Casati (famiglia)

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I Casati sono una famiglia lombarda presente sul Libro d'Oro della Nobiltà Italiana[Quale? Disambiguare].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La loro origine accertata si colloca a partire dal capostipite Pietro Casati, vissuto durante la prima metà dell'XI secolo. Questi ebbe da moglie ignota numerosi figli, dei quali solamente due risultano citati in documenti dell'epoca:

  • Eriberto, prete, che fondò le chiese di San Pietro e San Paolo a Brugora (Besana in Brianza) nel 1102;
  • Giovanni, morto agli inizi del XII secolo.

Quest'ultimo ebbe da moglie ignota tre figli. Il secondogenito, Pietro fu l'unico ad avere discendenti. Il suo bisnipote Giordano (morto nella seconda metà del XIII secolo) ebbe quattro figli:

Dai suoi discendenti (nella fattispecie dal nipote Filippo, figlio secondogenito di Manfredo), si origineranno i rami comitali che acquisiranno lustro e prestigio a Milano e nella Lombardia medioevale e rinascimentale, estendendosi sino all'età moderna.

Filippo Casati ebbe da moglie ignota due figli accertati, Alberto (bandito da Milano nel 1302 e morto di lì a poco) e Conte.

Il quarto figlio di Alberto, Guglielmo, avrebbe dato origine al ramo comitale dei Casati di Fabbrica.

Conte Casati avrebbe dato origine ai rami comitali dei Casati Spino, dei Casati di Borgolavezzaro e dei Casati Stampa di Soncino.

Rami comitali[modifica | modifica wikitesto]

Ramo di Spino[modifica | modifica wikitesto]

L'origine di questa branca della famiglia è collocata a partire da Pietro Casati, Patrizio Milanese, Decurione di Milano, Luogotenente dell'ospedale Maggiore, morto intorno al 1530. Il titolo comitale venne assunto tuttavia solamente a partire da Don Giuseppe (Monza, battezzato il 31 luglio 1673- 1740), Cassiere e Regolatore della Mercanzia del Ducato di Milano, carica con cui divenne molto facoltoso. Venne creato Conte con Diploma imperiale datato 22 dicembre 1728. Acquistò il feudo di Spino e Nosadello il 17 settembre 1730 e su di esso poggiò il titolo comitale; ottenne la concessione dello jus proclamandi il 18 gennaio 1732. Si sposò due volte: dal secondo matrimonio, contratto con Anna, figlia di Giovanni Battista Negri, Regolatore Generale dell'appalto di Mercanzia del Ducato di Milano ebbe Don Cristoforo (2 giugno 1724- 1804), divenuto 2º Conte di Spino e Nosadello nel 1740, alla sua morte. Quest'ultimo ebbe tre figli maschi:

  1. Don Giuseppe (San Donnino alla Mazza (attualmente parte di Milano), 25 settembre 1762- Milano 10 marzo 1833), 3º Conte di Spino e Nosadello dal 1804 (titolo confermato nel 1817); Dottore in leggi nel 1786, Auditore del Tribunale di prima istanza di Milano dal 28 febbraio 1788, Regio Delegato a Casalmaggiore dal 1791, uno degli Amministratori Delegati del Dipartimento d'Olona il 6 ottobre 1798, componente del Governo Provvisorio d'Olona il 27 novembre 1799, Prefetto del Dipartimento del Lario dal 1803, Barone del Regno Italico con Decreto imperiale datato: Parigi 7 novembre 1811 e Lettere Patenti datate: Compiègne 17 settembre 1811; Imperial Regio Delegato di Lodi e Crema alla Restaurazione. Sposò il 27 settembre 1807 Donna Marianna Brivio Sforza (19 giugno 1786- 11 febbraio 1842), figlia di Don Cesare, 8º Marchese di Santa Maria in Prato e di Donna Antonia Erba Odescalchi dei Marchesi di Monteleone.
  2. Don Antonio (San Donnino alla Mazza 3 marzo 1771- 1854), 4º Conte di Spino e Nosadello dal 1833.
  3. Don Carlo (6 agosto 1776- 1864), 5º Conte di Spino e Nosadello dal 1854. Sposò Antonia Fraganeschi, da Cremona.

