fest si tengono ogni anno in diverse città degli Stati Uniti[38].
  • Nel 2014 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.[4]
  • Il personaggio di Walter Sobchak (interpretato da John Goodman) ha ispirato al comico italiano Maurizio Crozza il personaggio di Napalm51.[39]
  • Nella diciassettesima puntata della quarta stagione della serie televisiva How I Met Your Mother è citata due volte la famosa scena del sogno di Drugo che vola sulla città di Los Angeles. I questo caso sono Barney e Marshall a sognare di volare, sempre sulle note di The Man in Me di Bob Dylan.
  • Nel film Avengers: Endgame del 2019 il personaggio di Thor (interpretato da Chris Hemsworth ) viene chiamato Lebowski da Tony Stark per l'aspetto robusto e i lunghi capelli biondi.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Spin-off[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 è stato annunciato uno spin-off intitolato Jesus Rolls - Quintana è tornato!, basato sul personaggio di Jesus, diretto e interpretato da John Turturro.[40]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scott Tobias, The Big Lebowski, su film.avclub.com, 14 maggio 2019. URL consultato il 7 ottobre 2019.
  2. ^ Peter Sciretta, Empire’s The 100 Greatest Movie Characters of All Time, SlashFilm, 1º dicembre 2008. URL consultato il 6 agosto 2016.
  3. ^ The Greatest Movie Characters Of All Time, su empireonline.com, Empire, 29 giugno 2015. URL consultato il 6 agosto 2016.
  4. ^ a b (EN) Kory Grow, 'Big Lebowski,' 'Ferris Bueller's Day Off' Added to National Film Registry, in rollingstone.com, 17 dicembre 2014. URL consultato il 26 settembre 2015.
  5. ^ Madeline Boardman, Jeff Dowd, Real 'Big Lebowski' Dude, Talks White Russians, Jeff Bridges And Bowling, in The Huffington Post, 6 marzo 2013. URL consultato il 24 aprile 2015.
  6. ^ Green, Bill. pag. 91–92
  7. ^ Agostinelli, Alessandro, 1965-, Un mondo perfetto : i comandamenti dei fratelli Coen, Controluce, [2010], ISBN 978-88-6280-012-9, OCLC 639151758. URL consultato il 25 gennaio 2019.
  8. ^ Bergan, Ronald, The Coen Brothers, 2000, Thunder's Mouth Press, pag. 188
  9. ^ Green, Bill, Ben Peskoe, Scott Shuffitt, Will Russell; I'm a Lebowski, You're a Lebowski: Life, The Big Lebowski, and What Have You, Bloomsbury USA, 2007, pag. 97–98.
  10. ^ Green, Bill. pag. 99
  11. ^ Green, Bill. pag. 100.
  12. ^ a b Bergan, Ronald. pag. 195
  13. ^ John Milius ha ispirato il personaggio di Waler
  14. ^ Christie Chu, The Quest for Ed Ruscha's Rocky II – artnet News, in artnet News, 23 gennaio 2015. URL consultato il 19 luglio 2015.
  15. ^ Ciment, Michel. pag. 156
  16. ^ Ciment, Michel. pag. 169.
  17. ^ Ciment, Michel. pag. 170
  18. ^ The Coens Speak (Reluctantly), su indiewire.com. URL consultato il 12 dicembre 2013.
  19. ^ Bergan, Ronald. pag. 189
  20. ^ Robertson, William. pag. 41
  21. ^ Robertson, William. pag. 43
  22. ^ a b Green, Bill. pag. 93.
  23. ^ Bergan, Ronald. pag. 188.
  24. ^ Green, Bill. pag. 27
  25. ^ Green, Bill. pag. 32
  26. ^ Robertson, William. pag. 95
  27. ^ Robertson, William. pag. 77
  28. ^ Bergan, Ronald. pag. 195.
  29. ^ Green, Bill. pag. 46.
  30. ^ a b (EN) Big Lebowski (Original Motion Picture Soundtrack) mw0000033663, su AllMusic, All Media Network. URL consultato il 30 settembre 2019.
  31. ^ Il Grande Lebowski: Jeff Bridges, un White Russian e la genesi di un cult, hotcorn.com. URL consultato il 14 novembre 2019.
  32. ^ The Big Lebowski (1998), Rotten Tomatoes. URL consultato il 3 settembre 2019.
  33. ^ The Big Lebowski (1998), Metacritic. URL consultato il 3 settembre 2019.
  34. ^ CinemaScore, su cinemascore.com. URL consultato il 3 settembre 2019.
  35. ^ Peter Howell, Howell: I love The Big Lebowski – even though the Wikipedia says I don't, in The Star, Toronto Star Newspapers, 7 luglio 2011.
  36. ^ Blog di peter exline, su peterexline.com (archiviato dall'url originale il 24 agosto 2011).
  37. ^ Giorgio Falco, Perdenti di successo, repubblica.it, 14 gennaio 2010. URL consultato il 12 dicembre 2013.
  38. ^ Lebowski Fest - About, su lebowskifest.com. URL consultato il 12 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2018).
  39. ^ Napalm51 è la caricatura che ci meritiamo, su wired.it. URL consultato il 9 settembre 2017.
  40. ^ ‘Big Lebowski’ Spinoff ‘Going Places’: First Photo of John Turturro as Jesus Revealed, indiewire.com, 22 agosto 2016. URL consultato il 17 settembre 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Agostinelli, Alessandro, Un mondo perfetto. I comandamenti dei fratelli Coen (2010–2013, Controluce Press), ISBN 978-8862800129.
  • (EN) Bergan, Ronald, The Coen Brothers (2000, Thunder's Mouth Press), ISBN 1-56025-254-5.
  • (EN) Coen, Ethan and Joel Coen, The Big Lebowski;(May 1998, Faber and Faber Ltd.), ISBN 0-571-19335-8.
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  • (EN) Levine, Josh, The Coen Brothers: The Story of Two American Filmmakers, (2000, ECW Press), ISBN 1-55022-424-7.
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  • (EN) Tyree, J. M., Ben Walters The Big Lebowski (BFI Film Classics, 2007, British Film Institute), ISBN 978-1-84457-173-4.
  • (EN) The Big Lebowski in Feminist Film Theory

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