Giovanni III di Brabante

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Giovanni III
Jan3Brabant.jpg
Giovanni III di Brabante, incisione dalla Ducum Brabantiae chronica
Duca di Lorena e del Brabante e
Duca di Limburgo
In carica 1312 –
1355
Predecessore Giovanni II
Successore Giovanna di Brabante[1]
Nome completo Giovanni di Brabante
Nascita 1296 circa[2]
Morte Bruxelles, 5 dicembre 1355
Sepoltura abbazia di Villers-la-Ville a Villers-la-Ville
Dinastia Casato di Reginar
Padre Giovanni II di Brabante
Madre Margherita d'Inghilterra
Consorte Maria d'Évreux
Figli Giovanna
Margherita
Maria
Giovanni
Enrico e
Goffredo, legittimi
altri venti, illegittimi
Religione Cattolico

Giovanni III di Brabante, detto il "trionfante"[3] (1296 circa[2]Bruxelles, 5 dicembre 1355), fu duca di Brabante e duca di Limburgo dal 1312 alla morte.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Secondo la Genealogia Ducum Brabantiæ Ampliata, Giovanni era l'unico figlio legittimo del duca di Lorena e del Brabante e duca di Limburgo, Giovanni II di Brabante e della moglie, Margherita d'Inghilterra[4], che, secondo il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio, era la (dodicesima) figlia del re d'Inghilterra e duca d'Aquitania, Edoardo I e di Eleonora di Castiglia[5], figlia secondogenita del re di Castiglia e León, Ferdinando III il Santo e di Giovanna di Dammartin, figlia di Simone de Dammartin, conte d'Aumâle e di Maria, Contessa di Ponthieu (contea nel dipartimento della Somme le cui città principali erano Abbeville e Montreuil-sur-Mer)[6][7].
Giovanni II di Brabante, secondo la Genealogia Ducum Brabantiæ Ampliata, era il figlio maschio secondogenito del duca di Lorena e del Brabante e duca di Limburgo, Giovanni I di Brabante e della moglie, Margherita di Dampierre o di Fiandra[4] (1251-1285), che sia secondo il Iohannis de Thilrode Chronicon che secondo il Iohannis de Thielrode Genealogia Comitum Flandriæ era figlia del Conte di Fiandra e Marchese di Namur, Guido di Dampierre e di Matilde di Bethune[8][9], che secondo gli Annales Blandinienses era figlia ed ereditiera di Roberto VII di Bethune[10], signore di Béthune, Termonde, Richebourg e Warneton, e d'Elisabeth de Morialmez.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre, Giovanni II, che soffrì per tutta la vita di calcolosi renale e voleva assicurare una successione pacifica al suo figlio ed erede Giovanni III, il 27 settembre 1312[11] firmò la Carta di Kortenberg[3][12] (Carta di Kortenberg in francese); l'accordo prevedeva, che un consiglio, composto dai rappresentanti delle città e della nobiltà, si riunisse ogni tre settimane per garantire nel ducato l'osservanza dei privilegi e delle consuetudini[11].

Suo padre, Giovanni II morì esattamente un mese dopo la firma della Carta di Kortenberg, come ci conferma la Oude Kronik van Brabant (non consultata)[13]. Dopo la morte venne tumulato nella Concattedrale di San Michele e Santa Gudula a Bruxelles.[3].

La sua ascesa al trono nel 1312 fu segnata dal malcontento popolare, dovuto al fatto che i beni dei Brabantesi all'estero vennero confiscati a causa dei debiti che suo padre e suo nonno avevano accumulato, e poiché i consiglieri del giovane duca non rispettavano la Carta di Kortenberg. In cambio del rispetto della Carta, dell'affidamento ad un curatore delle finanze ducali, e di nuovi privilegi per le città brabantesi, i cittadini accettarono di pagare i debiti dei duchi.
Nel 1314, le città ottennero il diritto di ratificare le nomine degli alti ufficiali del ducato, di dare il consenso a qualsiasi alienazione di beni demaniali e di supervisionare il conio delle monete[11].

