Imposta unica comunale

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L'imposta unica comunale, o IUC, è un'imposta del sistema tributario italiano, introdotta con la legge di stabilità per il 2014 ovverosia la legge 27 dicembre 2013, n. 147.[1] Si tratta di un tributo che si compone di altri tre: l'IMU (Imposta municipale propria), la TASI (tributo per i servizi indivisibili) e la TARI (tassa sui rifiuti).[1]

Normativa di riferimento[modifica | modifica wikitesto]

La IUC, come già specificato, è disciplinata dall'art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014)", che ne costituisce la norma fondamentale. Più precisamente:

  • I commi 639 e 640 dettano una disciplina generale per la IUC;
  • I commi da 641 a 668 normano la TARI;
  • I commi da 669 a 685 normano la TASI;
  • I commi da 686 a 692 specificano gli adempimenti relativi all'imposta;
  • I commi da 693 a 714 e da 717 a 731 disciplinano l'accertamento, le sanzioni e norme varie;
  • I commi 715 e 716 specificano la deducibilità dell'IMU.

Come si può facilmente notare, l'IMU (prima componente della IUC) non risulta disciplinata dalla suddetta legge. Difatti essa è anteriore all'introduzione di tale imposta-contenitore in quanto normata dal decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 convertito in legge n. 214/2011 "Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici". Esso, al Capo II rubricato "Disposizioni in materia di maggiori entrate" e dunque all'art. 13 "Introduzione sperimentale dell'imposta municipale propria" contiene la disciplina di riferimento.

L'ultimo atto importante da citare è la legge 28 dicembre 2015, n. 208 "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità per il 2016)". Essa difatti all'art. 1 commi da 10 a 28 e da 53 e 54 introduce alcune modificazioni ai due testi normativi precedentemente citati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Questa sovrapposizione normativa è dovuta al fatto che la IUC è stata creata in più scaglioni. Dapprima il governo Monti nel 2011 istituì l'IMU con l'apposita legge, successivamente nel 2013 il governo Letta decise di creare la IUC, ovvero un tributo diviso in tre:

  • IMU, conglobando la normativa già emanata da Monti;
  • TASI, dettando apposita normativa;
  • TARI, creando opportune norme in sostituzione delle previgenti TARSU e TARES.

Più tardi gli articoli subirono opportune "limature" dalla legge di stabilità per il 2016 di Renzi che ne modificò parti della disciplina, lasciandone tuttavia immutata la struttura fondamentale.

Disciplina fondamentale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Imposta municipale propria.

Presupposto dell'IMU è "il possesso di immobili" siti nel territorio dello Stato (art. 13 c. 2 dl 201/2011). Se ne deduce quindi che tale imposta grava su tutti i proprietari o titolari di altro diritto reale su beni immobili, e mai sui soli detentori quali locatari o comodatari. In più, essa non si applica relativamente all'abitazione principale ed alle relative pertinenze, limitatamente ad una per ciascuna categoria catastale C/2, C/6 e C/7. Tuttavia se l'abitazione principale è ricompresa nelle categorie A/1, A/8 e A/9 l'IMU è dovuta in quanto trattasi di abitazioni lussuose; ciò è mitigato dal fatto che sono assoggettate ad un'aliquota ridotta e beneficiano di una detrazione di 200 euro (continuazione del comma 2 dell'art. 13 dl 201/2011).

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Tributo per i servizi indivisibili.

Presupposto della TASI è "il possesso o la detenzione di fabbricati o aree edificabili", esclusi quindi i terreni agricoli. Anche per questo tributo vale l'esenzione per la prima abitazione con rimando alla disciplina IMU (art. 1 c. 669 legge 147/2013 come novellato dalla legge di stabilità per il 2016). Essa dunque colpisce tutti i possessori ma anche i detentori (ad eccezione in ogni caso delle prime abitazioni) e pertanto risulta essere dovuta anche in caso di locazione e comodato. Tuttavia non vi è moltiplicazione: per ogni singolo immobile infatti essa viene spartita fra tutti i possessori e detentori, di modo che i possessori paghino complessivamente una quota compresa fra il 70% ed il 90% stabilita con regolamento comunale mentre il resto venga suddiviso fra tutti i detentori (commi 671 e 681). In caso di assenza di detentori tutta l'imposta grava sui possessori.

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Tassa sui rifiuti.

Invece la TARI ha per presupposto "il possesso o la detenzione di locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti urbani". Qui non vale l'esenzione per la prima abitazione, dunque essa colpisce indistintamente tutti coloro che posseggolo o detengono gli immobili sopracitati. Per la detenzione le regole sono identiche a quelle esposte riguardo alla TASI: i detentori sono tenuti a versare fra il 10% ed il 30% dell'imposta solidalmente, ripartendola fra di essi, mentre ciò che rimane grava sui possessori. In caso di assenza di detentori tutta l'imposta grava sui possessori.

Natura del tributo[modifica | modifica wikitesto]

Non è chiaro se la IUC sia una tassa, un'imposta o altro. Difatti nonostante sia stata identificata come "Imposta Unica Comunale" essa è un tributo-contenitore, composto da IMU (imposta), TASI (tributo generico non ben specificato) e TARI (tassa). Rimane pertanto l'incertezza su come essa debba venire classificata dagli esperti di scienza delle finanze. Ad ogni modo questa classificazione non ha particolari effetti sul piano pratico ma solo su quello teorico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Legge di stabilità 2014, comma 639.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]