Bunny Wailer

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Bunny Wailer
Bunny Wailer Negril.jpg
Bunny Wailer dal vivo a Negril nel 2009
NazionalitàGiamaica Giamaica
GenereRoots reggae[1]
Early dancehall[2]
Early ragga[3]
Periodo di attività musicale1965 – 2021
StrumentoVoce
Bongo
Conga
GruppiThe Wailers
Album pubblicati35
Studio31 (8 con i The Wailers)
Raccolte4

Bunny Wailer pesudonimo di Neville O'Riley Livingston (Kingston, 10 aprile 1947Kingston, 2 marzo 2021) è stato un cantante e percussionista giamaicano, membro del gruppo The Wailers con Bob Marley e Peter Tosh.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Il giovane Neville Livingston trascorse la sua infanzia nel villaggio di Nine Mile, parrocchia di Saint Ann. Fu lì che incontrò per la prima volta Bob Marley, ed i due fecero presto amicizia. Entrambi i ragazzi provenivano da famiglie monoparentali; Livingston venne allevato da suo padre mentre Marley da sua madre. Successivamente il padre di Bunny, Thaddeus "Toddy" Livingston, convisse con la madre di Bob Marley, Cedella Booker, e vi ebbe una figlia che chiamò Pearl Livingston. Inoltre Peter Tosh ebbe un figlio, Andrew Tosh, con una delle sorelle di Bunny, Shirley.

Nel 1962 Bunny fece un provino per Leslie Kong alla Beverley's Records, più o meno nello stesso periodo in cui Bob Marley stava registrando "Judge Not". Bunny aveva intenzione di cantare la sua prima composizione, "Pass It On", che all'epoca era più orientata allo ska, ma arrivò in ritardo e perse l'audizione. Pochi mesi dopo, nel 1963; formò i "The Wailing Wailers" con il suo fratellastro Bob Marley e l'amico Peter Tosh, e con i membri di breve durata Junior Braithwaite (1949-1999) e Beverley Kelso (1948).

I Wailers[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente nel trio Bunny era quello che cantava di meno. Quando però Bob Marley lascia la Giamaica per il Delaware nel 1966, rimpiazzato da Constantine "Vision" Walker, cominciò a cantare e registrare come voce principale del gruppo scrivendo anche canzoni come Who Feels It Knows It, I Stand Predominant e Sunday Morning. In questo periodo la sua musica è molto influenzata dal gospel e dal soul di Curtis Mayfield. Nel 1967 incise This Train, la prima canzone basata su un coro gospel registrata per lo Studio One.

Bunny Wailer nel 2008

Mentre, verso la fine degli anni sessanta, i Wailers cambiavano continuamente produttore, Bunny ritornò ad essere sottoutilizzato, sia come cantante che come scrittore, cantando solo pochi versi in brani come Riding High o Keep On Moving, prodotte da Lee Perry. Nel 1973 ogni membro dei Wailers fondò un'etichetta, Marley la Tuff Gong, Tosh la H.I.M. Intel Diplo e Livingstone la Solomonic. In quel periodo cantò come voce principale in Reincarnated Souls, un b-side del trio con la Island Records e in Pass it On e Hallelujah Time, due tracce presenti su Burnin', album del trio sotto Tuff Gong. Nello stesso tempo registrò alcune tracce, come Bide Up, Arab Oil Weapon e Life Line, per la sua etichetta.

Dopo Burnin' i Wailers andarono in tour negli Stati Uniti ed in Inghilterra, nonostante Livingstone fosse abbastanza riluttante a lasciare la Giamaica. Con il successo internazionale del gruppo lui e Peter Tosh vennero oscurati da Bob Marley, su cui si concentrava quasi tutta l'attenzione. Dopo il tour Bunny lasciò il trio e comincia la sua carriera solista.

Carriera solista[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver abbandonato i Wailers Livingstone focalizzò maggiormente la sua produzione sul lato spirituale, cominciando a identificarsi nel movimento rastafari. Registrò brani soprattutto del genere roots reggae, con testi politicamente e religiosamente affiliati al movimento. L'album Blackheart Man fu un ottimo esempio del suo roots reggae, ma egli sperimentò anche altri generi come la disco nell'album Hook Line & Sinker e successivamente la dancehall apolitica, riscuotendo un buon successo. Nel 1990, 1994 e 1996 vinse il Grammy Award nella categoria Best Reggae Album.

Morte[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2018, Wailer subì un lieve ictus che gli causò problemi nel parlare. Dopo un secondo ictus nel luglio 2020, Bunny venne ricoverato presso l'Andrews Memorial Hospital di Kingston, dove, il 2 marzo 2021, si è spento all'età di 73 anni per complicazioni insorte dopo l'ischemia cerebrale dell'anno precedente.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album con i The Wailers[modifica | modifica wikitesto]

Album solista[modifica | modifica wikitesto]

Compilation[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Live (2005) Video Music, Inc.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ allmusic.com - Bunny Wailer
  2. ^ roots-archives.com - "Rock'n'Groove" Archiviato il 7 aprile 2014 in Internet Archive.
  3. ^ roots-archives.com - "Liberation " Archiviato il 7 aprile 2014 in Internet Archive.
  4. ^ a b c All Music Guide - Bunny Wailer - Grammy, su allmusic.com. URL consultato il 27 novembre 2008.
  5. ^ a b All Music Guide - Bunny Wailer - Billboard, su allmusic.com. URL consultato il 27 novembre 2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN52832541 · ISNI (EN0000 0000 8131 8889 · Europeana agent/base/64283 · LCCN (ENn93040142 · GND (DE131832956 · BNF (FRcb13900943w (data) · BNE (ESXX1686544 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n93040142