Da Don Carlo si originarono gli ultimi esponenti dei Conti di Spino e Nosadello, vista l'assenza di eredi maschi dei due fratelli maggiori (o anche come conseguenza del fatto che alcuni di essi risultarono premorti rispetto ad essi, non lasciando poi discendenza maschile). Il nipote di Don Carlo (figlio del secondogenito Don Cristoforo), Don Carlo (1834- ?), divenne il 6º Conte di Spino e Nosadello dal 1864. Dottore in leggi, notaio, storico, fu componente della Regia Deputazione sopra gli studi di Storia Patria a Torino dal 23 maggio del 1881.

Ramo di Casate[modifica | modifica wikitesto]

Il ramo si originò nel 1691 con la creazione di Don Giovanni, già Vicario di Provvisione di Milano dal 1690, in Marchese Casati (diploma conferito dal Duca di Parma e Piacenza il 3 aprile del 1691). Gli succedette il fratello Don Giulio nello stesso anno a seguito della sua morte avvenuta in Spagna: egli acquisì i diritti feudali su Casatenovo il 23 giugno del 1692 e sposò Donna Chiara Guicciardini nel 1687 e morì il 20 aprile del 1706, lasciando otto figli.

Il figlio secondogenito della coppia, Don Francesco succedette al padre come terzo Marchese, venendo confermato nella sua posizione dal diploma conferitogli dall'Imperatore Carlo VI il 19 luglio del 1720. Nello stesso anno sposò Chiara Elena Olgiati (figlia del Marchese Ignazio, Signore di Bussero e di Donna Teresa Sirtori). Morì nel 1768, lasciando cinque figli (tre maschi e due femmine). I primi due, Don Giulio (1721-1786) e Don Giovanni Paolo (1723-1792), quarto e il quinto marchese, morirono senza eredi. A questo punto subentrò un ramo cadetto della famiglia, originatosi dal minore dei figli di Don Giulio, Don Giuseppe Casati. Il discendente di quest'ultimo (nella fattispecie il figlio terzogenito Don Apollonio, a seguito della rinuncia del fratello ecclesiastico Don Francesco al titolo nobiliare) divenne nel 1792 il sesto Marchese Casati. Don Apollonio, giureconsulto, sposò nel 1760 Maria Delfinoni. La coppia ebbe un solo figlio, Don Francesco. Questi, nato nel 1764, divenne giureconsulto e consigliere imperiale privato. Sposò Carolina dei Conti Bedoni nel 1796. Divenuto settimo Marchese Casati alla morte del padre (avvenuta in data incerta, ma comunque posteriore al 1805), morì a Milano il 3 marzo del 1837, senza lasciare eredi. Con la sua morte si estinse il ramo dei marchesi Casati di Casate.

Ramo Lonati Crivelli, Stampa di Soncino[modifica | modifica wikitesto]

Ramo originatosi a partire da Giovanni Battista Casati (1557-1617), figlio secondogenito di Donato Casati (patrizio milanese, decurione di Monza) e Caterina Bernareggi. Giovanni Battista era nipote, dal ramo paterno di Antonio Casati (1478) (terzogenito di Pietro Casati (1457), a sua volta figlio quartogenito di Giacomo, nipote di Conte Casati, che costituisce il raccordo con il ramo principale della famiglia) e Bianca degli Stratoni. L'ottenimento da parte di questo ramo della famiglia del titolo comitale si ha nel 1771 con Gabrio Casati (1701-1787), riconfermato al figlio Agostino (1739-1820) con diploma del 1796. Gaspare Casati (1756-1808), altro figlio di Gabrio, ebbe i figli Teresa Casati (1787-1830), prima consorte di Federico Confalonieri (1785-1846), Gabrio Casati (1798 - 1873), podestà di Milano, presidente del Governo provvisorio di Lombardia nel 1848 e presidente del Consiglio dei ministri e del Senato, e Camillo Casati (1805-1869), Sindaco di Muggiò.

