Psicodramma

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Lo Psicodramma (dal greco drao, agisco e dall'inglese drama, teatro) è un modello e un metodo psicoterapeutico storicamente alla base delle terapie di gruppo, ideato a Vienna negli anni Venti da Jacob Levi Moreno e sviluppato dal 1925 in America. Da lì si diffuse in tutto il mondo in seguito a numerose missioni di studio di psicologi, sociologi e psichiatri al teatro del "Moreno Institute" di Beacon (New York).[1]Lo psicodramma (anche chiamato psicoplay) ricorre al gioco di messa in scena improvvisato e libero, e mira a sviluppare attivamente la spontaneità dei soggetti e lo sviluppo di relazioni di "tele" inteso come comprensione, intesa ed empatia reciproca. L'essenza di questa terapia, che Moreno, sulla base dei suoi interessi religiosi e spirituali, basa sull'Incontro e sulla Spontaneità, consiste nella messa in scena 'a soggetto' di sogni, fantasie e vissuti personali di gruppo.[2]. Le improvvisazioni utilizzano decine di tecniche (a partire dal role playing, l'inversione di ruolo, il doppiaggio) fino a culminare nella fase di catarsi e ristrutturazione del conflitto [3], completate dalla condivisione dei vissuti e, talvolta, anche da una fase di analisi gestita dal "regista terapeutico" conduttore del gioco.

La formula di Moreno, applicabile sia ai bambini che agli adolescenti e gli adulti, trova applicazioni, oltre che nella terapia privata, in comunità terapeutiche, scuole, ospedali e strutture sanitarie e culturali. Lo psicodramma costituisce un mezzo di indagine e ristrutturazione dei conflitti personali e di problemi collettivi. In enti pubblici e aziende trova spazio per la formazione, selezione e valutazione delle risorse umane in forma di sociodramma. Il termine metodi attivi si riferisce invece all'applicazione in altri approcci (come la Gestalt Therapy o la terapia della famiglia) di alcune delle tecniche ideate da J.L. Moreno. Con Moreno infatti il rapporto duale della coppia analitica si allarga al pubblico e all’incontro del gruppo nel teatro di psicodramma o sul campo della sua vita quotidiana. Alla tradizionale interpretazione dei sogni di Freud (basata sul racconto del paziente e sul commento dell’analista) Moreno contrappone un’interpretazione in senso teatrale. Cioè la loro messa in scena con i compagni del gruppo (o l'aiuto di assistenti terapeutici detti "Io ausiliari") che fanno da attori dei ruoli tra realtà e immaginazione. Inoltre, alla concezione riduttiva e deterministica della psiche su cui si basa il modello freudiano, lo psicodramma affianca e in certi casi oppone un’alternativa più dialogica e probabilistica imparentabile al relativismo di Jung e Jaspers. Vale a dire che nel “Teatro della Spontaneità”, una volta concluso il gioco dei ruoli del protagonista, il pubblico/gruppo dà una serie di echi, rispecchiamenti e commenti che prendono il posto delle interpretazioni professionali e "chiuse" del terapeuta. La carica rivoluzionaria di questa teoria “aperta” della verità psicologica sembra oggi in linea con la rivalutazione delle “teorie della complessità” opposte ai grandi impianti totalitari di pensiero “chiuso”.
Lo psicoplay, nelle prime formulazioni di Moreno, non è solo un’invenzione moderna con una sua teoria e tecnica, ma rappresenta la scoperta dell’archetipo stesso del teatro. Il teatro allo stato puro esteso a ogni uomo. Il modello si articola grazie ai concetti di ruolo, atomo sociale, Spontaneità creativa, tele (l’intesa empatica tra due persone, al polo opposto del transfert). Il senso della proposta di Moreno sta tutto nella sua ridefinizione del concetto di Catarsi. [4]. Aristotele concepisce la Catarsi come l’effetto dell’opera, creata da un autore, sullo spettatore seduto in platea, Moreno sostiene che la vera Catarsi consiste nell’espressione attiva e personale di ogni spettatore nel momento in cui si trasforma in attore. Così facendo, Moreno introduce nel mondo del teatro una nuova categoria, quella degli psicodrammatisti, registi terapeutici simili a medici e sacerdoti che, anziché esprimere se stessi, mettono il loro talento al servizio dell’espressione del pubblico. Questo passaggio del teatro dal piano estetico a quello etico ed esistenziale è di importanza non inferiore alla scoperta dell’inconscio di Freud.

