Ciascuno a suo modo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ciascuno a suo modo
Commedia
Pirandello nel 1924
Pirandello nel 1924
Autore Luigi Pirandello
Lingua originale Italiano
Genere commedia
Composto nel 1924
Prima assoluta 22 - 23 maggio 1924
Milano
Personaggi

Fissati nella commedia sul palcoscenico:

Delia Morello
Michele Rocca
La vecchia signora
Donna Livia Palegari e i suoi invitati, le sue amiche e i vecchi amici di casa
Doro Palegari, suo figlio, e Diego Cenci, suo giovane amico
Il vecchio cameriere di casa Palegari Filippo
Francesco Savio, il contraddittore, e il suo amico Prestino, altri amici, il Maestro di scherma e un cameriere.

Momentanei nel ridotto del teatro:

La Moreno (che tutti sanno chi è)
Il barone Nuti
Il Capocomico
Attori e Attrici
Il Direttore del teatro
L'Amministratore della compagnia
Usceri del teatro
Carabinieri
Cinque critici drammatici
Un vecchio autore fallito
Un giovane autore
Un letterato che sdegna di scrivere
Lo spettatore pacifico
Lo spettatore irritato
Qualcuno favorevole
Molti contrari
Lo spettatore mondano
Altri spettatori, signori e signore
 

Ciascuno a suo modo è una commedia scritta da Luigi Pirandello nel 1924. L'opera fa parte della cosiddetta trilogia del teatro nel teatro, preceduta da Sei personaggi in cerca d'autore e seguita da Questa sera si recita a soggetto.

La rappresentazione della commedia, così come indicata dall'autore, si svolge in due spazi scenici differenti: il palcoscenico da un lato, e i luoghi generalmente utilizzati dal pubblico, come l'ingresso, il foyer e la sala, dall'altro.

Secondo il critico teatrale Eligio Possenti (1886-1966), la commedia mette in risalto la contraddizione interna di ogni essere umano tra le proprie azioni e le motivazioni «dell'altro che è dentro di noi e viene chissà di dove e determina 'non si sa come' i nostri atti».

Il motto Ognuno a suo modo riportato sul campanile della chiesa di Coazze si pensa che abbia ispirato l'opera.

Lo sdoppiamento tra i personaggi e i loro atti è ottenuto tramite la contemporanea presenza, in sala e sul palcoscenico, dei protagonisti di un caso di cronaca. Ad ogni calare di sipario i protagonisti 'reali' delle vicenda (che viene rappresentata, da altri attori, sul palcoscenico) si accalorano, inveendo contro l'autore e la commedia. Il gioco teatrale si svela nel finale, quando, inaspettatamente, i personaggi della 'realtà' e quelli della 'finzione' si riuniscono per l'uscita finale.

Questa commedia, la meno fortunata della trilogia metateatrale, è una riflessione molto in anticipo sui tempi sul rapporto tra arte e realtà. Questo tema verrà approfondito da altri nei decenni successivi, reso attuale dallo sviluppo dei mezzi di comunicazione di massa.

Nel meccanismo creato da Pirandello la rappresentazione viene influenzata da presunti fatti reali, ma succede anche l'opposto: la realtà viene modificata dalla finzione scenica, tanto da spingere i personaggi presenti in sala ad arrivare alle stesse conclusioni di quelli che recitano sulla scena. Secondo Giovanni Calendoli «Ciascuno a suo modo propone il gioco dell'infinito rapporto che si stabilisce tra la realtà e la rappresentazione, illustrando l'implacabile suggestione che la rappresentazione artistica esercita sulla realtà, plasmandola a sua somiglianza»

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nel salotto borghese di casa Palegari si discute di un diverbio avvenuto il giorno prima tra Doro Palegari e Francesco Savio a proposito di un’attrice, Delia Morello per la quale si è ucciso un giovane pittore, Giorgio Salvi. Egli, alla vigilia delle nozze è stato tradito dalla donna, che ha incominciato una relazione con Michele Rocca, che doveva invece sposare la sorella del pittore.

Nel diverbio Doro Palegari ha preso le difese della donna, mentre Savio ha difeso le ragioni dell’uomo. Ora Doro pare prossimo a riconoscere che, in effetti, aveva ragione il Savio. Ma ecco che proprio il Savio, gli confessa l’opposto. Tra i due c’è insomma un rovesciamento di posizioni, che però il Palegari trova insultante, per cui aggredisce il Savio dandogli del “Pulcinella”. Sopraggiunge infine la stessa Delia Morello, per ringraziare Palegari di averla difesa: ma ella stessa, sembra turbata da un’ombra di presa di coscienza della propria consapevolezza in tutta la vicenda.

Il sipario appena calato, si rialza, mostrando una parte del corridoio del teatro che conduce ai palchi di platea, il palcoscenico rimane però lo spazio teatrale complessivo con i commenti di finti spettatori e di critici: la discussione riguarda il fatto che l’opera sia tratta da un fatto di cronaca e in effetti intervengono ad un certo punto, i due reali protagonisti della vicenda, scandalizzati di vedersi messi in commedia.

L’atto secondo si svolge nella casa di Savio che si prepara a combattere a duello per l’offesa ricevuta, ma improvvisamente sopraggiunge Delia Morello, nel tentativo di impedire lo scontro e persino Michele Rocca, il suo amante, che vuole ringraziare Savio di averlo difeso contro Palegari. La Morello e il Rocca appena si vedono si abbracciano e se ne vanno via, in preda ad una passione divorante, sconosciuta persino a se stessi.

Si sviluppano così nuovi dialoghi tra gli spettatori, mentre fanno irruzione ancora una volta i personaggi della cronaca vera, che protestano con gli attori per come si sono visti rappresentare sulla scena, ma poi, sorprendentemente, non riescono a fare a meno di abbracciarsi e andarsene esattamente come avevano fatto i personaggi della finzione teatrale. Il primo attore e la prima attrice, a questo punto, offesi a loro volta, si rifiutano di continuare la rappresentazione facendo così annunciare al Capocomico che non ci sarà un terzo atto.

Note[modifica | modifica wikitesto]


Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ciascuno a suo modo, a cura di Corrado Simioni, Oscar Mondadori 1970

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]