War (Bob Marley)

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War

Artista Bob Marley
Tipo album Singolo
Pubblicazione 1976
Durata 3 min : 31 s
Album di provenienza Rastaman Vibration
Genere Reggae
Etichetta Universal

War è una canzone cantata da Bob Marley pubblicata sul disco Rastaman Vibration del 1976 e scritta da Allen Cole e Carlton Barrett, tratta da un discorso fatto dall'imperatore di Etiopia, Hailé Selassié.

Il popolo Rasta prega Selassié come la seconda incarnazione di Dio, e si riferisce a lui come il Leone di Giuda, cosa che Marley ha fatto in molte delle sue canzoni. Hailé Selassié diede questo discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 4 ottobre 1963. Marley utilizza una parte del discorso di Sua Maestà, in particolare quella che richiama all'uguaglianza tra gli uomini affinché non ci siano differenze di razza, classe o nazionalità. Nella sua canzone, Marley asserisce che ci sarà guerra fino al giorno in cui si arriverà ad una società egualitaria. Dietro alle parole che Marley usa nella canzone, Selassié esorta gli ufficiali della Società delle Nazioni e i rappresentanti delle nazioni ad abbandonare le armi nucleari, porre fine allo sfruttamento internazionale (soprattutto in Africa) e a reagire contro l'ineguaglianza razziale e l'ingiustizia internazionale.

Il discorso[modifica | modifica sorgente]

Ecco la parte del discorso di Hailé Selassié che Marley usa in “War”:

« Riguardo alla questione della discriminazione razziale, la Conferenza di Addis Abeba ha insegnato questa ulteriore lezione, a coloro che la vogliono imparare: finché la filosofia che considera una razza superiore e un'altra inferiore non sarà finalmente screditata e riprovata; finché in nessuna nazione vi saranno più cittadini di prima e di seconda classe; finché il colore della pelle di un uomo non avrà più valore del colore dei suoi occhi; finché i diritti umani fondamentali non saranno ugualmente garantiti a tutti, senza distinzione di razza; fino a quel giorno, il sogno di una pace duratura, la cittadinanza del mondo e le regole della morale internazionale resteranno solo una fuggevole illusione, perseguita e mai conseguita; e finché l'ignobile e drammatico regime che oggi opprime i nostri fratelli in Angola, in Mozambico, in Sudafrica, con le sue disumane catene, non sarà rovesciato e totalmente spazzato via; finché il bigottismo, il pregiudizio e l'interesse personale inumano e malizioso, non saranno sostituiti dalla tolleranza, la comprensione e i buoni propositi; finché gli africani non si alzeranno e parleranno come esseri liberi, uguali agli occhi di tutti gli uomini, come sono uguali davanti agli occhi del Cielo; fino a quel giorno il Continente africano non conoscerà pace. Noi africani, combatteremo, se necessario, e sappiamo che vinceremo, poiché confidiamo nella vittoria del Bene sul Male. »
(Hailé Selassié I)

Nel suo discorso alle Nazioni, Selassié ricorda ai suoi ascoltatori che “queste sono solo parole; il loro valore dipende interamente da come noi le osserviamo e le onoriamo, conferendo loro contenuto e significato”.

Cover[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 il gruppo brasiliano Sepultura realizza una cover del brano rendendola in chiave industrial metal. Il brano comprende spezzoni del discorso di Selassiè alle Nazioni Unite. Il pezzo si trova in Ratamahatta il secondo singolo tratto dal fortunatissimo album Roots. È presente solo nella versione CD e non in quella in vinile. Successivamente fu incluso anche nella compilation Blood-Rooted.

Nel 2009 Bono, il cantante del gruppo rock U2, e altri musicisti ripropongono questo brano. La particolarità della registrazione sta nel fatto che è eseguita da musicisti provenienti da tutto il mondo. Il produttore del video, Mark Johnson, ha raccolto il contributo di ciascun musicista direttamente nel proprio paese di origine, attraverso l'uso di macchine digitali portatili[1].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Bono con i musicisti del mondo - Video Repubblica - la Repubblica.it

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]