Anemia mediterranea

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

1leftarrow blue.svgVoce principale: Talassemia.

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.
Anemia mediterranea
Thalassemia beta.jpg
Schema che riassume la genetica dell'anemia mediterranea
Specialità ematologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM 282.44
ICD-10 D56.1
OMIM 141900, 603902, 187550 e 613985
MeSH D017086
eMedicine 199534

La beta talassemie (β talassemia) o anemia mediterranea, sono un gruppo di malattie ereditarie del sangue. Esse sono causate da una ridotta o assente sintesi delle catene beta dell'emoglobina, ciò può comportare risultati variabili, che vanno da una grave anemia a una condizione clinicamente asintomatica. Incidenza annua globale è stimata in 1 su 100.000.[1] La beta talassemia (β talassemia) è una forma di talassemia causata dalla mutazioni nel gene HBB sul cromosoma 11, ereditato in modo autosomico recessivo. La gravità della malattia dipende dalla natura della mutazione.[2]

Il blocco del gene HBB comporta alla diminuzione della sintesi della catena beta. L'incapacità del corpo di costruire nuove catena porta alla sottoproduzione di HBA.[3] La riduzioni di HBA totale disponibile a riempire i globuli rossi, a sua volta porta all'anemia microcitica. L'anemia microcitica sviluppa infine un funzionamento insufficiente dei globuli rossi.[4] A causa di ciò, il paziente deve sottoporsi ad una trasfusione di sangue per compensare il blocco delle catene beta e quindi per sopravvivere. Le ripetute trasfusioni portano ad accumulo di ferro che si traduce nella intossicazione da ferro portando a sviluppare siderosi miocardica e scompenso cardiaco che possono portare al decesso del paziente.[5]

Epidemiologia[modifica | modifica wikitesto]

La versione beta di talassemia è particolarmente diffusa tra i popoli del Mediterraneo e questa associazione geografica è l'etimologia del suo nome: "Thalassa" (θάλασσα) è la parola greca che indica il mare e "Haema" (αἷμα) indica il sangue. In Europa, le più alte concentrazioni della malattia si trovano in Grecia e nelle regioni costiere turche. Le principali isole mediterranee (tranne le Baleari), come la Sicilia, la Sardegna, la Corsica, Cipro, Malta e Creta sono particolarmente colpite.[6][7] In Italia, le zone di maggior diffusione sono il delta del Po, la Ciociaria, la Sardegna (in particolare la zona meridionale) e la Sicilia con un'incidenza tra il 9 e il 15% della popolazione, per un totale di circa 7 000 pazienti, ma si sta diffondendo anche in altre regioni quali Calabria, Basilicata, Puglia, Lombardia, Liguria e Piemonte. Altri popoli del Mediterraneo, così come quelli nelle immediate prossimità, presentano anch'essi alti tassi di incidenza, compresi gli individui provenienti dall'Asia occidentale e dal Nord Africa. I dati indicano che il 15% dei ciprioti greci e turchi sono portatori di geni di beta-talassemia, mentre il 10% sono portatori dei geni della alfa-talassemia.[8]

Adattamento evolutivo[modifica | modifica wikitesto]

La talassemia può conferire un grado di protezione contro la malaria,[9] che è, o è stata, diffusa nelle regioni in cui la talassemia è comune, conferendo un vantaggio di sopravvivenza selettiva (noto come vantaggio eterozigote), perpetuando così la mutazione. A questo proposito, le varie talassemia assomigliano ad un'altra malattia genetica che colpisce l'emoglobina: l'anemia falciforme.[10]

Segni e sintomi[modifica | modifica wikitesto]

Sono state descritte tre forme principali: la talassemia major, la talassemia intermedia e la talassemia minor. Tutte le persone con talassemia sono suscettibili di complicazioni di salute che coinvolgono la milza (che spesso risulta ingrandita e frequentemente viene rimossa) e calcoli biliari.[11] Queste complicazioni si trovano principalmente nei pazienti con talassemia major e intermedia. Gli individui con beta talassemia major di solito si presentano entro i primi due anni di vita, con grave anemia, scarsa crescita e anomalie scheletriche durante l'infanzia. Se non trattata, la condizione major alla fine porta alla morte, di solito per insufficienza cardiaca. Pertanto, lo screening alla nascita è molto importante.[12]

