Giù la testa

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Giù la testa
Giùlatesta.png
Finale del film, unico momento in cui compare il titolo a schermo
Titolo originaleGiù la testa
Paese di produzioneItalia, Spagna, Stati Uniti d'America
Anno1971
Durata157 min
Rapporto2.35:1
Generedrammatico, azione, guerra, western
RegiaSergio Leone
SoggettoSergio Leone, Sergio Donati
SceneggiaturaSergio Leone, Sergio Donati, Luciano Vincenzoni
ProduttoreFulvio Morsella
Produttore esecutivoFulvio Morsella
Casa di produzioneRafran Cinematografica, Euro International Films
Distribuzione in italianoEuro International Films
FotografiaGiuseppe Ruzzolini
MontaggioNino Baragli
Effetti specialiAntonio Margheriti
MusicheEnnio Morricone
ScenografiaAndrea Crisanti Franco Velchi
CostumiFranco Carretti
TruccoAmato Garbini
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

Giù la testa è un film del 1971 diretto da Sergio Leone e interpretato da Rod Steiger, James Coburn e Romolo Valli. È il secondo film della cosiddetta trilogia del tempo, preceduto da C'era una volta il West (1968) e seguito da C'era una volta in America (1984).

Il film è ambientato nel Messico del 1913, durante la rivoluzione, e vi vengono citati Francisco Indalecio Madero, Pancho Villa, Emiliano Zapata e Victoriano Huerta. Le vicende sono da collocare nel periodo seguente l'assassinio di Madero da parte di Huerta, nel corso del tentativo della guerriglia, guidata da Villa e Zapata, di uccidere il nuovo dittatore.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

1913, nelle vicinanze di Mesa Verde (un'immaginaria città messicana). Juan Miranda, un peone messicano che è a capo di un gruppo di banditi composto dall'anziano padre, dai suoi sei figli e da altri membri della famiglia, è in viaggio su una diligenza da lui assalita, quando poco dopo il gruppo viene sorpreso dal fragore di alcune esplosioni: dai fumi e dalle polveri appare un motociclista, John Mallory (in realtà Séan, in irlandese, da cui il leitmotiv ricorrente nella colonna sonora), esperto dinamitardo, rivoluzionario dell'IRA e futuro “socio” di Miranda. Miranda vede subito in lui, e nelle sue abilità nell'utilizzo degli esplosivi, il mezzo perfetto per penetrare nei sotterranei della Banca di Mesa Verde, suo sogno fin da quando era bambino.

Juan gli propone di lavorare insieme per colpire la banca, ma John rifiuta, perché è venuto a lavorare per Aschenbach, il proprietario di una miniera nelle vicinanze. Per convincere John a unirsi a lui, Juan riesce a far sì che John uccida Aschenbach e un capitano dell'esercito a lui vicino mentre i due sono all'interno di una chiesa che viene fatta esplodere. John illude Juan di proseguire con lui, ma alla prima occasione utile fugge. Juan e i suoi figli si recano a Mesa Verde. Sul treno incontrano un personaggio, la cui identità verrà precisata oltre nel corso del film, che lo aiuta a eliminare due poliziotti che lo avevano riconosciuto: si tratta del dottor Villega, a capo della piccola banda di rivoluzionari di Mesa Verde.

Arrivato al paese Juan osserva i primi segni del profondo cambiamento che il paese ha subito: la banca fuori non risplende d'oro e in ogni luogo ci sono piccoli manipoli di soldati che marciano o fucilano i rivoluzionari; su tutti i muri si possono leggere i manifesti del governatore Jaime: “El Sr. Gobernador ama al pueblo. El pueblo ama al Sr. Gobernador” (Il sig. Governatore ama il popolo. Il popolo ama il sig. Governatore).