Da Camillo nacque Gian Alfonso Casati (1854-1890) che a sua volta ebbe il figlio primogenito Camillo Casati Stampa di Soncino (1877-1946), al quale nel 1891 fu rinnovato il titolo di conte. Quest'ultimo fu storicamente noto per essere stato il marito di Luisa Amman: nel 1892 ottenne il titolo di marchese e l'autorizzazione ad aggiungere al proprio il cognome Stampa di Soncino. Il figlio di Camillo (1927-1970), omonimo del padre, nacque dalla relazione avuta da questi con Anna Ewing Cockrell[1] e morì suicida nel 1970 dopo aver assassinato la moglie. Anna Maria (1951), figlia di Camillo, è l'ultima discendente di questo ramo della famiglia, che con la morte del padre si estingue nella linea maschile.
Tutti i personaggi di questo ramo sono sepolti presso lo storico Mausoleo Casati Stampa di Soncino nel cimitero urbano di Muggiò.

  • Don Gabrio (6 gennaio 1701 - 1787), 1º Conte Casati dal 1771
  • Don Agostino (12 agosto 1739 - Roma, 20 gennaio 1820), 2º Conte Casati (1787-1820)
  • Don Gabrio Casati (Milano, 2 agosto 1798- Milano, 16 novembre 1873), 3º Conte Casati
  • Don Camillo Casati (Milano, 15 agosto 1805 - Milano, 23 ottobre 1869), Conte
  • Don Luigi Agostino (Milano 4 giugno 1827 - Milano, 1º novembre 1881), 4º Conte Casati
  • Don Gabrio (Palazzolo Milanese 12 settembre 1860 - 1860), 5º Conte Casati
  • Marchese Camillo Casati Stampa di Soncino (Muggiò 12 agosto 1877 - Roma 18 settembre 1946), ottenne il rinnovo del titolo comitale con Regio Decreto motu proprio del 16 novembre 1890 e Regie Lettere Patenti del 29 marzo 1891, Marchese di Casate e autorizzazione ad aggiungere il cognome Stampa di Soncino con Regio Decreto motu proprio del 14 febbraio 1892 e Regie Lettere Patenti del 25 febbraio 1892
  • Conte Don Alessandro (Milano 5 marzo 1881 - Arcore 4 giugno 1955), Patrizio Milanese, i titoli gli vennero riconosciuti con Regio Decreto del 14 dicembre 1924 e Regie Lettere Patenti del 25 giugno 1926
  • Conte Don Alfonso Casati (Milano 13 luglio 1918 - Ostra Vetere 6 agosto 1944)
  • Marchese Don Camillo (1927 - suicida, Roma 30 agosto 1970), Marchese di Casate dal 1946

Ramo di Borgolavezzaro[modifica | modifica wikitesto]

Originano dal capostipite dei Casati Stampa di Soncino, Giovan Battista Casati, Patrizio Milanese. Questi sposò in prime nozze (contratto: 13 gennaio 1524) Francesca, figlia di Evangelista Andreotti de Reiva ed in seconde nozze Orsola dei Capitanei di Lavello, vedova di Stefano Pellegrini ed il suo terzo figlio, Gerolamo (moto il 23 aprile 1594), Patrizio Milanese, Ispettore generale di cavalleria a Milano, Decurione di Milano, è l'antenato comune delle due linee.