L'eccesso di ferro provoca gravi complicazioni al fegato, al cuore e alle ghiandole endocrine. Gravi sintomi includono cirrosi epatica e, in casi estremi, il tumore al fegato.[11][13] L'insufficienza cardiaca, l'insufficienza della crescita, il diabete e l'osteoporosi sono fattori che incidono sulla qualità e durata della vita nei pazienti con talassemia major.[14] Le principali anomalie cardiache includono disfunzioni al ventricolo sinistro, ipertensione polmonare, aritmie, valvulopatia e pericardite. Maggior assorbimento del ferro gastrointestinale si nota in tutti i gradi di beta talassemia e una maggiore distruzione di globuli rossi da parte della milza a causa dell'inefficace eritropoiesi causa un ulteriore rilascio di ferro nel sangue.[15]

Causa[modifica | modifica wikitesto]

Mutazioni[modifica | modifica wikitesto]

Si possono distinguere due grandi gruppi di mutazioni:

  • Forme nondeletion: questi difetti, in generale, comportano una sola sostituzione di base o una delezione o inserto vicino o a monte del gene beta globina. Il più delle volte, le mutazioni avvengono nelle regioni promotrici precedenti i geni della beta-globina. Meno spesso, varianti anomale di splicing sono ritenute per contribuire alla malattia.[16]
  • Forme di eliminazione: delezioni di dimensioni diverse che coinvolgono il gene beta globina producono differenti sindromi quali (βo) o la sindrome della persistenza della circolazione fetale.[17]
Nome Descrizione Alleli
Talassemia minor Solo uno degli alleli beta globina porta una mutazione. Gli individui soffrono di anemia microcitica. Il rilevamento coinvolge solitamente un valore basso di Volume corpuscolare medio (<80 FL).[18] β+/β o βo
Talassemia intermedia Gli individui affetti spesso hanno una vita normale, ma possono aver bisogno di trasfusioni occasionali, ad esempio, nei momenti di malattia o di gravidanza, a seconda della gravità della loro anemia.[19] β++ o βo+
Talassemia major Si verifica quando entrambi gli alleli hanno mutazioni di talassemia. Questa provoca una grave anemia microcitica e ipocromica. Se non trattata, provoca anemia, splenomegalia e gravi deformità ossee. Porta al decesso prima dei 20 anni. Il trattamento consiste in periodiche trasfusioni di sangue; la splenectomia per la splenomegalia e per la chelazione può essere necessaria per il sovraccarico di ferro causato dalle trasfusioni.[20] βoo

Assemblaggio dell'mRNA[modifica | modifica wikitesto]

Proteina HBB

La talassemia beta è una malattia ereditaria che colpisce l'emoglobina. Come con circa la metà di tutte le malattie ereditarie,[21] vengono ereditati i danni dovuti alla mutazione del montaggio dell'RNA messaggero (mRNA) che viene trascritto da un cromosoma. Il DNA contiene sia le istruzioni (geni) per la corretta successione degli aminoacidi che andranno a formare le proteine, nonché tratti di DNA che giocano ruoli importanti nel regolare i livelli di produzione delle stesse.[22]

Nella talassemia, un ulteriore istruzione non codificante di lunghezza contigua o un frammento discontinuo è inclusa nell'mRNA. Questo accade perché la mutazione annulla il confine tra le porzioni introniche e esoniche.[23] Per via della possibile presenza di tutte le sezioni di codifica, la normale emoglobina può essere sintetizzata, mentre il materiale aggiuntivo può essere causa di disfunzioni abbastanza gravi da scaturire in anemia. Ogni emoglobina possiede una porzione centrale di ferro (gruppo eme) che permette alla catena proteica di una subunità di piegarsi intorno. L'emoglobina normale di una persona adulta contiene 2 subunità alfa e 2 beta.[24] Le talassemie tipicamente riguardano solo l'mRNA per la produzione delle catene beta (da qui il nome). Dal momento che la mutazione può essere un cambiamento in una sola base (un "polimorfismo a singolo nucleotide"), vi è un continuo sforzo nelle terapie geniche per riuscire fare quella singola correzione.[25][26]

Diagnosi[modifica | modifica wikitesto]