Al bar che si trova di fronte alla banca ritrova John, che lo stava aspettando per portarlo a una riunione dei rivoluzionari, in cui Villega spiega agli uomini l'obiettivo della successiva missione: sferrare vari attacchi in tutto il paese per permettere a Pancho Villa ed Emiliano Zapata di attuare il loro piano. John sceglie di occuparsi della banca e vuole Juan come aiutante. Juan, entusiasta, partecipa attivamente, per poi scoprire che i sotterranei della banca non ospitano tesori, ma una prigione temporanea ricolma di contadini e di qualche politico.

Dopo essere diventato un eroe ed essere stato acclamato dalla folla, Juan si sposta con tutti i rivoluzionari in un campo lontano dalla città dove si stanno preparando per attaccare un ponte da cui suppongono che possano transitare le truppe del dittatore Huerta. Nonostante l'ordine fosse di ritirarsi alle grotte, John decide di accamparsi vicino al ponte per sterminare le truppe del colonnello Günther Reza. Con lui rimane solo Juan. Tornati alle grotte scoprono che tutti i loro compagni sono morti in un'imboscata e Juan, vedendo i cadaveri dei propri figli, decide di affrontare i soldati che lo cattureranno. Dopo aver salvato Juan e scoperto che il dottor Villega aveva tradito (a seguito delle torture) i suoi compagni, John si rifugia con Miranda in un vagone di bestiame diretto verso gli Stati Uniti.

Dopo alcuni scontri armati nella stazione, nel loro vagone entra il governatore Jaime, che tenta di convincere i due a lasciarlo passare in cambio di una borsa colma di denaro e ricchezze. Juan, per vendetta, lo uccide e, uscendo dal treno, viene osannato di nuovo dalla folla. Nel treno, ora in mano ai rivoluzionari, Juan e John incontrano alcuni capi e Villega. Con loro pensano a come distruggere il treno con 1 000 soldati e Günther Reza che sta venendo loro incontro.

John si offre di preparare la locomotiva allo scontro, imbottendola di dinamite, e chiede la collaborazione di Villega, al quale fa capire di essere a conoscenza del suo tradimento. Attraverso una serie di flashback viene mostrato come John, quando faceva ancora parte dell'IRA, aveva un amico fraterno di nome Nolan col quale condivideva persino la donna, ma dal quale venne poi tradito a seguito di torture. John uccise l'amico, unico caso in cui, dice a Villega, ha 'giudicato' un altro uomo, ragion per cui non lo farà di nuovo. Nell'imminenza del salto per salvarsi la vita dall'impatto, a ogni modo, Villega si pente di aver tradito i suoi compagni e rimane sul treno.

Ricongiuntosi con i suoi compagni, durante lo scontro a fuoco fra rivoluzionari e soldati superstiti, John viene colpito dal colonnello Günther Reza, che viene a sua volta ucciso da Juan con una mitragliatrice. Juan assiste l'amico morente e decide di cercare aiuto ma, poco dopo essersi allontanato, si rende conto che John si è fatto accendere una sigaretta non per fumare, ma con l'intento suicida di far esplodere la dinamite che porta sempre addosso. Juan fa appena in tempo a voltarsi e a urlare il nome dell'amico mentre questo viene dilaniato dall'esplosione.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film, pensato da Sergio Leone, inizialmente doveva essere diretto dal celebre Sam Peckinpah, per la ferma volontà del regista italiano di fermarsi col western e di potersi dedicare a quello che da tempo sognava di realizzare, cioè C'era una volta in America, ma furono i due attori protagonisti Coburn e Steiger a rifiutare Peckinpah; i due accettarono di recitare a cachet ridotto solo a patto che a dirigere fosse lo stesso Leone. Oltre a Peckinpah, Leone aveva pensato anche di fare dirigere il film a Peter Bogdanovich, di cui il regista italiano aveva visto il suo primo film, Bersagli, ma, per incompatibilità caratteriali tra i due, Bogdanovich rifiutò.

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo di Juan Miranda era stato inizialmente pensato per Eli Wallach (già protagonista del precedente film di Leone Il buono, il brutto, il cattivo nel ruolo di Tuco, il brutto), ma la produzione americana impose invece Rod Steiger, forte della recente vittoria dell'Oscar al miglior attore per La calda notte dell'ispettore Tibbs. Tale decisione lasciò sempre fortemente indispettito Wallach, malgrado le scuse del regista romano.

