Andrea Caron

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Andrea Caron
arcivescovo della Chiesa cattolica
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Incarichi ricoperti
 
Nato14 giugno 1848 a Rosà
Ordinato presbitero28 luglio 1872
Nominato vescovo25 agosto 1905 da papa Pio X
Consacrato vescovo1º ottobre 1905 dal vescovo Antonio Feruglio
Elevato arcivescovo29 aprile 1912 da papa Pio X
Deceduto29 gennaio 1927 (78 anni) a Montecassino
 

Andrea Caron (Rosà, 14 giugno 1848Montecassino, 29 gennaio 1927) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'8 luglio 1905 fu eletto vescovo coadiutore di Ceneda, titolare di Argo; fu consacrato il 1º ottobre dello stesso anno. Succedette al vescovo Sigismondo Brandolini Rota l'8 gennaio 1908.

Il 29 aprile 1912 fu trasferito alla sede arcivescovile di Genova ma non poté prendere possesso della sua nuova sede avendo il governo italiano negato l'exequatur[1] alla sua nomina.

Era considerato un rigido antimodernista e, in forza di questa prerogativa, era stato nominato arcivescovo di Genova da papa Pio X.

Alla nomina si oppose, dietro suggerimento del prefetto di Genova, il ministro guardasigilli del Regno d'Italia, Camillo Finocchiaro Aprile.

«La presenza di Caron avrebbe quasi certamente provocato gravi tensioni in una città – allora solidamente amministrata da una giunta radicale e socialista – nella quale forti erano i fermenti innovatori del mondo cattolico (dalla fine del Settecento, con la consistente presenza giansenista, fino all'influenza di padre Semeria) e talvolta – come negli anni Quaranta o ai tempi di monsignor Magnasco – drammatico lo scontro tra credenti e anticlericali. Il confronto tra Genova, Palazzo romano e Oltretevere ebbe aspetti durissimi, a tal punto che Pio X abbatté sulla città l'interdetto, privandola dei sacri riti.»

(Mauro Bocci, Genova e Roma tra Risorgimento e Novecento, in La Casana, nº 4 del 2004)

In realtà il papa non dispose l'interdetto nei confronti della città ma si limitò a disporre che nell'Arcidiocesi fossero sospese tutte le funzioni pontificali proprie del Vescovo, provvedimento che fu ritirato in concomitanza con la nomina di Tommaso Pio Boggiani come amministratore apostolico[2].

Il nuovo pontefice, il genovese Benedetto XV, si prodigò per risolvere la questione fino ad ottenere l'exequatur per monsignor Caron; tuttavia, su richiesta dello stesso prelato che riteneva inopportuno il suo insediamento a Genova[2], nel dicembre 1914 elesse nuovo arcivescovo di Genova il mite Ludovico Gavotti.

Monsignor Caron il ricevette il titolo di Calcedonia il 22 gennaio 1915 e si trasferì a Roma dove ricoprì alcuni incarichi curiali prima di ritirarsi a Montecassino dove morì[2] il 29 gennaio 1927.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Letteralmente exequatur significa "si esegua". L'exequatur era un'antica prerogativa sabauda che consentiva allo stato di esprimere il gradimento sulle nomine ecclesiastiche.
  2. ^ a b c Giuseppe P. Domenichi, Mons. Andrea Caron e il mancato "exequator", in Il Cittadino - Settimanale cattolico di Genova, 15 aprile 2012, p. 12.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Mascio, La seconda Valdocco: I Salesiani di Don Bosco a Genova Sampierdarena, Torino, Elledici, 2002.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) David M. Cheney, Andrea Caron, in Catholic Hierarchy. Modifica su Wikidata
Controllo di autoritàVIAF (EN88843620 · ISNI (EN0000 0000 6192 358X · SBN IT\ICCU\VIAV\100073 · BAV ADV10143278 · WorldCat Identities (EN88843620