Bunny Wailer

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Bunny Wailer
Bunny Wailer dal vivo a Negril nel 2009
Bunny Wailer dal vivo a Negril nel 2009
Nazionalità Giamaica Giamaica
Genere Roots reggae[1]
Early dancehall[2]
Early ragga[3]
Periodo di attività 1965 – in attività
Strumento Voce
Bongo
Conga
Gruppi The Wailers
Album pubblicati 35
Studio 31 (8 con i The Wailers)
Raccolte 4
Gruppi e artisti correlati The Wailers
Bob Marley

Neville O'Riley Livingston meglio conosciuto con gli pseudonimi di Bunny Wailer o Bunny Livingston (Kingston, 10 aprile 1947) è un cantante e percussionista giamaicano, ex membro del gruppo The Wailers con Bob Marley e Peter Tosh.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente nel trio era quello che cantava di meno. Quando però Bob Marley lascia la Giamaica per il Delaware nel 1966, rimpiazzato da Constantine "Vision" Walker, comincia a cantare e registrare come voce principale del gruppo scrivendo anche canzoni come Who Feels It Knows It, I Stand Predominant e Sunday Morning. In questo periodo la sua musica è molto influenzata dal gospel e dal soul di Curtis Mayfield. Nel 1967 registra This Train, la prima canzone basata su un coro gospel registrata per lo Studio One.

Bunny Wailer nel 2008

Mentre, verso la fine degli anni sessanta, i Wailers cambiano continuamente produttore, Bunny ritorna ad essere sottoutilizzato, sia come cantante che come scrittore, cantando solo pochi versi in canzoni come Riding High o Keep On Moving, prodotte da Lee Perry. Nel 1973 ogni membro dei Wailers fonda un'etichetta, Marley la Tuff Gong, Tosh la H.I.M. Intel Diplo e Livingstone la Solomonic. In quel periodo canta come voce principale in Reincarnated Souls, un b-side del trio con la Island Records e in Pass it On e Hallelujah Time, due tracce presenti su Burnin', album del trio sotto Tuff Gong. Nello stesso tempo registra alcune tracce, come Bide Up, Arab Oil Weapon e Life Line, per la sua etichetta.

Dopo Burnin' i Wailers vanno in tour negli Stati Uniti ed in Inghilterra, nonostante Livingstone sia abbastanza riluttante a lasciare la Giamaica. Con il successo internazionale del gruppo lui e Peter Tosh vengono oscurati da Bob Marley, su cui si concentra quasi tutta l'attenzione. Dopo il tour Bunny lascia il trio e comincia la sua carriera solista.

Dopo aver lasciato i Wailers Livingstone focalizza maggiormente la sua produzione sul lato spirituale, cominciando a identificarsi nel movimento rastafari. Registra brani soprattutto del genere roots reggae, con testi politicamente e religiosamente affiliati al movimento. L'album Blackheart Man è un ottimo esempio del suo roots reggae, ma sperimenta anche altri generi come la disco nell'album Hook Line & Sinker e successivamente la dancehall apolitica, riscuotendo un buon successo.

Nel 1990, 1994 e 1996 vince il Grammy Award come Best Reggae Album.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album con i The Wailers[modifica | modifica wikitesto]

Album solista[modifica | modifica wikitesto]

Compilations[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Live (2005) Video Music, Inc.

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ allmusic.com - Bunny Wailer
  2. ^ roots-archives.com - "Rock'n'Groove"
  3. ^ roots-archives.com - "Liberation "
  4. ^ a b c All Music Guide - Bunny Wailer - Grammy, allmusic.com. URL consultato il 27-11-2008.
  5. ^ a b All Music Guide - Bunny Wailer - Billboard, allmusic.com. URL consultato il 27-11-2008.

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