Acido solforoso

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Acido solforoso
Formula di struttura
Sulfurous-acid-3D-balls.png
Nome IUPAC
acido triossosolforico (IV)
Nomi alternativi
solfito di idrogeno
Caratteristiche generali
Formula bruta o molecolareH2SO3
Massa molecolare (u)82,07
Aspettoliquido incolore
Numero CAS7782-99-2
Numero EINECS231-973-1
PubChem1100
SMILES
OS(=O)O
Proprietà chimico-fisiche
Densità (g/cm3, in c.s.)1,03 (20 °C)
Costante di dissociazione acida a 298 KKa1 = 1,70 × 10-2 
Ka2 = 6,20 × 10-8 
Proprietà tossicologiche
LD50 (mg/kg)0.5mg/kg (Umano orale)[1]
Indicazioni di sicurezza
Simboli di rischio chimico
corrosivo irritante
pericolo
Frasi H332 - 314
Consigli P260 - 301+330+331 - 303+361+353 - 305+51+338 - 405 - 501 [2][3]

L'acido solforoso è un ossiacido ottenuto per idratazione del diossido di zolfo; è un composto dello zolfo tetravalente, la cui formula molecolare è H2SO3.

Viene prodotto secondo la seguente reazione:

SO2 (g) + H2O (l) → H2SO3 (aq)

I suoi sali sono chiamati solfiti e sono caratterizzati dall'anione SO32-. Ad esempio il solfito di sodio è di formula Na2SO3.

A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall'odore pungente e caratteristico. È un composto nocivo e corrosivo. Non ci sono evidenze sperimentali che ne attestino l'esistenza in soluzione acquosa dove si instaura un equilibrio tra SO2 e acido solforoso che risulta essere nettamente spostato a sinistra. È stato invece rivelato in fase gassosa.[4]

Nell'Ottocento alcuni scienziati (Louis Pasteur e Antonio Carpenè) hanno studiato gli effetti dei composti solforosi sui fermenti di liquidi alcoolici come vino e birra per migliorarne la conservazione.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ChemIDPlus Advanced: Sulfurous acid
  2. ^ scheda dell'acido solforoso su IFA-GESTIS
  3. ^ Smaltire in accordo alle leggi vigenti.
  4. ^ D. Sülzle, M. Verhoeven, J. K. Terlouw, H. Schwarz, Generation and Characterization of Sulfurous Acid (H2SO3) and of Its Radical Cation as Stable Species in the Gas Phase, in Angew. Chem. Int. Ed. Engl., vol. 27, 1988, pp. 1533–4, DOI:10.1002/anie.198815331.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàLCCN: (ENsh85130395 · GND: (DE4180444-2
Chimica Portale Chimica: il portale della scienza della composizione, delle proprietà e delle trasformazioni della materia