Il suo terzo figlio (avuto dalla prima moglie Francesca Aliprandi) Alfonso (Milano 1565- Coira 1621), Patrizio Milanese, divenne 1º Conte di Borgolavezzaro dal 28 maggio 1621 con Diploma del Re di Spagna. Ricoprì anche le cariche Decurione di Milano dall'8 agosto 1587, Gentiluomo di Camera del Duca di Savoia dal 1593, ambasciatore spagnolo in Svizzera nel 1595 e dal 1603. Gli succedette il figlio secondogenito Don Gerolamo (morto nel 1628), 2º Conte di Borgolavezzaro (1621-1628) e Patrizio Milanese, diplomatico spagnolo in Svizzera. Questi non lasciò eredi e il titolo comitale passò al fratello minore Don Carlo Emanuele (morto intorno al 1643), 3º Conte di Borgolavezzaro (1628-1643) e Patrizio Milanese, diplomatico spagnolo in Svizzera. Il terzogenito Don Alfonso, Patrizio Milanese (morto a Coira 16 febbraio 1681), divenne 4º Conte di Borgolavezzaro (1643-1681). Il figlio secondogenito di questi, nato dal matrimonio con Livia Melzi, Don Carlo, Patrizio Milanese (morto il 25 luglio 1730), divenne 5º Conte di Borgolavezzaro (1681-1730). Ricoprì inoltre le cariche di Ciambellano Imperiale dal 24 aprile 1688, diplomatico spagnolo in Svizzera, Consigliere Imperiale Privato dal 30 gennaio 1696. Sposò nel 1682 Gerolama Pozzobonelli, figlia di Giovanni Maria Marchese di Arluno e di Innocenza Corio dei Conti di Robbiate (morta nel 1736). Dal matrimonio nacquero quattro figli. Il secondogenito Don Gerolamo, Patrizio Milanese (morto il 21 gennaio 1759), divenne 6º Conte di Borgolavezzaro (1730-1759). Ricoprì anche le cariche di Decurione di Milano dal 12 maggio 1733, e fece parte dei XII di Provvisione nel 1737. Sposò Antonia, figlia di Filippo Casati, dalla quale ebbe tre figli. L'unico figlio maschio, Don Alfonso, Patrizio Milanese (morto il 30 maggio 1762), divenne 7º Conte di Borgolavezzaro (1759-1762). Gesuita, morì senza eredi determinando l'estinzione del ramo maschile della famiglia. La sorella maggiore, Donna Innocente (morta nel 1794), ereditò Borgolavezzaro nel 1762, che divenne parte dei possedimenti degli eredi del Conte Galeazzo Arconati Visconti (con la quale era sposata dal 1744).

Ramo di Fabbrica[modifica | modifica wikitesto]

Si originò a partire da Guglielmo Casati (morto dopo il 1322), figlio cadetto di Alberto Casati. Il primo Signore di Fabbrica fu Alessandro, Patrizio Milanese, che ne acquisì i diritti feudali il 2 luglio 1594 sposando Daria Casati, erede di Fabbrica. Gli succedette il secondogenito Gaspare, Patrizio Milanese, Signore di Fabbrica dal 23 aprile 1640. Questi tuttavia non ebbe discendenza e i suoi possedimenti passarono alla sua morte al suo parente più prossimo, il fratello minore Giovanni Battista (1619- Modena 25 febbraio 1661), Signore di Fabbrica e Patrizio Milanese. Questi sposò nel 1637 Lucrezia Bernieri, figlia del Conte Girolamo, dalla quale ebbe sette figli. Ala sua morte gli succedette il primogenito Paolo Emilio, che tuttavia rinunciò al feudo nel 1669 a favore del fratello minore Diomede (morto post 27 settembre 1704), Patrizio Milanese e Signore di Fabbrica. Un altro fratello minore, Ramengo (1654- ?), Patrizio Milanese, fu creato 1º Conte di Fabbrica nel 1694 dal Duca di Modena. Alla sua morte gli succederà il figlio secondogenito Gaspare, 2º Conte di Fabbrica e Patrizio Milanese, Gentiluomo di Camera del Duca di Modena. Questi morì nel 1738 senza eredi, determinando l'estinzione del ramo dei Casati di Fabbrica.

Blasone[modifica | modifica wikitesto]

Arma: d'argento al mastio di rosso aperto del campo, merlato di cinque pezzi alla guelfa, torricellato di un pezzo e questo con tre merli simili e coperto, il tutto racchiuso entro due trecce di capelli dello stesso, ciascuna di tre manipoli passati in croce di S. Andrea, nella punta dello scudo e le punte combaciantesi in alto.

Cimiero: un'aquila di nero nascente, rostrata d'oro e linguata di rosso.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scot D. Ryersson, Michael Orlando Yaccarino, Quentin Crisp, Infinite variety, University of Minnesota Press, 2004 (pp. 162-163)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Felice Calvi, Famiglie notabili milanesi. Storia della famiglia Casati. Storia della famiglia Carcano. Storia della famiglia Cajrati, Milano, Antonio Vallardi Editore, 1885
  • G.B. Di Crollalanza, Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili o notabili italiane estinte e fiorenti, Bologna, 1886