Nel 1315 prestò aiuto al vescovo di Liegi Adolfo II di Mark, in lotta contro i suoi sudditi in rivolta. Nei decenni successivi combatté contro numerosi dei signori a lui vicini, a cominciare dal re di Francia Filippo VI, che voleva isolare commercialmente le Fiandre, cosa che andava contro gli interessi economici del Brabante. Altro motivo di attrito fu l'asilo concesso a Roberto III d'Artois dopo che questi era stato bandito dalla Francia nel 1332. Giovanni dovette affrontare quindi una serie di scontri con un gran numero di principi e baroni tedeschi, tra cui suo cugino Giovanni I di Boemia, sino a che lo stesso Filippo VI lo convocò a Compiègne, dove teneva la corte, e sancì la riconciliazione con la promessa di matrimonio tra il figlio maggiore di Giovanni e Maria, figlia di Filippo III di Navarra.[3][14] In seguito l'intervento del sovrano fu necessario per dirimere alcune dispute fra il Brabante e la diocesi di Liegi.[3]

All'inizio del 1334 Giovanni scese nuovamente in guerra, contro Luigi I di Fiandra, riguardo al controllo di Mechelen, e in suo aiuto accorsero tra gli altri Filippo di Navarra, Carlo d'Étampes, Carlo II d'Alençon; una sentenza arbitrale fu emessa da Filippo VI il 27 agosto 1334, ma un accordo definitivo venne solo due anni dopo.[14]; secondo la Chronologia Johannes de Beke la pace fu negoziata, in quello stesso anno, dopo che la guerra era durata oltre due anni, anche per merito del Conte di Hainaut e conte d'Olanda e di Zelanda Guglielmo I di Hainaut[15].

Edoardo III d'Inghilterra lo aveva attirato nell'orbita inglese, sia con l'oro che attraverso la mediazione di Guglielmo I di Hainaut, staccandolo dall'alleanza col regno di Francia[16]; nel 1338, si recò di persona ad Anversa ad accogliere Edoardo III, e allo scoppiare della guerra dei cent'anni Giovanni accompagnò Edoardo III in varie spedizioni. Come rappresaglia Filippo VI di Francia fece sequestrare i beni dei Brabantesi in Francia, e i borghesi di Bruxelles si rivoltarono ancora una volta contro il duca. Giovanni III intervenne energicamente e fece giustiziare uno dei capi.

Negli anni successivi al 1340 iniziarono a raffreddarsi i rapporti - mai molto calorosi - con l'Inghilterra; preferendo avvicinarsi al potente vicino francese combinò per le figlie matrimoni politici con i più prossimi alleati del regno di Francia: il duca di Lussemburgo, il conte di Fiandra (contribuendo ad allontanare le Fiandre dall'influenza inglese), e il duca di Gheldria. Gli accordi di Saint-Quentin del giugno 1347[17] videro passare definitivamente il Brabante nell'orbita francese, portando, secondo il Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, notevoli vantaggi economici ai cittadini del Brabante nei commerci con il regno di Francia[17].

Nel 1350 confermò i privilegi dei Brabantesi, ed ottenne poi dall'imperatore Carlo IV che nella "Bolla d'oro" venisse sancita l'intangibilità per i sudditi del Ducato da parte della giustizia civile e penale delle corti tedesche.[3].

Giovanni III morì il 5 dicembre 1355[2] ed, essendo già morti i tre figli maschi, dopo aver raccomandato agli stati generali del Brabante di servire fedelmente la sua erede, la figlia primogenita Giovanna ed il marito, il Duca di Lussemburgo, Venceslao I[2]. Giovanna succedette al padre[18].

Ancora secondo il Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, il corpo di Giovanni III venne trasportato a Villers-la-Ville ed inumato in un mausoleo al centro del coro della chiesa dei Cistercensi dell'abbazia di Villers-la-Ville[2].

