Back to Bedlam

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Back to Bedlam
Artista James Blunt
Tipo album Studio
Pubblicazione 11 ottobre 2004
Durata 39:28
Dischi 1
Tracce 10
Genere Pop rock
Folk rock
Etichetta Atlantic, Custard, RCA
Produttore Tom Rothrock, Jimmy Hogarth, Linda Perry
Registrazione 2004
Formati CD, LP, MC, download digitale
Certificazioni
Dischi d'oro Finlandia Finlandia[1]
(vendite: 13 158[2])
Germania Germania (9)[3]
(vendite: 900 000+)
Messico Messico[4]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platino Argentina Argentina (2)[5]
(vendite: 80 000+)
Australia Australia (8)[6]
(vendite: 670 000[7])
Austria Austria (2)[8]
(vendite: 60 000+)
Belgio Belgio (3)[9]
(vendite: 150 000+)
Canada Canada (6)[10]
(vendite: 600 000+)
Danimarca Danimarca (2)[11]
(vendite: 80 000+)
Europa Europa (6)[12]
(vendite: 6 000 000+)
Giappone Giappone (2)[13]
(vendite: 500 000+)
Grecia Grecia (4)[14]
(vendite: 80 000+)
Irlanda Irlanda (14)[15]
(vendite: 210 000+)
Italia Italia[16]
(vendite: 100 000+)
Norvegia Norvegia (2)[17]
(vendite: 80 000+)
Nuova Zelanda Nuova Zelanda (7)[18]
(vendite: 105 000+)
Paesi Bassi Paesi Bassi[19]
(vendite: 80 000+)
Regno Unito Regno Unito (11)[20]
(vendite: 3 310 000[21])
Spagna Spagna[22]
(vendite: 100 000+)
Stati Uniti Stati Uniti (2)[23]
(vendite: 2 000 000+)
Svezia Svezia (2)[24]
(vendite: 120 000+)
Svizzera Svizzera (5)[25]
(vendite: 200 000+)
Dischi di diamante Francia Francia[26]
(vendite: 1 000 000+)
James Blunt - cronologia
Album precedente
Singoli
  1. High
    Pubblicato: 18 ottobre 2004
  2. Wisemen
    Pubblicato: 7 marzo 2005
  3. You're Beautiful
    Pubblicato: 30 maggio 2005
  4. Goodbye My Lover
    Pubblicato: 16 novembre 2005
  5. No Bravery
    Pubblicato: 17 aprile 2006

Back to Bedlam è l'album di debutto del cantautore britannico James Blunt, pubblicato nell'ottobre del 2004 dalla Atlantic Records.

L'album è stato ben accolto dalla critica specializzata, che elogiò in particolar modo l'abilità vocale e la capacità compositiva di Blunt. Inizialmente il disco si attestò nelle parti basse della Official Albums Chart, per poi ottenere un grande riscontro internazionale dopo la pubblicazione del singolo You're Beautiful, che si rivelò uno dei maggiori successi nell'estate del 2005.

Genesi e contesto[modifica | modifica wikitesto]

Blunt prese lezioni di pianoforte e violino sin da bambino, tuttavia ebbe le sue prime significative esperienze musicali nel periodo in cui frequentava la Harrow School, quando iniziò a suonare la chitarra e comporre le sue prime canzoni.[27][28] Successivamente si laureò all'Università di Bristol presentando una tesi intitolata The Commodification of Image – Production of a Pop Idol.[29]

Gli studi universitari di Blunt vennero finanziati dalla British Army, egli fu dunque costretto a servire un minimo di quattro anni nelle forze armate dell'esercito britannico. Il cantante ha dichiarato che a spingerlo verso questa carriera fu principalmente il suo padre militare, convinto che ciò avrebbe dato al figlio "una posizione sicura di lavoro e di reddito".[30] Blunt si formò presso la Royal Military Academy di Sandhurst.[31] Durante il suo periodo nell'esercito, riuscì comunque a trovare piccoli ritagli di tempo libero per lavorare ad alcune demo. In quel periodo fece la conoscenza di Todd Interland, manager di Elton John, il quale gli venne raccomandato da un collega militare.[32] Interland ha rivelato che stava guidando in macchina verso casa quando ascoltò per la prima volta i provini di Blunt e, dopo aver sentito la traccia Goodbye My Lover, decise di contattare il cantante per un incontro.[32]

