L'isola del tesoro (miniserie televisiva 1987)

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L'isola del tesoro
PaeseItalia, Francia, Germania
Anno1987
Formatominiserie TV
Genereavventura, fantascienza
Puntate5
Durata100 min
Lingua originaleinglese
Crediti
RegiaAntonio Margheriti (come Anthony M. Dawson)
SoggettoRobert Louis Stevenson (romanzo)
SceneggiaturaRenato Castellani
Interpreti e personaggi
FotografiaEnrico Lucidi
MontaggioTullio Cordanti
MusicheGianfranco Plenizio
ScenografiaFrancesco Bronzi
Effetti specialiAntonio Margheriti ed Edoardo Margheriti
Casa di produzioneRAI
Prima visione
Data19 novembre 1987
Rete televisivaRai 2

L'isola del tesoro è uno sceneggiato televisivo di fantascienza del 1987 prodotto dalla RAI-TV (con collaborazione franco-tedesca) e diretto dal regista Antonio Margheriti (con lo pseudonimo di Anthony M. Dawson), che realizzò il lavoro iniziato da Renato Castellani, scomparso prima di cominciare le riprese.[1] La storia riprende il romanzo omonimo di Robert L. Stevenson, trasponendo l'ambientazione nel futuro e nello spazio: l'Hispaniola non è più una nave ma un'astronave e l'isola del tesoro è in realtà un "pianeta del tesoro".

Tra le più costose produzioni televisive italiane, fu il primo kolossal interamente prodotto dalla RAI[2] e la produzione più cospicua della fantascienza italiana, cinematografica o televisiva.[3] Tra gli interpreti principali figurano le celebrità internazionali Anthony Quinn ed Ernest Borgnine.[1] Lo sceneggiato fu trasmesso, in cinque puntate da 100' l'una, dal 19 novembre 1987 in prima serata su Rai Due. Ne venne tratta una riduzione in film di 120' distribuita negli Stati Uniti e in altri paesi.[4]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2300 Gimmi Hawkins è il figlio della proprietaria di una locanda che si trova accanto alle rovine dello Spazioporto dei Templi, nei pressi di Selinunte. Qui giunge Billy Bones, un viaggiatore spaziale che si è ammalato per avere assunto il Drek, una droga diffusa fra gli astronauti. Bones, sul punto di morire, consegna a Gimmi una mappa che riporta le indicazioni - lasciate da un pirata spaziale di nome Flint - per trovare un tesoro. Altri pirati stanno però cercando Bones e la mappa: quando questi arrivano, Gimmi si nasconde e, ottenuto un finanziamento dal Conte Ravano, compone un equipaggio per trovare il tesoro. A bordo dell'Hispaniola salgono così il Capitano Smollett, il dottor Livesey e Long John Silver. Dopo un ammutinamento, però, l'equipaggio combatte per impadronirsi del tesoro.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Lo sceneggiato televisivo venne ideato già nella prima metà degli anni sessanta da Renato Castellani. Quando questi morì, nel 1985, il progetto fu affidato ad Antonio Margheriti, che aveva girato per la Rai pochi anni prima Il mondo di Yor e che già collaborava con Castellani come regista della seconda unità e direttore degli effetti speciali. Il progetto - uno dei più costosi di sempre, con un budget di 25 miliardi[1] - venne portato a termine secondo i progetti originari. Si trattava del primo kolossal interamente prodotto dalla RAI, senza appalti a produttori privati,[2] con l'uso di due stabilimenti e diversi teatri di posa, fra i quali i romani l'ex Dear Film e il De Laurentiis, che furono usati per realizzare l'astronave e lo spazioporto, con riprese durate due mesi. Le riprese in esterna furono realizzate a Roma, Napoli, Selinunte e Ouarzazate (Marocco), dove furono girate le scene ambientate su Ibisco.

Fu girato in lingua inglese, essendo una coproduzione internazionale.

