Friedrich Fromm

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Friedrich Fromm
Bundesarchiv Bild 146-1969-168-07, Friedrich Fromm.jpg
Friedrich Fromm nel 1940
NascitaCharlottenburg, 8 ottobre 1888
MorteBrandeburgo sulla Havel, 12 marzo 1945
(56 anni)
Cause della morteCondanna a morte
Dati militari
Paese servitoGermania Impero tedesco
Germania Repubblica di Weimar
Germania Germania nazista
Forza armataKaiserstandarte.svg Deutsches Heer
Flag of Weimar Republic (war).svg Reichswehr
War Ensign of Germany (1938–1945).svg Wehrmacht
ArmaHeer
Anni di servizio1906-1944
GradoGeneraloberst
GuerrePrima guerra mondiale
Seconda guerra mondiale
Comandante diErsatzheer
DecorazioniCroce di Cavaliere della Croce di Ferro
"fonti nel corpo del testo"
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Friedrich Fromm (Charlottenburg, 8 ottobre 1888Brandeburgo sulla Havel, 12 marzo 1945) è stato un generale tedesco, ricordato per aver partecipato al complotto per l'attentato a Hitler del 20 luglio 1944.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

I primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Friedrich Fromm nacque a Charlottenburg, Berlino. Frequentò le scuole a Magonza, Strasburgo e Berlino, e si iscrisse all'università di Berlino. Allo scoppio della prima guerra mondiale era inquadrato nel 55º reggimento di artiglieria della Turingia, con il grado di tenente, e nel 1916 fu trasferito alla 38ª brigata di artiglieria, con il grado di capitano.

Il nazismo[modifica | modifica wikitesto]

Il generale Fromm (quarto da sinistra), comandante dell'esercito territoriale, 15 ottobre 1940.

Giocó un ruolo importante nella struttura di potere del regime nazista fin dall'inizio. Dal 1933 fu responsabile per l'aggiornamento umano e materiale dell'esercito tedesco. Inoltre, dal 1939, divenne generale d'armata e comandante in capo dell'esercito di riserva (Ersatzheer). Durante la seconda guerra mondiale, fu incaricato dell'addestramento e dei rimpiazzi nella Wehrmacht.

Quando l'Operazione Barbarossa era in fase di stallo al di fuori di Mosca nel dicembre 1941 e il contrattacco russo ebbe inizio, Hitler prese il comando diretto dell'esercito e riorganizzò la struttura di comando delle forze armate. L'ufficio di capo d'armamento dell'esercito sotto il Generaloberst Fromm fu creato, subordinato al comandante in capo dell'esercito (capo dell'OKH, cioè Hitler). Aveva abbastanza potere a sua disposizione per controllare lo stato tedesco, perché la sua posizione controllava appalti dell'esercito e la produzione, e comandò le truppe dell'esercito all'interno della Germania.

All'inizio del 1942, a quanto pare, consigliò di rimanere sulla difensiva per tutto l'anno, a causa delle scorte dell'esercito esauste e alla diversione di produzione e di dare la priorità all'Afrikakorps[1], dopo l'iniziale successo di Barbarossa nell'estate del 1941.

Il complotto del 20 luglio 1944[modifica | modifica wikitesto]

Fu messo al corrente dell'organizzazione di un colpo di Stato per rovesciare il regime di Hitler e per concordare una pace con gli alleati da alcuni dei suoi sottoposti, tra i quali vi erano il colonnello Claus Schenk von Stauffenberg, capo di stato maggiore della riserva, e il generale Friedrich Olbricht, suo diretto sottoposto, che richiesero, senza ottenerlo, il suo aiuto. Dopo che il complotto fallì, temendo per la sua vita, reagì ordinando di giustiziare immediatamente tutti i cospiratori di cui era a conoscenza, disobbedendo agli ordini del Führer di catturarli vivi.

Il processo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver fatto giustiziare i primi cospiratori, tornò nel suo ufficio per la notte dopo un imminente attacco aereo segnalato. Lì fu accolto da diversi ufficiali nazisti, tra cui il ministro della propaganda Joseph Goebbels, e cercò di rivendicare il merito di aver posto fine al colpo di Stato.

La sua reazione mise però in evidenza il suo timore di affrontare i congiurati e quindi indirettamente il suo coinvolgimento in esso. Così, la mattina del 22 luglio, fu arrestato su ordine di Heinrich Himmler dagli ufficiali nazisti e rinchiuso in carcere in attesa del processo farsa. Fu dimesso dall'esercito tedesco il 14 settembre e, come civile, condannato a morte e considerato indegno per il servizio militare dal Volksgerichtshof il 7 marzo 1945. Poiché il giudice Wilhelm Crohne non riuscì a dimostrare un diretto coinvolgimento nell'attentato, fu accusato e condannato per "codardia di fronte al nemico". La perdita di dignità per il servizio militare portò a una perdita permanente di tutti gli onori, gradi e ordini, ma Hitler commutò personalmente la pena di morte dall'impiccagione a una "più onorevole" fucilazione.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Il 12 marzo 1945, fu giustiziato nel carcere di Brandenburg-Görden da un plotone di esecuzione come parte dell'epurazione post-cospirazione. Le sue ultime parole prima di morire furono riportate: Muoio perché è stato ordinato. Ho sempre voluto solo il meglio per la Germania.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Distintivo per feriti in ferro - nastrino per uniforme ordinaria Distintivo per feriti in ferro
Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Croce d'onore della Grande Guerra - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'onore della Grande Guerra
Croce di Ferro di I Classe (con fibbia 1939) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I Classe (con fibbia 1939)
Croce di Ferro di II Classe (con fibbia 1939) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II Classe (con fibbia 1939)
Medaglia commemorativa dell'Anschluss - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa dell'Anschluss
Croce di Cavaliere della Croce di Ferro - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Cavaliere della Croce di Ferro
Medaglia per lungo servizio militare di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per lungo servizio militare di I Classe

Nei media[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Boris Laurent, Fornte Russo La seconda battaglia di Kharkov maggio 1942, in EPOCA Militare, n. 3, Duegieditrice, Luglio 2016, p. 32.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Walther-Peer Fellgiebel, Die Träger des Ritterkreuzes des Eisernen Kreuzes 1939-1945, Podzun-Pallas, 2000, ISBN 3-7909-0284-5.
  • Bernhard R. Kroener, Der starke Mann im Heimatkriegsgebiet, Generaloberst Friedrich Fromm, Eine Biographie, Paderborn: Schoeningh, 2005.

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Controllo di autoritàVIAF (EN35253644 · ISNI (EN0000 0000 4887 6758 · LCCN (ENno2005044664 · GND (DE118843338 · WorldCat Identities (ENlccn-no2005044664