Un dolore addominale causato da ipersplenismo e infarto splenico e dolore al quadrante destro superiore causato da calcoli biliari, sono le principali manifestazioni cliniche. Tuttavia, i soli sintomi sono insufficienti per formulare una diagnosi di talassemia.[27] I seguenti segni correlati possono attestare la gravità del fenotipo: pallore, scarsa crescita, insufficiente assunzione di cibo, splenomegalia, ittero, iperplasia mascellare, malocclusione dentale, colelitiasi e fratture patologiche. Sulla base dei sintomi, esami possono essere prescritti per arrivare alla diagnosi differenziale. Questi test includono un emocromo completo; l'elettroforesi dell'emoglobina; la transferrina sierica, la ferritina, la capacità di rilegatura del ferro, urobilina, lo striscio di sangue periferico, l'ematocrito e la bilirubina sierica.[28][29]

Analisi del DNA[modifica | modifica wikitesto]

Tutte le beta thalassemie possono presentare globuli rossi anomali; attraverso l'analisi del DNA è possibile ricostruire una storia famigliare.[30] Questo test è utilizzato per indagare delezioni e le mutazioni nei geni alfa e beta globina produttori. Studi di famiglia possono essere fatti per valutare lo stato di portatore e il tipo di mutazioni presenti in altri membri della famiglia. Il test del DNA non è di routine, ma può aiutare a diagnosticare la thalassemia e determinare lo stato di portatore. Nella maggior parte dei casi il medico curante utilizza un prediagnosi clinics per valutare i sintomi dell'anemia: affaticamento, mancanza di respiro e scarsa tolleranza allo sforzo.[31] Ulteriori analisi genetiche possono includere la cromatografia liquida ad alta prestazione quando l'elettroforesi di routine potrebbe rivelarsi difficile.[28]

Trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Major[modifica | modifica wikitesto]

Milza rimossa chirurgicamente (splenectomia) in un bambino talassemico. È grande circa 15 volte più del normale.

I bambini affetti richiedono regolari trasfusioni di sangue per tutta la vita e possono sviluppare complicazioni, soprattutto alla milza. Il ricorso al trapianto di midollo osseo può essere curativo per alcuni bambini.[32] I pazienti che ricevono frequenti trasfusioni di sangue vanno incontro ad un sovraccarico di ferro.[33] Il trattamento di chelazione del ferro è necessario per evitare danni agli organi interni. I progressi nei trattamenti di chelazione permettono ai pazienti con talassemia major di vivere una vita lunga se possono avere accesso ad un trattamento adeguato. Chelanti popolari includono la deferoxamina e il deferiprone.[34][35]

Lo svantaggio della deferoxamina è che talvolta può essere doloroso e scomodo. Il deferasirox chelante orale è stato approvato per l'uso nel 2005 in alcuni paesi,[36][37] e offre migliori prestazioni ad un costo superiore. Il trapianto di midollo osseo è l'unica cura ed è indicato per i pazienti con una grave thalassemia major. Il trapianto può eliminare la dipendenza alle trasfusioni.[38]

Intermedia[modifica | modifica wikitesto]

I pazienti possono necessitare di trasfusioni di sangue episodiche che comunque può comportargli un sovraccarico di ferro e dunque necessitare della terapia chelante per rimuoverlo.[39]

Minor[modifica | modifica wikitesto]

I pazienti vengono spesso monitorati senza un trattamento, tuttavia rischiano un accumolo di ferro, in particolare nel fegato. Un test della ferritina sierica controlla i livelli di ferro e può consigliare in merito ad un ulteriore trattamento.[40] Anche se non è pericolosa per la vita, la condizione può influire sulla qualità della vita causando anemia. Più raramente coesiste con altre condizioni, come l'asma, e può causare sovraccarico di ferro nel fegato e in quelli con steatosi epatica non alcolica, portare a risultati più gravi.[41]

Prevenzione[modifica | modifica wikitesto]

Trattandosi di una eterozigosi, la prevenzione si applica per evitare l'insorgenza della beta-talassemia grave. È indispensabile che una persona con anemia mediterranea non abbia figli con un'altra persona con anemia mediterranea per scongiurare il rischio di trasmissione di questa malattia ereditaria grave. Per evitare di avere figli con beta-talassemia sia in forma omozigotica (molto grave) che eterozigotica (non grave, ma può causare astenia) viene sempre più spesso usata la diagnostica prenatale.