Sviluppi dello Psicodramma[modifica | modifica wikitesto]

In Europa lo psicodramma di J. L. Moreno si è evoluto sia partendo da un gruppo di psicoanalisti francesi (D. Anzieu, Diatkine, Kestenberger e successivamente Paul e Gennie Lemoine e altri), che lo hanno combinato con il pensiero di Freud, Jung e Lacan (mantenendo perciò attenzione ai fenomeni di transfert) sia nella versione classica elaborata da vari allievi di Moreno tra cui Lewis Yablonsky, Gretel Leutz e Anne Ancelin Schutzenberger. Lo psicodramma psicoanalitico in Francia è utilizzato in setting individuale (G.Bayle, I.Salem, Ph. Jeammet, J.J.Baranes e altri), e in modalità gruppale (i citati D. Anzieu, Lemoine, e S. Lebovici, Claude Lorin, R. Kaes e altri).

In Italia attualmente esistono vari tipi di psicodramma, con differenti regole e modalità esecutive e interpretative. Nello Psicodramma Analitico (Luisa Mele, Elena Benedetta Croce e altri) prevale la dimensione verbale e interpretativa gruppoanalitica e l'azione scenica o corporea è limitata rispetto alla parola. Anche psicoanalisti come Musatti e Fornari hanno lavorato negli anni Sessanta in un setting di psicodramma formati da un gruppo di psicologi al servizio di un solo paziente. Agli aspetti carismatici della personalità di Moreno e alla sua influenza sul mondo del teatro la Rai dedica il documentario "Il piacere dell'acting out" con Dario Fo nel ruolo di Moreno. [5]. Negli anni Cinquanta, decenni prima della nascita di Internet, Moreno con la formula dello “Psicocinema” propone l’allargamento dei gruppi di psicodramma grazie a una rete che colleghi la Spontaneità del teatro terapeutico alla radio e ai nuovi media[6].

Lo psicodramma classico, o "moreniano" è stato introdotto a Milano e nel nord Italia da Giovanni Boria, direttore dell'Istituto di psicodramma di Milano e a Torino dal suo allievo Marco Greco. A Roma Ottavio Rosati (direttore dell'istituto di formazione Ipod Plays) fonda nel 1973 con l'americanista Fernanda Pivano la rivista "Atti dello psicodramma" (Ubaldini) e cura la traduzione italiana dei tre volumi dell'opera base di Moreno "Psychodrama" [7] e di opere di Leutz, Anzieu, Yablonsky. Inoltre propone un collegamento storico tra l'invenzione di Moreno e la concezione del "Teatro nel Teatro" di Luigi Pirandello realizzando prima col Teatro di Roma, poi col Teatro Stabile di Torino il primo psicodramma e il primo sociodramma tenuti su un palcoscenico italiano, con la partecipazione di Zerka Toeman Moreno. Un altro contributo italiano alle nuove frontiere dello psicodramma è la realizzazione del workshop "Giocare il sogno Filmare il gioco" per Cinema Giovani e il Teatro Stabile di Torino nel 1990 con attori di professione come Io ausiliari, seguito dal programma televisivo di O. Rosati "Da Storia nasce Storia" (Raitre) che realizza il progetto Moreniano di "Psicocinema" formulato negli anni Cinquanta. [8] L'Università e il Teatro Stabile di Catania nel 1992 realizzano il progetto decennale "Fantasmi" di Ezio Donato, con Leo Gullotta nel ruolo di Pirandello, per celebrare la relazione tra lo psicodramma e "Sei Personaggi in cerca d'autore".

