Scamandro (Pirandello)

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Scamandro
Commedia
AutoreLuigi Pirandello
Lingua originaleItaliano
GenereCommedia
Composto nel1898 (?)
Prima assoluta19 febbraio 1928
Prima rappresentazione italianaTeatro dell'Accademia dei Fidenti di Firenze
Personaggi
interpretati dal Gruppo Accademico, con musica di scena di Fernando Liuzzi
 

Scamandro è una commedia di Luigi Pirandello, scritta presumibilmente nel 1898 e pubblicata nel 1906, che fu rappresentata per la prima volta il 19 febbraio 1928 a Firenze nel Teatro dell'Accademia dei Fidenti ad opera del "Gruppo Accademico".

Storia dell'opera[modifica | modifica wikitesto]

Scamandro è, al pari del Laomache, una delle composizioni giovanili di Pirandello considerate dalla critica letteraria di trascurable importanza.

Questi due poemetti vennero pubblicati entrambi nel 1906 e, il primo di questi, Scamandro, dovrebbe essere stato scritto nel 1898.[1]

Scamandro, un'opera a metà tra l'idillio e la farsa di Plauto, racconta di un ateniese che mascherandosi come il dio del fiume Scamandro seduce una giovane troiana che accingendosi al matrimonio si era recata al fiume per celebrare un rito propiziatorio per i prossimi sponsali.

Tutto alla fine si risolverà per il meglio tra battute ardite e riferimenti salaci.

Sebbene questi temi classici mitologici si riscontrino nelle poesie del giovane Pirandello e siano molto lontani dalla sua produzione letteraria posteriore, tuttavia i due poemetti vennero pubblicati nuovamente negli anni venti, (Laomache nel 1928 e Scamandro nel 1929): segno evidente dell'intenzione di Pirandello che, volendo presentarsi nella nuova veste del "mitopoieta", l'autore di Lazzaro e de La nuova colonia, vuole avvalorare l'idea di un collegamento con il suo interesse originario per il mito che dalla sua giovinezza letteraria sarebbe giunto sino alla produzione più matura.(cfr. Simona Micali, op. cit. in bibliografia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel Laomache Pirandello tratta un tema ampiamente rappresentato nella sua produzione letteraria posteriore. Vi si racconta di una donna, altera e libera da ogni convenzione famigliare, una vera e propria amazzone, che con la maternità si trasforma in una dolce sposa.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Simona Micali, Miti e riti del moderno. Marinetti, Bontempelli, Pirandello, Le Monnier, 1904, ISBN 9788800816083)