Biblioteca comunale Eugenio Garin

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Biblioteca comunale Eugenio Garin
Biblioteca Eugenio Garin.jpg
Ingresso della BEG
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneEmilia-Romagna Emilia-Romagna
CittàMirandola
Indirizzovia 29 Maggio 2012
Caratteristiche
Tipopubblica
ISILIT-MO0035
Numero opere100.000
Sito web

Coordinate: 44°52′45.65″N 11°04′41.64″E / 44.879348°N 11.078233°E44.879348; 11.078233

La biblioteca comunale Eugenio Garin (abbreviata: BEG) è una biblioteca pubblica situata a Mirandola, in provincia di Modena.[1]

Fondata nel 1870 dopo lo smembramento dell'antica biblioteca del convento di San Francesco d'Assisi, la raccolta libraria è dedicata alla memoria di Eugenio Garin, che fu uno dei massimi studiosi moderni di Giovanni Pico della Mirandola.

Il fondo antico della biblioteca custodisce preziose cinquecentine di Giovanni e Giovanfrancesco Pico, Antonio Possevino, Roberto Bellarmino, Girolamo Savonarola, fra cui diverse opere stampate da Aldo Manuzio.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'ex convento di San Francesco, sede della biblioteca comunale dal 1923 al 1983

A seguito della soppressione degli ordini monastici voluta dal Regno d'Italia, nel 1870 l'amministrazioen comunale di Mirandola decise di allestire un pubblcia biblioteca all'interno dell'ex convento francescano. Inizialmente era composta da circa 4.000 volumi, alcuni dei quali molto antichi, tra cui sedici corali manoscritti su pergamena del XV-XVI secolo; altre opere includono incunaboli, cinquecentine, secentine e settecentine, generalmente a soggetto religioso o devozionale, con alcuni testi classici latini tra cui Cicerone ed Orazio.

Nel 1909 il patrimonio librario viene arricchito da una cospicua donazione da parte dell'avvocato Francesco Molinari, già sindaco e studioso di storia locale, oltre che curatore delle Memorie storiche della città e dell'antico Ducato della Mirandola. In questa collezione di circa 16.000 volumi e documenti riguardanti le famiglie nobili mirandolesi, incluse alcune lettere originali di membri della famiglia Pico, sono raccolte preziose opere filosofiche, giuridiche e classiche di autori latini, oltre che saggi di Savonarola e Antonio Bernardi. In particolare, si ricordano anche molte opere di Giovanni Pico (le Opera omnia del 1506 e 1557 e l'Heptaplus del 1555) e di Giovan Francesco Pico. Il fondo Molinari include inoltre molti testi giuridici, letterari e storici.

Nel 1923 l'amministrazione comunale fece ristrutturare l'intero ex convento francescano, con sistemazione delle facciate in stile neogotico: ne divenne la sede delle scuole tecnico-professionali e del liceo-ginnasio Giovanni Pico (prima ospitati presso il palazzo delle scuole elementari. Venne altresì edificato un palazzo nell'adiacente via Giuseppe Verdi, che diventò sede della biblioteca comunale e del museo civico.

Nel settembre 1981 la biblioteca ricevette in dono da Oreste Gelmini i circa 150 volumi degli atti parlamentari delle tre legislature (1953-1968) a cui partecipò l'ex sindaco mirandolese.[3]

Nel 1982 viene donato il fondo della casa editrice Il Mulino, composta da 8.000 volumi di scienze sociali, editi a partire dal secondo dopoguerra e già facenti parte dell'Istituto Cattaneo di Bologna.

La chiesa del Gesù e l'ex convento, sede della biblioteca dal 1983 al 2012

Nel 1983 la biblioteca fu trasferita in via Francesco Montanari al piano terra dell'ex collegio dei gesuiti, mentre al piano superiore venne realizzato il centro culturale polivalente e il museo civico.

Nel 1985 don Francesco Gavioli dona alla biblioteca comunale di Mirandola circa 18.000 volumi ed opuscoli (tra cui incunaboli e cinquecentine), 300 manoscritti, 250 faldoni di periodici e 554 faldoni di miscellanea, 912 faldoni di archivi e circa 120.000 cartoline storiche.

A seguito del grave terremoto dell'Emilia del 2012, la sede bibliotecaria è stata gravemente danneggiata e resa completamente inagibile. L'11 maggio 2014 è stata inaugurata la sede temporanea della biblioteca, all'interno del nuovo polo scolastico di via 29 maggio 2012.[4] Nei progetti di ricostruzione post-sisma è prevista la ricollocazione della biblioteca comunale all'interno dell'ex convento di San Francesco, che diventerà il nuovo polo culturale.

Il patrimonio documentario[modifica | modifica wikitesto]

Il patrimonio documentario storico del fondo antico della biblioteca comunale "Eugenio Garin" include opere preziose e rare. In particolare sono conservate:

  • un corale del 1442, con miniature realizzate da Bonifacio Bembo
  • Giovanni Pico della Mirandola
  • Giovanni Francesco II Pico
    • Liber de veris calamitatum causis nostrorum temporum, edito da Giovanni Mazzocchi (Mirandola, 1519)
    • Examen vanitatis doctrinae gentium, edito da Giovanni Mazzocchi (Mirandola, 1520)
  • le Institutiones del Corpus Iuris Civilis (Venezia, 1561)
  • l'edizione originale della Moscovia di Antonio Possevino, stampata in latino nel 1586 a Vilnius (Lituania) e che descrive la sua missione di legato pontificio presso la corte di Ivan il Terribile;
  • testi di autori della Controriforma: Bartoli, Bellarmino, Segneri, numerosi classici latini, ma anche i numerosi tomi delle Opere drammatiche di Metastasio (Venezia, Bettinelli, 1748-1766).
  • Delle rivoluzioni d'Italia, opera in 25 volumi di Carlo Denina (Venezia, 1817)
  • Saggio sull'umano intelletto, di John Locke (Venezia, 1801)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biblioteca Eugenio Garin, su Comune di Mirandola.
  2. ^ Valerio Varesi, "Salvate quella biblioteca": la lunga catena di solidarietà per il tesoro di Mirandola (JPG), in la Repubblica, 14 maggio 2013.
  3. ^ Chiara Lusuardi, Di pialla e scalpello: Oreste Gelmini, artigiano della democrazia, Finale Emilia, Edizioni CDL, 2013, p. 74, ISBN 88-97120-39-3, SBN IT\ICCU\UBO\4069401.
  4. ^ Biblioteca comunale Eugenio Garin di Mirandola, su archivi.ibc.regione.emilia-romagna.it.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]