Nelle zone a maggior diffusione della malattia è prevista l'analisi di tutta la popolazione, in modo da individuare le persone affette da anemia mediterranea e informarle sui rischi di trasmissione alla prole. Nelle altre zone è affidato all'individuo affetto il compito di effettuare l'analisi sulla propria discendenza; generalmente, è indicato eseguire l'esame intorno all'età di 11 anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renzo Galanello e Raffaella Origa, Beta-thalassemia, in Orphanet J Rare Dis, vol. 5, Orphanet Journal of Rare Diseases, 21 maggio 2010, p. 11, DOI:10.1186/1750-1172-5-11, PMC 2893117, PMID 20492708.
  2. ^ Lee Goldman e Andrew I. Schafer, Goldman-Cecil Medicine: Expert Consult - Online, Elsevier Health Sciences, 21 aprile 2015, ISBN 978-0-323-32285-0.
  3. ^ James Carton, Oxford Handbook of Clinical Pathology, OUP Oxford, 16 febbraio 2012, ISBN 978-0-19-162993-8.
  4. ^ Ronald M. Perkin, Dale A. Newton e James D. Swift, Pediatric Hospital Medicine: Textbook of Inpatient Management, Lippincott Williams & Wilkins, 2008, ISBN 978-0-7817-7032-3.
  5. ^ Renzo Galanello e Raffaella Origa, Beta-thalassemia, in Orphanet Journal of Rare Diseases, vol. 5, nº 1, 21 maggio 2010, pp. 11, DOI:10.1186/1750-1172-5-11, ISSN 1750-1172, PMID 20492708.
  6. ^ WHO | Global epidemiology of haemoglobin disorders and derived service indicators, su www.who.int. URL consultato il 26 maggio 2015.
  7. ^ Sheri Berg e Edward A. Bittner, The MGH Review of Critical Care Medicine, Lippincott Williams & Wilkins, 16 ottobre 2013, ISBN 978-1-4511-7368-0.
  8. ^ Haematology Made Easy, AuthorHouse, 6 febbraio 2013, ISBN 978-1-4772-4651-1.
  9. ^ Ahmed Abouelmagd e Hussein M. Ageely, Basic Genetics: A Primer Covering Molecular Composition of Genetic Material, Gene Expression and Genetic Engineering, and Mutations and Human Genetic, Universal-Publishers, 2013, ISBN 978-1-61233-192-8.
  10. ^ David J Weatherall, The Thalassemias: Disorders of Globin Synthesis, in MA, Lichtman, TJ, Kipps, U, Seligsohn, K, Kaushansky e JT Prchal (a cura di), Williams Hematology, 8ª ed..
  11. ^ a b Beta thalassemia, su Genetics Home Reference. URL consultato il 26 maggio 2015.
  12. ^ Introduction to Pathology for the Physical Therapist Assistant, Jones & Bartlett Publishers, 2011, ISBN 978-0-7637-9908-3.
  13. ^ Gregory J. Anderson e Gordon D. McLaren, Iron Physiology and Pathophysiology in Humans, Springer Science & Business Media, 16 gennaio 2012, ISBN 978-1-60327-484-5.
  14. ^ James C. Barton, Corwin Q. Edwards, Pradyumna D. Phatak, Robert S. Britton e Bruce R. Bacon, Handbook of Iron Overload Disorders, Cambridge University Press, 22 luglio 2010, ISBN 978-1-139-48939-3.
  15. ^ Kathryn L. McCance e Sue E. Huether, Pathophysiology: The Biologic Basis for Disease in Adults and Children, Elsevier Health Sciences, 13 dicembre 2013, ISBN 978-0-323-08854-1.
  16. ^ Debra G. B. Leonard, Molecular Pathology in Clinical Practice, Springer Science & Business Media, 25 novembre 2007, ISBN 978-0-387-33227-7.
  17. ^ Juan M. Bowen e Ernest L. Mazzaferri, Contemporary Internal Medicine: Clinical Case Studies, Springer Science & Business Media, 6 dicembre 2012, ISBN 978-1-4615-6713-4.
  18. ^ National Organization for Rare Disorders, NORD Guide to Rare Disorders, Lippincott Williams & Wilkins, 2003, ISBN 978-0-7817-3063-1.
  19. ^ James C. Barton e Corwin Q. Edwards, Hemochromatosis: Genetics, Pathophysiology, Diagnosis and Treatment, Cambridge University Press, 13 gennaio 2000, ISBN 978-0-521-59380-9.
