Aiko, principessa Toshi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Aiko
敬宮愛子内親王
Princess Aiko cropped 1 Crown Prince Naruhito Crown Princess Masako and Princess Aiko 20160801.jpg
Principessa Toshi
Stemma
Nascita Ospedale dell'Agenzia della Casa Imperiale, Tokyo, 1º dicembre 2001 (18 anni)
Dinastia Dinastia imperiale del Giappone
Padre Naruhito
Madre Masako
Religione Shintoismo

La principessa Toshi, Aiko (敬宮愛子内親王 Toshi-no-miya Aiko Naishinnō?; Tokyo, 1º dicembre 2001), è una principessa membro della famiglia imperiale del Giappone, figlia dell'imperatore Naruhito e di sua moglie, l'imperatrice Masako.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nome[modifica | modifica wikitesto]

A differenza della tradizione, che impone la scelta da parte dell'imperatore, il nome è stato indicato dai genitori. Essi si sono ispirati agli insegnamenti del filosofo cinese Mencio[1], in particolare alla frase

«una persona che rispetta gli altri sarà rispettata dagli altri e una persona che ama gli altri sarà amata dagli altri»

(Mencio.)

Il nome viene scritto con gli ideogrammi Kanji delle parole "amore" e "figlio" e significa "figlia dell'amore". Il suo titolo imperiale è Principessa Toshi (敬宮愛子内親王 Toshi-no-miya Aiko Naishinnō?), che significa "persona che rispetta gli altri."

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

La Principessa ha incominciato la sua formazione presso la scuola materna dell'istituto Gakushūin il 3 aprile 2006.[2] Ha lasciato l'asilo il 15 marzo 2008.[3] Il 18 marzo 2014, ha finito la scuola primaria. Nel periodo delle elementari, quando aveva 8 anni, ha passato quasi un'intera settimana lontana dalle lezioni a causa di probabili atti di bullismo nei suoi confronti e solo alla fine di aprile 2010, Aiko ha ripreso a seguire alcune lezioni, accompagnata dalla madre, evitando tuttavia l'impegno scolastico a tempo pieno ma seguendo ogni giorno solo le prime tre ore. L'imperatrice Masako l'ha accompagnata ogni giorno venendo poi a prenderla, e in più Aiko è stata seguita a lezione da uno staff speciale di corte. In questo periodo un giovane disoccupato è stato arrestato per aver volutamente scritto su un blog il suo proposito di uccidere la principessa, nonostante l'assoluta intenzione di non attuarlo.[4][5]

In occasione del suo ottavo compleanno, sono stati rivelati i suoi interessi che includono scrittura in caratteri kanji, calligrafia, salto della corda, suonare pianoforte e violino e scrivere poesie.[6]

Il 6 aprile 2014 è entrata nella scuola secondaria femminile, la Gakushuin Girls’ Senior High School di Tokyo.[7] Nel 2016 ha studiato durante il periodo estivo presso l'Eton College, nel Regno Unito, per perfezionare il suo inglese.[8]

Nel febbraio 2020 è stata accetta all'università Gakushuin, dove studia lingua e letteratura giapponese.[8][9]

Funzioni pubbliche[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 aprile 2016, ha visitato una mostra speciale che celebrava i 150 anni di relazioni diplomatiche tra Giappone e Italia nel museo di Tokyo.[10]

Titoli e trattamento[modifica | modifica wikitesto]

Successione al trono[modifica | modifica wikitesto]

La legge della Casa Imperiale del 1947 ha abolito la nobiltà giapponese e, ai sensi delle disposizioni dell'attuale normativa, la famiglia imperiale è stata ridotta ai discendenti dell'imperatore Taishō.[11] Le leggi di successione in Giappone non permettono l'ascesa al trono alle donne. Se le leggi fossero modificate, Aiko sarebbe prima nella linea di successione al trono del crisantemo.[12]

La nascita della principessa Aiko ha suscitato dibattito in Giappone sul fatto che la legge della casa imperiale del 1947 dovrebbe essere modificata dal sistema attuale di primogenitura agnatica alla primogenitura assoluta, che consentirebbe a una donna, se primogenita, di ereditare il trono davanti a un fratello minore o a un cugino. Anche se negli elenchi ufficiali dei sovrani del paese sono presenti otto imperatrici regnanti nel corso della storia, i loro successori sono stati sempre scelti tra i membri della stirpe imperiale paterna. In base a questo alcuni studiosi conservatori sostengono che il regno delle donne erano temporaneo e che la tradizionale successione maschile dovrebbe essere mantenuta nel XXI secolo.[11] Anche se all'imperatrice Gemmei è succeduta sua figlia, Genshō,[13] a quest'ultima è succeduta il figlio di suo fratello, mantenendo così il trono nella stessa linea agnatizia; sia Genshō sia Gemmei, così come tutte le altre imperatrici regnanti e gli imperatori, appartenevano alla stessa patrilineare.

