Quindici uomini sulla cassa del morto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Quindici uomini sulla cassa del morto (Dead Man's Chest) è un canto piratesco apparso, in origine, solo in forma scritta nel romanzo L'isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, del 1883. È un motivo ricorrente del libro, cantato varie volte dai personaggi fin dal primo capitolo. Il testo in lingua originale (inglese) dice:

«Fifteen men on the dead man's chest—
Yo-ho-ho, and a bottle of rum!
Drink and the devil had done for the rest—
Yo-ho-ho, and a bottle of rum!»

Al capitolo 10 viene intonata anche come canto marinaresco, con il capitano Long John Silver che canta da solo il primo verso e i marinai al lavoro che rispondono in coro con "Yo-ho-ho...". Nel 1891, lo scrittore statunitense Young Ewing Allison ha tratto ispirazione da questi pochi versi per un testo più lungo intitolato Derelict[1].

Versioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

La versione in italiano varia a seconda delle edizioni. Nella traduzione di Angiolo Silvio Novaro, edita da Mondadori[2], il testo appare nel primo capitolo (ma è diverso in altre parti del testo) come:

«Quindici uomini sulla cassa del morto,
yo-ho-ho, e una bottiglia di rum per conforto!
Il bere e Satana li ha spediti in porto,
yo-ho-ho, e una bottiglia di rum per conforto!»

La traduzione di Lilla Maione per l'edizione Feltrinelli[3] è più fedele all'originale:

«Quindici uomini sulla cassa del morto
io-ho-ho, e una bottiglia di rum!
la bottiglia e il demonio han pensato al resto
io-ho-ho, e una bottiglia di rum!»

In seguito sono comparse varie versioni musicali, composte in occasione degli adattamenti teatrali e cinematografici del romanzo. La versione sonora in italiano è la celebre sigla dello sceneggiato Rai L'isola del tesoro del 1959, pubblicata anche su 45 giri. Questo adattamento, composto da Simoni e Lavagnino, era eseguito da Riccardo Vantellini e il suo gruppo[4].

Origine storica[modifica | modifica wikitesto]

L'odierna Dead Chest (vista da Tortola), forse la Dead Man's Chest.

Un articolo apparso sulla rivista Geographical, della Royal Geographical Society di Londra, ha fornito una spiegazione storica dell'origine e del significato della canzone: secondo la rivista, il testo originale riproduce una vera canzone piratesca del XVIII secolo che racconta una leggenda sul pirata Barbanera. Secondo la leggenda, il pirata avrebbe punito trenta uomini della sua banda, responsabili di un ammutinamento, abbandonandoli per un mese su un isolotto disabitato e impervio delle Isole Vergini, il cui nome era Dead Man's Chest ("Cassa di uomo morto"). Lasciò loro solo una bottiglia di rum a testa e niente cibo: quando tornò a riprenderli ne erano sopravvissuti solo i 15 che avrebbero dato origine al testo della canzone[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Young E. Allison, Testo su Wikisource.
  2. ^ Robert Louis Stevenson, L'isola del tesoro, traduzione di Angiolo Silvio Novaro, Mondadori, 2011, ISBN 8852021892.
  3. ^ Robert Louis Stevenson, L'isola del tesoro, traduzione di Lilla Maione, Feltrinelli, 2001, ISBN 8807821575. URL consultato il 27 dicembre 2016.
  4. ^ L'almanacco di Radioscrigno, su Rai.it, 3 novembre 2003 (archiviato dall'url originale il 30 novembre 2014).
  5. ^ Svelato il mistero dei 15 sulla cassa del morto, in Corriere della sera, 31 marzo 1995 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2016).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]