Blackhat (film)

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Blackhat
Blackhat film.jpg
Chris Hemsworth in una scena del film
Lingua originale inglese, spagnolo
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 2015
Durata 133 min
Rapporto 2,35:1
Genere azione, drammatico, thriller, giallo, noir
Regia Michael Mann
Soggetto Michael Mann, Morgan Davis Foehl
Sceneggiatura Michael Mann, Morgan Davis Foehl
Produttore Michael Mann, Jon Jashni, Thomas Tull
Produttore esecutivo Alex garcia, Eric McLeod
Casa di produzione Legendary Pictures, Forward Pass
Distribuzione (Italia) Universal Pictures
Fotografia Stuart Dryburgh
Montaggio Leo Trombetta, Joe Walker
Effetti speciali Shannon J. Thompson, Alan Roberts
Musiche Harry Gregson-Williams, Atticus Ross
Scenografia Guy Hendrix Dyas
Costumi Colleen Atwood
Trucco Molly Tissavary
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Blackhat è un film del 2015 scritto, diretto e prodotto da Michael Mann, con protagonista Chris Hemsworth. Si tratta del ritorno dietro la macchina da presa per il regista Mann dopo sei anni da Nemico pubblico - Public Enemies, girato nel 2009.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

I servizi speciali americani e cinesi collaborano insieme per sventare il piano cospirativo di un cyber-criminale. Con l'aiuto dell'ex galeotto Nicholas Hathaway, le autorità saranno coinvolte in un pericoloso inseguimento che li porterà da Chicago a Hong Kong alla ricerca dell'invisibile malvivente della rete.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il budget del film è stato di 70 milioni di dollari[2].

Inizialmente il progetto era intitolato Cyber.[1] L'idea di realizzare il film è venuta a Mann a seguito della diffusione di Stuxnet, malware progettato dagli americani e dagli israeliani per sabotare le centrifughe dell'impianto nucleare iraniano di Natanz.[3]

Le riprese si sono svolte tra la California, Hong Kong, l'Indonesia e la Malesia e sono iniziate nel luglio del 2013.[4]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Come la maggior parte dei film di Mann, anche Blackhat contiene tracce dei generi più disparati. Alla parte strumentale hanno lavorato Atticus Ross, Leo Ross e Harry Gregson-Williams. Quest'ultimo, dopo aver partecipato alla première del film, ha scritto un lungo post su Facebook con cui si è dissociato dal risultato finale. Il compositore, infatti, ha sottolineato la presenza di strumenti a corda e synth mai utilizzati da lui per la realizzazione dell'accompagnamento musicale, così come ha accusato la quasi totale assenza di 90 minuti di suonato scritti per il film.[5]

Il film contiene inoltre brani rielaborati provenienti dal film Elysium di Ryan Amon e da In linea con l'assassino dello stesso Gregson-Williams, così come canzoni elettropop dei Am444 e brani rock degli Eye Eagle Williamson. Il brano che accompagna i trailer è una cover di Knockin' on Heaven's Door eseguita da Antony and the Johnsons.[6][7]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Eagle Eye Williamson: Snake Charmer
  2. Kenji Lin: The Chink
  3. Am444: Guai Meng
  4. Azucar MC: Peligroso
  5. Ryan Amon: Darkness
  6. Ryan Amon: Things To Come
  7. Ryan Amon: Let The Girls Out
  8. Ryan Amon: Deportation
  9. Ryan Amon - Max & Spider in Protocol Room
  10. James Leg: Oh, Sinner Man
  11. Wiwien Ngesti: Ini Dangdut
  12. Harry Gregson-Williams: Trapped
  13. Sekaa Gong Manik Medrtha Sari: Tabu Gilak Bebarongan
  14. Robert Walsh: Call To Prayers

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer del film viene diffuso il 25 settembre 2014.[1]

La pellicola è stata distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi a partire dal 16 gennaio 2015[1] ed in quelle italiane dal 12 marzo. A causa dei bassi incassi statunitensi, in Australia la pellicola verrà rilasciata nel mercato direct-to-video senza passare per le sale cinematografiche.[8]

Divieto[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti d'America il film è stato vietato ai minori di 17 anni non accompagnati, per la presenza di violenza e linguaggio scurrile.

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato uno dei peggiori flop del 2015, incassando solo 19,4 milioni di dollari in tutto il mondo, il 28% del suo costo di produzione[2].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti, Blackhat ha ricevuto critiche contrastanti. Il sito Rotten Tomatoes ha riportato che il 34% delle 149 recensioni ha dato un giudizio positivo, con una media voto di 4,9 su 10.[9] Similmente, su Metacritic il film ha un punteggio di 51 in base a 37 recensioni.[10] Peter Debruge di Variety ha criticato il film perché «per un film basato sugli attacchi hacker, è assolutamente assurdo che i computer compaiano così raramente su schermo».[11] Molte delle critiche sono state mosse a Chris Hemsworth, ritenuto da molti inadatto al ruolo di hacker informatico. Kenneth Turan di LA Times afferma infatti che «in teoria, l'aver scelto il muscoloso Hemsworth [...] come qualcuno in grado di farti del male con la tastiera così come con le sue nocche è un'intrigante mossa di casting assurdo».[12] Kyle Smith di New York Post ha dato al film 3,5 su 4 stelle, dichiarando che «c'è troppa informatica in questo film, ma c'è anche qualche brivido».[13] Peter Travers dei Rolling Stone ha apprezzato il film e gli ha dato 3 su 4 stelle. Nella sua recensione ha scritto che «la cosa migliore fra tutte è l'entusiasmo di vedere Mann usare il suo dinamismo da regista per affrontare il nuovo volto della guerra del XXI secolo».[14]

La critica italiana, al contrario di quella americana, ha accolto il film con recensioni e commenti molto positivi. Federico Gironi di Comingsoon.it scrive che Mann «lascia dietro di sé, invecchiata di colpo di 10 anni, la forma-cinema hollywoodiana tradizionale e avanza verso il futuro».[15] Gabriele Niola, su BadTaste.it, ha recensito positivamente il film affermando che «forse è il miglior film mai fatto sul cybercrimine», pur sottolineando tuttavia di non aspettarsi un'«aderenza al reale al 100%».[16] Roberto Nepoti, su la Repubblica.it, ha descritto Blackhat come «un film importante, forse il primo vero film dell'epoca digitale».[17] Luca Liguori di Movieplayer.it ha dato al film 4 su 5 stelle lodando le scene d'azione, la colonna sonora ed il finale «in cui il reale e il virtuale si fondono, e lo stesso Nick sembra quasi trasformarsi in un virus».[18] Michele Faggi per la testata giornalistica online indie-eye.it descrive il Cyberspace di Blackhat come parte di un «tessuto complesso che si manifesta attraverso continue risemantizzazioni e passaggi, un intreccio promiscuo tra immediato e mediato, tangibile e liquido, aptico e virtuale».[19]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Mirko D'Alessio, Chris Hemsworth è un hacker nel primo trailer di Blackhat, di Michael Mann, badtaste.it. URL consultato il 26 settembre 2014.
  2. ^ a b (EN) Brent McKnight, The 5 Least Profitable Movies Of 2015, cinemablend.com, 27 novembre 2015. URL consultato il 28 novembre 2015.
  3. ^ Blackhat: le immagini dal film di Michael Mann e le sue parole, su IlCineManiaco.com, 26 febbraio 2015.
  4. ^ Michael Mann gira Cyber a Hong Kong, Movieplayer.it. URL consultato il 26 settembre 2014.
  5. ^ Blackhat: Harry Gregson-Williams si dissocia dal film di Michael Mann, su badtaste.it, 14 gennaio 2015.
  6. ^ Blackhat: colonna sonora del thriller informatico di Michael Mann, su Cineblog.it, 15 marzo 2015.
  7. ^ Blackhat, la controversa colonna sonora del nuovo film di Michael Mann, su Oggi al Cinema, 9 marzo 2015.
  8. ^ (EN) Hemsworth's Blackhat going straight to DVD, su Daily Mail Online, 20 gennaio 2015.
  9. ^ Blackhat, su Rotten Tomatoes.
  10. ^ Blackhat, su Metacritic.
  11. ^ (EN) Peter Debruge, Film Review: ‘Blackhat’, su Variety, 13 gennaio 2015.
  12. ^ (EN) Kenneth Turan, Review High-tech 'Blackhat' remains rooted in old-school filmmaking, su LA Times, 15 gennaio 2015.
  13. ^ (EN) Kyle Smith, Michael Mann’s cyberchase thriller ‘Blackhat’ is worthy of trying on, su New York Post, 15 gennaio 2015.
  14. ^ (EN) Peter Travers, Blackhat, su Rolling Stone, 14 gennaio 2015.
  15. ^ Federico Gironi, Blackhat - la recensione del film di Michael Mann con Chris Hemsworth, su Comingsoon.it, 13 febbraio 2015.
  16. ^ Gabriele Niola, Blackhat, la recensione, su badtaste.it, 24 febbraio 2015.
  17. ^ Roberto Nepoti, "Blackhat", Michael Mann e firma il primo vero film dell'epoca digitale, su Repubblica.it, 12 marzo 2015.
  18. ^ Luca Liguori, BLACKHAT: IL CYBER THRILLER DI MICHAEL MANN TRA IL REALE E L'ASTRATTO, su Movieplayer.it, 10 marzo 2015.
  19. ^ Michele Faggi, "Blackhat di Michael Mann, la recensione di Michele Faggi, su indie-eye.it, indie-eye.it, 13 marzo 2015.
  20. ^ (EN) Variety Staff, Teen Choice Awards 2015 Winners: Full List, variety.com. URL consultato il 23 agosto 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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