Il 25 ottobre 2005, una commissione di esperti nominata dal governo ha presentato una relazione, in cui si raccomandava la modifica della legge di successione imperiale per consentire la primogenitura assoluta. Il 20 gennaio 2006, il primo ministro Junichiro Koizumi ha usato parte del suo discorso annuale per affrontare la questione e si è impegnato a presentare una proposta di legge alla dieta. Koizumi non ha annunciato una tempistica per la normativa da introdurre, né ha fornito dettagli sul contenuto, ma ha fatto notare che sarebbe stato in linea con le conclusioni del gruppo di governo del 2005.

Le proposte per sostituire la primogenitura agnatica sono state temporaneamente archiviate dopo che, nel febbraio del 2006, è stato annunciato che il fratello minore del principe ereditario, il principe Akishino e sua moglie erano in attesa del loro terzo figlio. Il 6 settembre 2006, alle 08.27, la principessa Kiko ha dato alla luce un figlio, Hisahito, che è secondo nella linea di successione al trono, dopo il padre (il principe ereditario). Da 41 anni in Giappone non nascevano principi maschi. Il 3 gennaio 2007, il primo ministro Shinzō Abe ha annunciato che sarebbe caduta la proposta di modificare la legge della Casa Imperiale. Pertanto, sembra improbabile che le leggi di successione verranno modificate per consentire alla principessa Aiko di diventare imperatrice.[12]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Genitori Nonni Bisnonni Trisnonni
Imperatore Hirohito Imperatore Taishō  
 
Imperatrice Teimei  
Imperatore Akihito  
Imperatrice Kōjun Principe Kuniyoshi Kuni  
 
Principessa Chikako Shimazu  
Imperatore Naruhito  
Hidesaburō Shōda Teiichirō Shōda  
 
Kinu Shōda  
Imperatrice Michiko  
Fumiko Soejima Tsunatake Soejima  
 
Aya  
Principessa Aiko Toshi  
Takeo Owada Kaneyoshi Owada  
 
Takeno Koga  
Hisashi Owada  
Shizuka Tamura Matashirō Tamura  
 
 
Imperatrice Masako  
Yutaka Egashira Yasutarō Egashira  
 
Yoneko  
Yumiko Egashira  
Suzuko Yamaya Tanin Yamaya  
 
Sadako Niwa  
 

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Kunaicho Archiviato il 4 gennaio 2008 in Internet Archive.
  2. ^ Japan's Princess Aiko, 4, starts kindergarten. redOrbit. April 10, 2006. Retrieved December 2, 2009.
  3. ^ Princess Aiko finishes kindergarten. The Japan Times. March 16, 2009. Retrieved December 1, 2009.
  4. ^ Giappone: principessina Aiko vittima di bullismo a scuola, su Ansa.it, 5 marzo 2010. URL consultato il 17 agosto 2018.
  5. ^ Giappone: dopo i bulli, minacce di morte per la principessina Aiko, in AnimeClick.it. URL consultato il 17 agosto 2018.
  6. ^ Princess Aiko celebrates 8th birthday Archiviato il 3 dicembre 2009 in Internet Archive.. The Mainichi Daily News. December 1, 2009. Retrieved December 1, 2009.
  7. ^ Aiko del Giappone si è diplomata (senza mamma e papà, per colpa del Coronavirus), su VanityFair.it, 24 marzo 2020. URL consultato il 26 settembre 2020.
  8. ^ a b La principessa Aiko studia da imperatrice (del Giappone), su VanityFair.it, 15 marzo 2020. URL consultato il 26 settembre 2020.
  9. ^ (EN) Princess Aiko to enter Gakushuin University in Tokyo in April, su The Asahi Shimbun. URL consultato il 26 settembre 2020.
  10. ^ Japan-Italy diplomatic relations 150th anniversary special exhibition, su kunaicho.go.jp. URL consultato il 13 maggio 2016.
  11. ^ a b "Life in the Cloudy Imperial Fishbowl," The Japan Times. 27 March 2007.
  12. ^ a b La futura Famiglia Imperiale giapponese, in Dissensi & Discordanze, 30 gennaio 2015. URL consultato il 17 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 18 agosto 2018).
  13. ^ Ponsonby-Fane, Richard. (1959). The Imperial House of Japan, p. 56.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN257324257 · ISNI (EN0000 0003 7910 3098 · NDL (ENJA00936550 · WorldCat Identities (ENviaf-257324257
Biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie