Tortola

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Tortola
Tortola
Roadtown, Tortola.jpg
La capitale Road Town
Geografia fisica
Localizzazione Mar dei Caraibi
Coordinate 18°25′N 64°35′W / 18.416667°N 64.583333°W18.416667; -64.583333Coordinate: 18°25′N 64°35′W / 18.416667°N 64.583333°W18.416667; -64.583333
Arcipelago Isole Vergini Britanniche
Superficie 55,7 km²
Altitudine massima Mount Sage, 530 m s.l.m.
Geografia politica
Stato Regno Unito Regno Unito
Territorio d'oltremare Isole Vergini britanniche Isole Vergini britanniche
Centro principale Road Town
Demografia
Abitanti 23.908
Cartografia
BritishVirginIsland map.png
Mappa di localizzazione: America centrale
Tortola
Tortola

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Tortola è un'isola caraibica appartenente all'arcipelago delle Isole Vergini Britanniche (British Virgin Islands), colonia inglese. È l'isola più grande e la più popolata dell'arcipelago, su di essa è situata la capitale Road Town. La tradizione locale racconta che fu Cristoforo Colombo che nominò l'isola Tórtola, come l'uccello tortora in italiano. Nei fatti, Colombo nominò l'isola "Santa Ana". Un colono olandese la chiamò Ter Tholen, come una località costiera dei Paesi Bassi. Quando gli inglesi presero la colonia il nome si evolse in Tortola.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo secondo viaggio per la corona spagnola nei Caraibi, Cristoforo Colombo vide quelle che ora chiamiamo Isole vergini britanniche e americane. Lui nominò l'arcipelago alle 11.000 vergini e Sant'Orsola, martirizzate nel 5° secolo. Gli spagnoli fecero alcuni avamposti nelle isole, ma i pirati come Blackbeard e Captain Kidd furono tra i primi residenti permanenti dell'isola.

Verso la fine dell'16° secolo, gli inglesi, che avevo usurpato il controllo dell'arcipelago agli olandesi, stabilirono una colonia permanente su Tortola e nelle isole vicine principalmente di piantagioni. I coloni svilupparono nell'isola lo sfruttamento della canna da zucchero, con una larga dipendenza del lavoro degli schiavi importati dall'Africa attraverso l'Atlantico. Il numero maggiore di coloni arrivòalla fine del diciottesimo secolo ed furono i lealisti delle tredici colonie dopo la rivoluzione americana ai quali gli venne donata la terra dalla Corona per incoraggiare lo sviluppo dell'arcipelago. Loro si portarono i proprio schiavi afro-americani, cosicché il numero degli schiavi superava il numero dei coloni britannici. L'industria della canna da zucchero domino l'economia di Tortola per più di un secolo.

All'inizio del diciannovesimo secolo, dopo l'abolizione della tratta degli schiavi da parte dell'Impero Britannico, la marina reale pattugliava i Caraibi per intercettare le navi che continuavano questo commercio illegale. Gli schiavi trovati su queste navi intercettate venivano liberati a Tortola, in un'area chiamata Kingstown. Nel diciannovesimo secolo venne costruita al chiesa s dedicata a St. Phillip questa comunità costituirà una delle prime chiese di afro-americani liberi in America.

Dopo l'abolizione nelle colonie britanniche della schiavitù nel 1834, le piantagioni avevano difficoltà a produrre profitto con la lavorazione della canna da zucchero e non potevano pagare i lavoratori liberi, nello stesso periodo paesi come Cuba ed altri in sud america continuavano ad avere il lavoro schiavistico, in aggiunta nello stesso periodo i mercati degli Stati Uniti e Gran Bretagna iniziarono la coltivazione ed il trattamento dello zucchero anche internamente creando una enorme concorrenza alle colonie. Durante il calo della produzione della canna da zucchero, gran parte della popoazione bianca delle isole si trasferì altrove.

Alla fine degli anni 70, l'uomo d'affari britannico Ken Bates contratto un affitto di gran parte dell'isola per un periodo di 199 anni, ma l'azione di un attivista locale Noel Lloyd iniziò una protesta che costrinse il governo locale ad cancellare questo piano. Oggi un parco a Tortola è dedicato a Noel Lloyd con al centro una statua in suo onore.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Tortola è un'isola montuosa lunga 19 km e larga 5 km, con un'area di 55,7 km². La cima più alta dell'isola è il Mount Sage (530 m).

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