Asclepiodoto di Alessandria

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Asclepiodoto di Alessandria (in greco: Άσκληπιόδοτος; floruit seconda metà del V secolo; Alessandria d'Egitto, ... – ...) è stato un filosofo neoplatonico.

Vita e opere[modifica | modifica wikitesto]

Originario di Alessandria d'Egitto, studiò presso Proclo ad Atene. Trasferitosi ad Afrodisia resse, insieme ad un altro Asclepiodoto, una scuola di filosofia. Scrisse un commento, andato perduto, al Timeo di Platone.

Fu maestro di Damascio, il quale descrive Asclepiodoto in termini negati, in parte a causa del suo disprezzo per la scienza oracolare:

« La mente di Asclepiodoto non era perfetta, come la maggior parte della gente pensa. Era estremamente acuto nel sollevare interrogativi, ma non lo era nella loro comprensione. La sua intelligenza era irregolare, in particolare quando si tratta di cose divine - il concetto invisibile e intelligibile dell'alto pensiero di Platone. Ed era anche più debole nel campo della saggezza superiore - Il sapere orfico e quello caldaico che trascendono il senso comune »

(Damascius, PH fr. 85 A, P. Athanassiadi, M. Frede, Pagan Monotheism in Late Antiquity, 1999, Oxford University Press)

Sappiamo che lui e sua moglie visitarono il santuario di Iside a Menouthis, in Egitto, al fine di cercare un rimedio alla sterilità della donna. In seguito da loro nacque un bambino, ma i cristiani locali sostennero che esso fosse stato acquistato da una sacerdotessa e, con questo pretesto, distrussero il santuario.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]