Per interpretare al meglio la parte, Rod Steiger prese tre mesi di lezioni da una signora messicana per imparare la cadenza e l'accento particolare di chi ha avuto come madre lingua lo spagnolo, ma è costretto a esprimersi in un'altra lingua. Per non perdere la cadenza egli continuò a parlare in quel modo anche nella vita privata per tutta la durata delle riprese.

Per la parte di John H. "Sean" Mallory venne inizialmente preso in considerazione John Wayne, successivamente scartato da Leone, sia perché ritenuto non adatto alla parte, sia perché si riteneva che un nome tanto altisonante nel cast avrebbe potuto spostare eccessivamente l'attenzione sul personaggio di Mallory.

Location[modifica | modifica wikitesto]

Gli esterni furono girati in un luogo molto apprezzato da Leone: la valle di Almería in Spagna. La facciata della banca di Mesa Verde, scenografia di Andrea Crisanti, è ispirata alla sede della Merchants' National Bank di Grinnell, nello Iowa, costruita nel 1914 su disegno dell'architetto Louis Sullivan[1]

Anacronismi[modifica | modifica wikitesto]

Nella scena dell'imboscata al ponte Mallory e Miranda utilizzano due mitragliatrici di produzione tedesca, una MG 08 e una MG 42. Quest'ultima non era ancora stata prodotta all'epoca della rivoluzione messicana. Un altro anacronismo è dato dalla bandiera dell'IRA che Mallory custodisce nella sacca. Il film si svolge nel 1913, ma l'IRA si costituì solo nel 1916 dopo la Rivolta di Pasqua dall'unione degli Irish Volunteers e dall'Irish Citizen Army di James Connolly. Nella scena finale dell'assalto al treno dei soldati, i rivoluzionari utilizzano un mortaio Brixia mod. 35, anche questo non prodotto in quegli anni.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

In origine il film avrebbe dovuto intitolarsi C'era una volta la rivoluzione.[2] Il regista avrebbe voluto anche chiamare il lungometraggio Giù la testa coglione, frase pronunciata più volte da Mallory, ma il titolo venne censurato.

Il film venne distribuito in Italia a partire dal 29 ottobre 1971, e nella versione commerciale italiana venne tagliata la parte della tortura del dottor Villega.

In Francia il film è conosciuto come Il était une fois la Révolution ("C'era una volta la Rivoluzione", in francese). Il film è conosciuto anche con il titolo inglese A Fistful of Dynamite ("Un pugno di dinamite").

Critica[modifica | modifica wikitesto]

«Una storia convenzionale con personaggi convenzionali. Per ottenere i "suoi effetti spettacolari", Sergio Leone dilata le situazioni fino al limite della credibilità, usando principalmente lunghissimi sguardi "eloquenti" e silenzi "espressivi".»

(Segnalazioni cinematografiche, vol.72, 1972[3])

«Il film più "politico" di Leone, che comincia con una citazione di Mao e con una sequenza (peraltro memorabile) sul confronto serrato (primissimi piani, dettagli di bocche...) tra l'antropologia del peones e quella dei ricchi. È anche, però, il meno omogeneo dei suoi film, con alcuni momenti decisamente brutti (il flou dei flashback di Coburn) e un certo sottofondo linguistico di maniera. Troppo sopra le righe il personaggio di Steiger, molto meglio l'irlandese tormentato di Coburn. In origine doveva intitolarsi C'era una volta la Rivoluzione

(FilmTv.it[2])

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La banca di Mesa Verde
  2. ^ a b Giù la testa, su FilmTv.it, Arnoldo Mondadori Editore. URL consultato il 1º settembre 2018.
  3. ^ Giù la testa, su Cinedatabase, Rivista del cinematografo. URL consultato il 1° settembre 2018.
  4. ^ (ENES) Giù la testa, in FilmAffinity. URL consultato il 1º settembre 2018. Modifica su Wikidata

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