Matrimonio e discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Giovanni, nel 1311 aveva posato Maria d'Évreux (1303 - 1335), come ci conferma la Genealogia Ducum Brabantiæ Ampliata[4], figlia di Luigi conte d'Évreux e della moglie, Margherita d'Artois, come ci viene confermato dal Continuatio Chronici Guillelmi de Nangiaco[19], figlia dell'erede della contea d'Artois, Filippo d'Artois e di Bianca di Bretagna[20]. Secondo il Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, il matrimonio era stato concordato ed aveva ricevuto la dispensa per consanguineità da Papa Clemente V nel 1308 e fu consumato solo dopo il 1314[21]. Maria, che aveva portato in dote una cospicua somma di denaro, pagata in diverse rate[21], morì il 30 ottobre 1335 e fu inumata lella chiesa dei francescani a Bruxelles[21].
Da Maria Giovanni ebbe sei figli[22][23]:

Giovanni II da alcune amanti di cui non si conoscono né il nome né gli ascendenti ebbe venti figli illegittimi[22][23][29].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ assieme al marito, Venceslao I di Lussemburgo
  2. ^ a b c d e f (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pag. 440
  3. ^ a b c d e f Biographie universelle ancienne et moderne, cit.
  4. ^ a b c d (LA) Monumenta Germanica Historica, tomus XXV, Genealogia Ducum Brabantiæ Ampliata, par. 14, pag 397, nota +
  5. ^ (LA) Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, Continuatio, p. 214
  6. ^ (EN) Dinastie reali di Castiglia
  7. ^ (EN) Casa d'Ivrea-genealogy
  8. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus XXV, Iohannis de Thilrode Chronicon, capitulum 19, pagina 575
  9. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus IX, Iohannis de Thielrode Genealogia Comitum Flandriæ, pagina 335
  10. ^ (LA) Monumenta Germaniae Historica, Scriptores, tomus V, Annales Blandinienses, anno 1250 pagina 31
  11. ^ a b c Henry Pirenne, "I Paesi Bassi", cap. XII, vol. VII, pag. 430
  12. ^ In cui concedeva fra l'altro libera e uguale giustizia ai cittadini brabantesi e aboliva per loro alcuni obblighi.
  13. ^ (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: DUKES of BRABANT -JEAN de Brabant
  14. ^ a b Chronique parisienne anonyme du XIVe siècle, cit.
  15. ^ (LA) Chronologia Johannes de Bek, cap. 84g, pag 295
  16. ^ Henry Pirenne, "I Paesi Bassi", cap. XII, vol. VII, pag. 423
  17. ^ a b (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pag. 436
  18. ^ Henry Pirenne, "I Paesi Bassi", cap. XII, vol. VII, pag. 432
  19. ^ (LA) Recueil des historiens des Gaules et de la France. Tome 20: Continuatio Chronici Guillelmi de Nangiaco, pag. 584
  20. ^ (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pag. 451
  21. ^ a b c (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pag. 442
  22. ^ a b (EN) #ES Foundation for Medieval Genealogy: DUKES of BRABANT -JEAN de Brabant
  23. ^ a b (EN) #ES Genealogy: Brabant 3 - Jean III
  24. ^ a b c (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pag. 446
  25. ^ (LA) Chronologia Johannes de Bek, cap. 84g, pagg 295 e 297
  26. ^ (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pag. 447
  27. ^ (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pagg. 444 e 445
  28. ^ (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pagg. 445 e 446
  29. ^ (FR) #ES Trophees tant sacres que profanes de la duché de Brabant ..., Volume 1, pagg. 448 - 450

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Letteratura storiografica[modifica | modifica wikitesto]

AAVV, Biographie universelle ancienne et moderne... 5. Bongars-Brummer, Parigi, A. Thoisnier Desplaces, 1843, p. 398. URL consultato il 29 settembre 2011.

  • Alphonse Wauters, Henri III, duc de Brabant, in Bulletins de l'Academie Royale de Belgique, 38-39, 12-2, 1875.
  • Anonimo, Chronique parisienne anonyme du XIVe siècle, a cura di Amédée Hellot, Nogent-le-Rotrou, De Daupeley-Gouverneur, 1884, pp. 150,155,156. URL consultato il 28 settembre 2011.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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