Olimpiodoro il Giovane

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Olimpiodoro il Giovane (in greco antico: Ὀλυμπιόδωρος, Olympiódōros; Alessandria d'Egitto, 480 circa – dopo il 565) è stato un filosofo greco antico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiodoro fu discepolo di Ammonio di Ermia ad Alessandria[1] e gli succedette come caposcuola quando il maestro, all'incirca nel 520[2], morì; era ancora impegnato a tenere corsi e scrivere nel 565, perché nel suo commento ai Meteorologica di Aristotele accenna ad una cometa che apparve in quell'anno. Del resto, dell'attività astronomico-astrologica di Olimpiodoro farebbe fede anche un suo commento agli Elementa apotelesmatica all'astrologo del tardo IV secolo Paolo di Alessandria[3].

Olimpiodoro fu in grado di sopravvivere alla persecuzione subita da molti suoi contemporanei, tra i quali Ierocle, forse perché la scuola di Alessandria era meno coinvolta nella politica e forse anche perché era più filosofica e meno religiosa dell'Accademia di Atene; fu, comunque, appassionato studioso di Proclo, illustre esponente del V secolo proprio della scuola ateniese[4].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiodoro è uno dei maggiori commentatori platonici e aristotelici. Per lui, la filosofia è una sorta di nave che governa il sapere, distinta dalle altre scienze per la sua "anima" e perché ha lo scopo di rendere gli uomini migliori[5]ː come altri neoplatonici, egli si prefigge di armonizzare Platone e Aristotele e dimostrare che la loro visione del dio sia applicabile anche al cristianesimo[6] e a tal fine compose i suoi commenti.

Commentari platonici[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda Platone, ne scrisse una Vita (Βίος Πλάτωνος) e commentò l'Alcibiade primo (Σχόλια εἰς τὸν Πλάτωνος Ἀλκιβιάδην), il Gorgia (Σχόλια σὺν θεῷ εἰς τὸν Γοργίαν), il Fedone (Σχόλια εἰς τὸν Πλάτωνος Φαίδωνα). Di un commento al Sofista fa menzione lui stesso.

Commentari aristotelici[modifica | modifica wikitesto]

Della sua attività di commentatore aristotelico, certamente più importante, restano una Introduzione (Prolegomena) alla logica di Aristotele (Εἰς τὰ προλεγόμενα τῆς Λογικῆς), un commento al libro I della Meteorologia (Εἰς τὸ πρῶτον τῶν Μετεωρολογικῶν Ἀριστοτέλους σχόλια), alle Categorie (Σχόλια εἰς τὰς Ἀριστοτέλους Κατηγορίας), al De interpretatione (Σχόλια εἰς τὸ Ἀριστοτέλους Περὶ Ἑρμηνείας). Perduti i commentari al De generatione et corruptione e al De anima (citati da fonti arabe)[7].

Opere spurie[modifica | modifica wikitesto]

Spurie sono tre opere che ci sono pervenute con il suo nome. In primo luogo, un commentario al trattato Sull'azione dell'autore alchemico Zosimo di Panopoli (Εἰς τὸ κατ' ἐνέργειαν Ζωσίμου, ὅσα ἀπὸ Ἑρμοῦ καὶ τῶν φιλοσόφων ἦσαν εἰρημένα) e, sempre nello stesso campo, Sull'arte sacra della pietra filosofale (Περί τῆς ἱερᾶς τέχνης τῆς φιλοσοφικῆς λίθου), oltre al già citato commento agli Apotelesmata di Paolo di Alessandria.