Per "Psicodramma Analitico" si può intendere quello di derivazione Junghiana ma anche quello psicoanalitico (Freudiano), chiamato analitico per brevità e per uso corrente. Lo psicodramma è in relazione con altre forme "sceniche" e attive di psicoterapia di gruppo, tra le quali si possono citare la Drammaterapia ed il Playback theatre.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fernanda Pivano, “Curarsi l’anima con il teatro”, Il Corriere della Sera, 19 maggio 1980
  2. ^ J. L. Moreno, “Le parole del padre”, Phasar, 2014; J. L. Moreno, “Il profeta dello psicodramma”, di Renzo, 2002
  3. ^ Jacob L. Moreno, Manuale di Psicodramma, vol.1: Il teatro come terapia", Roma, Astrolabio, 1985; Jacob Levi Moreno e Zerka Toeman Moreno "Manuale di psicodramma, vol,2: tecniche di regia psicodrammatica", 1987, ed. Ubaldini
  4. ^ Ottavio Rosati,‘Catarsi’ in “Dizionario Internazionale di Psicoterapia” (a cura di A. Salvini e G. Nardone), Garzanti, 2011
  5. ^ “Il piacere dell’acting out”, Radio Corriere, 2 aprile 1985
  6. ^ Luciana Sica, “Accendi la TV: è di scena la mia psiche”, La Repubblica, 17 ottobre 1991
  7. ^ Luciana Sica, “La traduzione italiana dell'opera di Jacob Levi Moreno, fondamentale in psicoterapia, sarà presentata domani al Piccolo Teatro di Milano”, “Paese Sera, 20 aprile 1966
  8. ^ Dario Buzzolan, "Psicodramma: la sofferenza illumina la TV", Stampa Sera, 5 novembre 1991; Osvaldo Guerrieri, "Il video è una porta sull'inconscio"], La Stampa, 26 novembre 1991

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • D. Anzieu, "Lo psicodramma analitico del bambino e dell'adolescente", Astrolabio, Roma, 1979.
  • G. Boria, "Lo psicodramma classico", Angeli, Milano, 2007.
  • G. Boria, "Incontri sulla scena", Angeli, Milano, 2009.
  • G. Boria, "Psicoterapia psicodrammatica", Angeli, Milano, 2011.
  • E. B. Croce, "Acting out e gioco in psicodramma analitico", Borla, Roma, 1985.
  • E. B. Croce, "Realtà e reale in psicodramma analitico", Borla, Roma, 2001
  • P. De Leonardis, "Lo scarto del cavallo. Lo psicodramma come intervento sui piccoli gruppi", Angeli, Milano, 1994
  • M. Gasseau, G. Gasca, "Lo psicodramma junghiano", Bollati Boringhieri, Torino, 1991.
  • R. Gerbaudo, "Il bambino reale: psicodramma analitico e istituzioni della cura infantile", Angeli, Milano, 2002
  • L. Yablonsky, "Psicodramma, principi e tecniche" (a cura di O. Rosati), Ubaldini, 1978
  • P. Lemoine e G. Lemoine, "Lo psicodramma", Feltrinelli, Milano, 1973, II ed. 1977.
  • G. A. Leutz, "Rappresentare la vita", Borla, Roma, 1987.
  • C. Lorin, "Trattato di psicodramma infantile", Magi, Roma, 1999.
  • G. Mazzara, "Vite urlate - adolescenti e psicodramma", Angeli, Milano 1994.
  • G- Mazzara, "Per aprire la mente: psicodramma in ambiente psichiatrico", Borla, Roma, 1994.
  • J. L. Moreno "Manuale di psicodramma - vol.1: Il teatro come terapia" (a cura di O. Rosati), Ubaldini, Roma, 1985.
  • J. L. Moreno, Z. Toeman Moreno "Manuale di psicodramma - vol. 3: Tecniche di regia psicodrammatica" (a cura di O. Rosati), Ubaldini, Roma, 1986.
  • J. L. Moreno, Z. Toeman Moreno, "Gli spazi dello psicodramma (da Psychodrama - vol. 2) (a cura di O. Rosati), Di Renzo, Roma, 1995.
  • J. L. Moreno, “Il profeta dello psicodramma” (a cura di O. Rosati), Di Renzo, Roma, 2002.
  • J. L. Moreno, “Le parole del padre” (a cura di J. Quercia), ed. Phasar, 2014.
  • Z. Toeman Moreno, "Per sognare ancora" (a cura di J. Quercia), ed. Phasar, 2017.
  • C. Musatti, 'La struttura della persona in Pirandello e la psicanalisi' in "Atti dello psicodramma", n.6-7 - Roma, Astrolabio, 1982
  • C. Musatti, 'Intervista sull'attore e lo psicoanalista' in in "Atti dello psicodramma", n.8 - Roma, Astrolabio, 1983
  • O. Rosati, 'Interpretazione del gioco e interpretazione nel gioco in psicodramma', in "Rivista di Psicologia Analitica, n. 38, Roma, 1988.
  • O. Rosati, "Da storia nasce storia", Nuova Eri, 2004.
  • A. Ancelin Schutzenberger, "Lo psicodramma", Di Renzo, Roma, 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]