Roots (Sepultura)

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Roots
ArtistaSepultura
Tipo albumStudio
Pubblicazione12 marzo 1996
Durata72:18
Dischi1
Tracce16
GenereAlternative metal
Death metal
Groove metal
Thrash metal
EtichettaRoadrunner Records
ProduttoreRoss Robinson
Registrazione1996
Certificazioni
Dischi d'oro7 (Austria, Australia, Canada, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito, U.S.A.)
Sepultura - cronologia
Album precedente
(1994)
Album successivo
(1996)

Roots è il sesto album in studio dei Sepultura, pubblicato nel 1996. A livello commerciale è l'album di maggior successo della band, tanto da aggiudicarsi sette dischi d'oro (Austria[1], Australia[2], Canada[3], Francia[4], Paesi Bassi[5], Regno Unito[6], U.S.A.[7]), si stima inoltre che siano state vendute più di un milione in tutto il mondo. Quello statunitense in particolare è stato certificato il 21 novembre 2005, quasi dieci anni dopo la pubblicazione.

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile di Roots rappresenta un'evoluzione naturale di quello di Chaos A.D., con l'aggiunta di parti più lente che richiamano fortemente i Korn. Questi ultimi attribuiscono parte delle loro influenze ai primi dischi dei Sepultura. Jonathan Davis (cantante dei Korn) è anche presente come ospite nella canzone Lookaway.

Nell'album si verifica la fusione tra il thrash metal e la musica tipica degli indigeni brasiliani. Il gruppo incorpora questi elementi in quasi tutte le canzoni di questo lavoro. Una di esse (Itsári) venne registrata con i Xavante, etnia indigena del Mato Grosso (Brasile). Alcune canzoni contengono la partecipazione (Ratamahatta, Dictatorshit e Endangered Species) o la co-scrittura (Ratamahatta, cantata in portoghese) di Carlinhos Brown, un popolare musicista brasiliano. Sono anche presenti alcune influenze nu metal derivate dai Korn e dai Deftones, indicati come ispiratori nel libretto del CD.

Roots fu un disco molto influente per la nuova scena metal.[8][9] Oltre a Davis, anche Mike Patton dei Faith No More e DJ Lethal degli House of Pain (attualmente membro dei Limp Bizkit) contribuirono a Lookaway.

Il testo di Attitude venne scritto in collaborazione con Dana Wells, figliastro di Max Cavalera, la cui morte (avvenuta poco dopo l'uscita del disco) fu tra le cause dell'abbandono della band da parte del frontman e della conseguente fondazione dei Soulfly.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Roots Bloody Roots – 3:32
  2. Attitude – 4:15
  3. Cut-Throat – 2:44
  4. Ratamahatta – 4:30
  5. Breed Apart – 4:01
  6. Straighthate – 5:21
  7. Spit – 2:45
  8. Lookaway – 5:26
  9. Dusted – 4:03
  10. Born Stubborn – 4:07
  11. Jasco – 1:57
  12. Itsári – 4:48
  13. Ambush – 4:39
  14. Endangered Species – 5:19
  15. Dictatorshit – 1:26
  16. Canyon Jam – 13:16 – traccia fantasma

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Gruppo
Altri musicisti

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Esiste su Internet una versione di Roots Bloody Roots, che viene spacciata per un duetto tra Max Cavalera e il cantante lirico Luciano Pavarotti. Tutto ciò si è rivelato falso, in quanto questa cover venne eseguita da un gruppo tedesco, i JBO, e da un cantante con la voce simile a quella di Pavarotti. Esiste anche un'altra versione della canzone che viene erroneamente attribuita al gruppo brutal death metal Cannibal Corpse[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gold und Platin Datenbank, IFPI Austria, Verband der Österreichischen Musik Wirstchaft. URL consultato il 27 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 28 settembre 2007).
  2. ^ ARIA Charts - Accreditations - 1997 Albums, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 23 maggio 2008.
  3. ^ Search Certification Database, Canadian Recording Industry Association (CRIA). URL consultato il 27 aprile 2008.
  4. ^ Les certifications Albums - Année 1997, Musique sur Disque en France (SNEP). URL consultato il 27 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 17 dicembre 2007).
  5. ^ Goud/Platina Muziek, nvpi. URL consultato il 27 aprile 2008 (archiviato dall'url originale il 21 febbraio 2009).
  6. ^ CERTIFIED AWARDS, THE BPI. URL consultato il 27 aprile 2008.
  7. ^ Blabbermouth.net, SEPULTURA's 'Roots', SOULFLY's Debut Certified Gold - Nov. 21, 2005
  8. ^ Tommaso Iannini, Nu metal, Giunti Editore, 2003, p. 45., ISBN 88-09-03051-6, .. URL consultato il 20 giugno 2010.
  9. ^ Biografia: Sepultura, Metallus.it. URL consultato il 15 settembre 2010.
  10. ^ Cannibal Corpse FAQ - Frequently Asked Questions

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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