Infine, in campo platonico, parti di un commento al Filebo[8], ritenuto oggi opera di Damascio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Damascio, Vita di Isidoro, 316.
  2. ^ M. Griffin, Introduction a Olympiodorus. On Plato First Alcibiades, London, Bloomsbury, 2016, passim.
  3. ^ Cfr. Late Classical Astrology: Paulus Alexandrinus and Olympiodorus (with the Scholia of later Latin Commentators), translated by Dorian Gieseler Greenbaum, Archive for the Retrieval of Historical Astrological Texts (ARHAT), 2001.
  4. ^ Olimpiodoro, In Alcibiadem, 205, 1.
  5. ^ In Alcibiadem, 140, 18-22.
  6. ^ In Alcibiadem, 105, 2-3.
  7. ^ M. Griffin, Introduction a Olympiodorus. On Plato First Alcibiades, London, Bloomsbury, 2016, passim.
  8. ^ Preservate nel Cod. Marc. Graec. 196.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (GRC) Olympiodorus, Commentary on the First Alcibiades of Plato, critical text and indices by L. G. Westerink, Amsterdam, North-Holland Publishing Company, 1956. 2ª ed., Amsterdam, A.M. Hakkert, 1982, ISBN 90-256-0840-X.
  • (GRC) Olympiodorus, In Platonis Gorgiam commentaria, edidit Leendert Gerrit Westerink, Leipzig, B.G. Teubner, 1970.
  • (EN) Olympiodorus, Commentary on Plato's Gorgias, translated with full notes by Robin Jackson, Kimon Lycos and Harold Tarrant, Leiden, Brill, 1998, ISBN 90-04-10972-2.
  • Leendert Gerrit Westerink (ed.), The Greek Commentaries on Plato’s Phaedo, Vol. 1: Olympiodorus. (seconda edizione), The Prometheus Trust, Dilton Marsh 2009, ISBN 978-1-898910-46-6
  • (EN) Olympiodorus, Life of Plato and On Plato First Alcibiades 1-9, translated by Michael Griffin, London, Bloomsbury, 2015, ISBN 978-1-4725-8830-2.
  • (EN) Olympiodorus, On Plato First Alcibiades 10-28, translated by Michael Griffin, London, Bloomsbury, 2016, ISBN 978-1-4725-8399-4.
  • (GRCIT) Olimpiodoro d'Alessandria, Tutti i Commentari a Platone, Introduzione, traduzione, testo greco a fronte e note [a cura di] Francesca Filippi, 2 voll., Sankt Augustin, Academia Verlag, 2017. ISBN 978-3-89665-684-1, ISBN 978-3-89665-685-8. Recensione in spagnolo.
  • Adolf Busse (ed.), Olympiodori prolegomena et in categorias commentarium (= Commentaria in Aristotelem Graeca, Vol 12, Tomo 1°. Reimer, Berlino 1902
  • Wilhelm Stüve (ed.), Olympiodori in Aristotelis meteora commentaria (= Commentaria in Aristotelem Graeca, Vol 12, Tomo 2°. Reimer, Berlino 1900
  • Leonardo Tarán (ed.), Anonymous Commentary on Aristotle’s De Interpretatione (Codex Parisinus Graecus 2064). Hain, Meisenheim am Glan 1978, ISBN 3-445-01621-6
  • Cristina Viano, La matière des choses. Le livre IV des Météorologiques d’Aristote et son interprétation par Olympiodore. Vrin, Parigi 2006, ISBN 2-7116-1828-5 (contiene alle pagine. 207–375 l'edizione e la traduzione in francese del commento ai Meteorologica di Aristotele)
  • Marwan Rashed, L’héritage aristotélicien. Les Belles Lettres, Parigi 2007, ISBN 978-2-251-18105-9, S. 173–177 (edizione critica dei frammenti del commento al De anima di Aristotele)
  • Emilie Boer (ed.), Heliodori, ut dicitur, in Paulum Alexandrinum commentarium. Teubner, Leipzig 1962.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN106969362 · ISNI (EN0000 0001 2018 1089 · LCCN (ENn87890573 · GND (DE100956173 · ULAN (EN500056209 · BAV (EN495/44457 · CERL cnp01237947 · WorldCat Identities (ENviaf-96056423