All'uscita

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
All'uscita
Commedia Mistero profano in un atto
AutoreLuigi Pirandello
Lingua originaleItaliano
GenereCommedia
Composto nelaprile 1916
Prima assoluta29 settembre 1922
Teatro Argentina di Roma
Personaggi

Apparenze:

  • dell'Uomo grasso
  • del Filosofo
  • della Donna uccisa
  • del Bambino della melagrana

Aspetti della vita

  • un Contadino
  • una Contadina
  • un vecchio Asino con un gran fascio d'erba
  • una Bambina
 

All'uscita è una breve commedia in un atto unico scritta da Luigi Pirandello nell'aprile del 1916. Inizialmente l'opera, che l'autore definiva mistero profano, non era destinata ad essere rappresentata ma era stata pensata per la narrazione. Fu invece messa in scena per il suo contenuto altamente drammatico il 29 settembre del 1922 al Teatro Argentina di Roma per l'allestimento della Compagnia Lamberto Picasso.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

All'uscita di un cimitero s'incontrano dei morti che, abbandonati i loro corpi in disfacimento nelle tombe, prima di scomparire del tutto, riflettono tra loro su quello che furono in vita e sul legame di sentimenti e di risposte che ancora attendono e che ancora, secondo le teorie teosofiche che Pirandello conosceva, li unisce a quelli che sono tuttora viventi.

L'uomo grasso aspetta d'incontrarsi con la moglie che l'ha tradito in vita, il filosofo «magro e capelluto, sebbene calvo alla sommità del capo» [1], attende di avere le risposte alle domande che lo hanno travagliato. Quand'ecco che arriva un nuovo defunto: è la moglie dell'uomo grasso che, ridendo come una pazza, annuncia di essere stata uccisa dal suo amante. La stridula risata della donna s'interrompe trasformandosi in pianto accorato solo alla vista di un morticino che mangia una melograna[2]

In quel momento passano vicino all'uscita del cimitero un contadino, una contadina, un asino e una bimba: questi vivi ma dall'aspetto di morti.

Dei morti dialoganti che hanno ricevuto le loro risposte rimarrà soltanto fermo all'uscita del cimitero, il filosofo che continuerà a porsi per sempre le irrisolvibili domande sul senso della vita.

« Ho paura, ch'io solo resterò sempre qua, seguitando a ragionare »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Testo integrale dell'opera
  2. ^ La melagrana è simbolo spesso associato alla morte. Ricorre sovente nella scultura sepolcrale del Quattrocento ed anche presso i popoli antichi la melagrana è associata ai riti funebri. Nello stesso tempo però il frutto è anche segno di fertilità, di resurrezione. Qui evidentemente Pirandello vuole attraverso il simbolo mettere in risalto la interconnessa dualità di vita e di morte.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]