  20. ^ Lippincott Williams & Wilkins, Professional Guide to Diseases, Lippincott Williams & Wilkins, 2009, ISBN 978-0-7817-7899-2.
  21. ^ Amanda J Ward e Thomas A Cooper, The pathobiology of splicing, in The Journal of Pathology, vol. 220, nº 2, 2009, pp. 152–63, DOI:10.1002/path.2649, PMC 2855871, PMID 19918805.
  22. ^ the definition of dna, su Dictionary.com. URL consultato il 26 maggio 2015.
  23. ^ Iheanyi Okpala, Practical Management of Haemoglobinopathies, John Wiley & Sons, 15 aprile 2008, ISBN 978-1-4051-4020-1.
  24. ^ D. M. Vasudevan, S. Sreekumari e Kannan Vaidyanathan, Textbook of Biochemistry for Dental Students, JP Medical Ltd, 1º novembre 2011, ISBN 978-93-5025-488-2.
  25. ^ H. William Taeusch, Roberta A. Ballard, Christine A. Gleason e Mary Ellen Avery, Avery's Diseases of the Newborn, Elsevier Health Sciences, 2005, ISBN 0-7216-9347-4.
  26. ^ Beta Thalassemia: New Insights for the Healthcare Professional: 2013 Edition: ScholarlyBrief, ScholarlyEditions, 22 luglio 2013, ISBN 978-1-4816-6347-2.
  27. ^ How Are Thalassemias Diagnosed? - NHLBI, NIH, su www.nhlbi.nih.gov. URL consultato il 26 maggio 2015.
  28. ^ a b Stuart H. Orkin, David G. Nathan, David Ginsburg, A. Thomas Look, David E. Fisher e Samuel Lux, Nathan and Oski's Hematology of Infancy and Childhood, 7th, Philadelphia, Saunders, 2009, ISBN 978-1-4160-3430-8.
  29. ^ What Are the Signs and Symptoms of Thalassemias? - NHLBI, NIH, su www.nhlbi.nih.gov. URL consultato il 26 maggio 2015.
  30. ^ Emily Slone McKinney, Susan R. James, Sharon Smith Murray, Kristine Nelson e Jean Ashwill, Maternal-Child Nursing, Elsevier Health Sciences, 17 aprile 2014, ISBN 978-0-323-29377-8.
  31. ^ Iris Schrijver, Diagnostic Molecular Pathology in Practice: A Case-Based Approach, Springer Science & Business Media, 9 settembre 2011, ISBN 978-3-642-19677-5.
  32. ^ Herbert L. Muncie e James S. Campbell, Alpha and Beta Thalassemia, in American Family Physician, vol. 80, nº 4, 2009, pp. 339–44, PMID 19678601.
  33. ^ John P. Greer, Daniel A. Arber, Bertil Glader, Alan F. List, Robert T. Means, Frixos Paraskevas e George M. Rodgers, Wintrobe's Clinical Hematology, Lippincott Williams & Wilkins, 29 agosto 2013, ISBN 978-1-4698-4622-4.
  34. ^ John P. Greer, Daniel A. Arber, Bertil Glader, Alan F. List, Robert T. Means, Frixos Paraskevas e George M. Rodgers, Wintrobe's Clinical Hematology, Lippincott Williams & Wilkins, 29 agosto 2013, ISBN 978-1-4698-4622-4.
  35. ^ Hydroxamic Acids: Advances in Research and Application: 2011 Edition: ScholarlyPaper, ScholarlyEditions, 9 gennaio 2012, ISBN 978-1-4649-5208-1.
  36. ^ NCBI - WWW Error Blocked Diagnostic, su pubchem.ncbi.nlm.nih.gov. URL consultato il 26 maggio 2015.
  37. ^ Deferoxamine, su livertox.nih.gov. URL consultato il 26 maggio 2015.
  38. ^ Mitchell Sabloff, Mammen Chandy, Zhiwei Wang, Brent R. Logan, Ardeshir Ghavamzadeh, Chi-Kong Li, Syed Mohammad Irfan, Christopher N. Bredeson e Morton J. Cowan, HLA-matched sibling bone marrow transplantation for β-thalassemia major, in Blood, vol. 117, nº 5, 2011, pp. 1745–1750, DOI:10.1182/blood-2010-09-306829, ISSN 0006-4971, PMID 21119108.
  39. ^ M. William Schwartz, The 5 Minute Pediatric Consult, Lippincott Williams & Wilkins, 2012, ISBN 978-1-4511-1656-4.
  40. ^ Dario M. Torre, Geoffrey C. Lamb, Jerome Van Ruiswyk e Ralph M. Schapira, Kochar's Clinical Medicine for Students, Lippincott Williams & Wilkins, 2009, ISBN 978-0-7817-6699-9.
  41. ^ Pierre Brissot e Maria Domenica Cappellini, LIVER DISEASE, 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]