Blunt concluse i servizi militari nel 2002, in modo da potersi dedicare a tempo pieno alla sua carriera musicale.[33] Fu in quel periodo che cominciò ad usare il nome d'arte "Blunt", leggera storpiatura fonica del suo cognome legale "Blount".[34] Poco dopo aver lasciato l'esercito, il cantante cominciò a suscitare i primi interessi da parte delle etichette discografiche, rimaste particolarmente colpite dal tono elegante del suo timbro vocale.[28][35] La cantante Linda Perry, che in quel periodo stava cominciando a dare vita alla propria casa Custard Records, sentì il nastro promozionale di Blunt durante una visita a Londra, decise per cui di andarlo a vedere dal vivo pochi giorni dopo al festival South by Southwest di Austin, in Texas. La Perry fece un'offerta discografica al cantante quella stessa notte.[36] Blunt firmò dunque un contratto con la Custard e dopo un mese si trasferì a Los Angeles per lavorare insieme al produttore Tom Rothrock.[35][37]

Il cantante registrò Back to Bedlam nello studio casalingo di Rothrock durante i primi mesi del 2004, servendosi dell'aiuto di alcuni turnisti e suonando egli stesso diverse parti strumentali.[28][38] Durante la sua residenza a Los Angeles, Blunt incontrò l'attrice Carrie Fisher, conosciuta attraverso la famiglia di un'ex-fidanzata. La Fisher si rivelò molto propositiva nei confronti del cantante, suggerendogli il titolo da dare all'album, che venne ispirato dall'istituto psichiatrico Bethlem Royal Hospital comunemente noto con il nome di Bedlam. L'attrice mise inoltre a disposizione il bagno di casa sua per le registrazioni del brano Goodbye My Lover.[27]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Pubblico[modifica | modifica wikitesto]

Inizialmente distribuito solo nel Regno Unito, l'album stentò a decollare nelle vendite per diversi mesi. Debuttò nella Official Albums Chart nel marzo del 2005, alla posizione numero 56.[39] Entrò nella top 10 per la prima volta a inizio giugno, quando arrivò fino al quarto posto.[40] Raggiunse infine la prima posizione durante la settimana del 16 luglio 2005, mantenendola per un totale di dieci settimane (di cui otto consecutive).[41] Divenne l'album di maggior successo commerciale del 2005 nel Regno Unito, con oltre 2.4 milioni di copie.[42] Ciò lo portò ad entrare nel Guinness dei primati come disco musicale ad aver venduto più copie in un solo anno nel Regno Unito.[43][44] Il successo dell'album proseguì globalmente anche l'anno successivo, si rivelò infatti il disco più venduto in assoluto durante il 2006, con un attivo di circa 6.201.000 copie mosse in tutto il mondo.[45] Nel dicembre del 2009 venne annunciato che Back to Bedlam era diventato l'album più venduto dell'intero decennio nel Regno Unito.[46]

Secondo dati aggiornati al 2015, l'album ha venduto 3.31 milioni di copie nel Regno Unito[21] e oltre 11 milioni di copie nel mondo.[47]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

James Christopher Monger del portale AllMusic valutò positivamente l'album e accostò lo stile canoro di Blunt a quello di artisti come Rod Stewart, Antony and the Johnsons ed Elliott Smith.[48] About.com lodò invece l'abilità del cantante nel saper riassumere i momenti più significativi della sua vita attraverso i testi dei brani, con menzione particolare per la traccia conclusiva No Bravery.[49] La testata statunitense Slant Magazine scrisse che il disco era "un'esperienza di ascolto complessivamente cruda" in quanto "la scrittura di Blunt giustappone l'amore con la morte", aggiungendo che ciò rappresentava "motivo ulteriore per le ragazze americane di innamorarsi di questo tizio britannico".[50] Tuttavia la rivista britannica NME volle indicarlo come album più brutto dell'anno nel 2006.[51]