Margheriti, regista cinematografico abituato a lavorare con budget assai più risicati e tempi strettissimi, completò le riprese (compresi i trucchi) in poco più di 30 settimane delle 50 a disposizione, malgrado la produzione fosse funestata da varie difficoltà:

« questa "Isola del Tesoro" era in qualche modo un film maledetto: Castellani scomparve prima di poter cominciare a girare, un direttore di produzione morì durante le riprese, lo stesso Margheriti si sentì male durante la preparazione e venne operato d'urgenza al pancreas salvandosi solo grazie alla sua forte tempra, mentre il giovane protagonista Itaco Nardulli morì tragicamente poco tempo dopo l'uscita del film. »

(Fabio Giovannini, Danze macabre. Il cinema di Antonio Margheriti, 2004)

Accoglienza e critica[modifica | modifica wikitesto]

« andò in onda nel novembre 1987 su Rai Due, in prima serata. Le reazioni della critica furono in genere molto severe, ma nonostante le stroncature la Sacis distribuì lo sceneggiato di Margheriti in quasi tutto il mondo, e arrivò negli USA con una versione condensata di due ore e dieci. Il mastodontico lavoro però si prese anche una rivincita nei confronti della critica quando, nel 1990 venne trasmesso ai cento giorni del Cinema Italiano a Mosca, nel mitico Cinema Forum, ed il pubblico gli decretò un grande successo. »

(Fabio Giovannini, Danze macabre. Il cinema di Antonio Margheriti, 2004)

« Prodotto per la televisione come miniserie in 5 puntate, il film vanta un cast di tutto rilievo, ma secondo alcuni soffrirebbe delle ovvie ristrettezze del film TV che accentuano l'artigianalità delle scenografie e degli effetti speciali. Lo stesso Margheriti considerava la pellicola riuscita a metà e ne attribuiva la colpa ai produttori che volendo rispettare una consolidata iconografia fantascientifica "all'italiana" lo obbligarono a divagare un po' troppo con la fantasia e ad adottare scelte poco felici […] »

(Fantafilm[5])

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Dallo sceneggiato è stata tratta una riduzione in film di 120 minuti che è stata distribuito negli Stati Uniti in VHS per il circuito dell'home video con il titolo di Space Island, in Argentina come La Isla del Tesoro, in Grecia come Treasure Island e in Giappone in quattro episodi da 120 minuti l'uno come Star Legend.[4]

Il titolo inglese con cui il film fu distribuito in Europa è Treasure Island in Outer Space.[6]

La miniserie è anche nota col titolo di Space Island (Regno Unito e Norvegia, Stati Uniti in VHS) e Der Schatz im All (Germania).

Lo sceneggiato è stato distribuito in edizione DVD (3 dischi) in inglese, tedesco e russo,[7] in versione ridotta di circa il 25% rispetto all'originale per la televisione italiana.

Influenza culturale[modifica | modifica wikitesto]

Il film d'animazione della Disney Il pianeta del tesoro (2002) riprende l'idea dell'ambientazione spaziale per la storia di Stevenson e talvolta viene indicato come un "remake" della meno conosciuta versione televisiva di Margheriti.[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c L'isola del Tesoro Archiviato il 5 febbraio 2011 in Internet Archive. sul sito dedicato ad Antonio Margheriti
  2. ^ a b Fabio Giovannini, 2004
  3. ^ Non si hanno notizie di altre produzioni cinematografiche o televisive italiane di fantascienza drammatica con lo stesso impegno finanziario.
  4. ^ a b Pagina VHS Archiviato il 14 marzo 2012 in Internet Archive.
  5. ^ Bruno Lattanzi e Fabio De Angelis (a cura di), L'isola del tesoro, in Fantafilm.
  6. ^ "L'isola del tesoro" (1987) - Release dates
  7. ^ Остров сокровищ в космосе / L'isola del tesoro (Der Schatz im All) (Treasure Island in Outer Space) / Сезон: 1 / Серии: 1-7(7) (Антонио Маргерити) [1987, Фантастика, приключен...
  8. ^ "L'isola del tesoro" (1987) - Collegamenti ad altri film

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti
  • Edoardo Margheriti, "L'Isola del Tesoro", su antoniomargheriti.com. URL consultato il 20 novembre 2011 (archiviato dall'url originale il 5 febbraio 2011).
  • Fabio Giovannini, Danze macabre. Il cinema di Antonio Margheriti, Grande enciclop. cinema di Profondo Rosso; Vol. 6 di Il cinema gotico e fantastico italiano, Mondo Ignoto, 2004, ISBN 88-89084-22-7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]