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. High – 4:03 (James Blunt, Ricky Ross)
  2. You're Beautiful – 3:33 (James Blunt, Sacha Skarbek, Amanda Ghost)
  3. Wisemen – 3:42 (James Blunt, Sacha Skarbek, Jimmy Hogarth)
  4. Goodbye My Lover – 4:20 (James Blunt, Sacha Skarbek)
  5. Tears and Rain – 4:04 (James Blunt, Guy Chambers)
  6. Out of My Mind – 3:33 (James Blunt)
  7. So Long, Jimmy – 4:26 (James Blunt, Jimmy Hogarth)
  8. Billy – 3:37 (James Blunt, Sacha Skarbek, Amanda Ghost)
  9. Cry – 4:06 (James Blunt, Sacha Skarbek)
  10. No Bravery – 4:00 (James Blunt, Sacha Skarbek)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche[modifica | modifica wikitesto]

Classifiche di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2005) Posizione
Australia[61] 9
Austria[62] 41
Francia[63] 10
Germania[64] 21
Irlanda[65] 1
Italia[66] 40
Nuova Zelanda[67] 1
Paesi Bassi[68] 17
Regno Unito[69] 1
Spagna[70] 48
Svezia[71] 4
Svizzera[72] 6
Classifica (2006) Posizione
Australia[73] 1
Austria[74] 6
Germania[75] 5
Irlanda[76] 20
Nuova Zelanda[77] 2
Paesi Bassi[78] 13
Regno Unito[79] 22
Stati Uniti[80] 7
Svezia[81] 14
Svizzera[82] 3

Classifiche di fine decennio[modifica | modifica wikitesto]

Classifica (2000–2009) Posizione
Australia[83] 8
Regno Unito[46] 1

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kultalevyjen myöntämisrajat, Musiikkituottajat.
  2. ^ James Blunt, Musiikkituottajat.
  3. ^ Gold-/Platin-Datenbank, Bundesverband Musikindustrie. URL consultato il 15 novembre 2014.
  4. ^ (ES) Certificaciones, Asociación Mexicana de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 15 novembre 2014.
  5. ^ (ES) Discos de Oro y Platino, Cámara Argentina de Productores de Fonogramas y Videogramas. URL consultato il 15 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  6. ^ (EN) ARIA Charts – Accreditations – 2006 Albums, Australian Recording Industry Association. URL consultato il 15 novembre 2014.
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  8. ^ (DE) Gold & Platin, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 15 novembre 2014.
  9. ^ (NL) Ultratop − Goud en Platina – 2008, Ultratop. URL consultato il 15 novembre 2014.
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  11. ^ (DA) Album Top-40 - Uge 10 - 2006, Hitlisterne.NU. URL consultato il 15 novembre 2014.
  12. ^ IFPI Platinum Europe Awards – 2007, International Federation of the Phonographic Industry. URL consultato il 15 novembre 2014.
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  14. ^ (EL) James Blunt: Live In Athens!!!, ticketnet.gr. URL consultato il 15 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 13 aprile 2008).
  15. ^ (EN) 2006 Certification Awards – Multi Platinum, The Irish Charts. URL consultato il 15 novembre 2014.
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  17. ^ (NO) IFPI Norsk Platebransje, IFPI. URL consultato il 15 novembre 2014.
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  29. ^ (EN) Johnny Davis, Where did it all go Wrong?, Q Magazine, ottobre 2007, pp. 54–58.
  30. ^ Come riportato in Chasing Time: The Bedlam Sessions
  31. ^ (EN) Jann Wenner, The Blunt Life, Rolling Stone, 4 ottobre 2007, pp. 56–58, 88.
  32. ^ a b (EN) Interview with Todd Interland, HitQuarters, 29 agosto 2005. URL consultato il 15 gennaio 2014.
  33. ^ (EN) Dan Epstein, Rocket Man, Guitar World, giugno 2006, pp. 34–41.
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  36. ^ (EN) Interview with Linda Perry, HitQuarters. URL consultato il 15 gennaio 2014.
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  44. ^ (EN) Adrian Deevoy, The return of James Blunt: How the former tank commander (and the most ridiculed man in pop) conquered a new army of fans ...by battling it out on Twitter, Daily Mail, 8 novembre 2014. URL consultato l'8 novembre 2014.
  45. ^ (EN) Albums Countdown 2006, Media Traffic. URL consultato il 14 ottobre 2014.
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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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