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Abe no Seimei

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Abe no Seimei, in un dipinto di Kikuchi Yōsai.

Abe no Seimei (安倍 晴明?), detto anche Abe Haruakira (21 febbraio 92131 ottobre 1005) è stato un astrologo giapponese. Fu un onmyōji, cioè uno mago specializzato in onmyōdō, durante il periodo Heian. Oltre alla sua posizione di rilievo nella storia del Giappone, è un personaggio leggendario del folclore nipponico ed è stato ritratto in numerose opere.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Seimei era figlio di Abe no Yasuna, discendente del poeta Abe no Nakamaro[1]; iniziò la sua carriera come apprendista degli indovini di corte Kamo no Tadayuki e Kamo no Yasunori. Dopo la morte di Yasunori, il figlio di questi si concentrò sulla compilazione dei calendari, lasciando che Seimei gli succedesse nelle attività di astrologia e divinazione[2]. Gli incarichi di un indovino di corte comprendevano l'esecuzione di esorcismi, cerimonie scaramantiche e di purificazione, e in generale offrire la sua opinione su ogni evento inusuale, oltre ad astrologia e geomanzia; in particolare si conquistò una certa fama nel prevedere il sesso dei neonati e nel ritrovare oggetti perduti[3]. La sua reputazione crebbe a tal punto che sul volgere del X secolo l'Onmyōryō, ovvero il ministero della divinazione, divenne ufficio ereditario del clan Abe, mentre il clan Kamo fu definitivamente relegato al ruolo di compilatori di calendari[4].

Leggenda[modifica | modifica wikitesto]

La sua abilità divenne leggendaria già durante la sua vita, e alcune delle leggende che fiorirono sulla sua figura compaiono già nel Konjaku Monogatarishu (今昔物語集?), collocato intorno al XII secolo. Lo si trova anche come personaggio dell'Heike Monogatari (XIV secolo), in cui riesce a divinare la posizione di Shutendoji, il potente oni che verrà ucciso da Minamoto no Yorimitsu[5].

Kuzunoha[modifica | modifica wikitesto]

Una famosissima leggenda vuole che suo padre Yasuna avesse salvato una volpe bianca da un cacciatore; si trattava in realtà di uno spirito volpe, che si ripresentò in seguito a lui come una bellissima donna di nome Kuzunoha, di cui Yasuna si innamorò e che sposò. Il figlio che nacque dalla loro unione e che chiamarono Dōji (il futuro Seimei) si rivelò estremamente intelligente e con una grande affinità per il soprannaturale, al punto che riuscì a scoprire il segreto di sua madre, che si rivelò come la dea (kami) del santuario di Shimoda; non potendo più nascondere la sua identità, abbandonò il mondo umano lasciando in dono al figlio il potere di parlare agli animali della foresta[6].

Ashiya Doman[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni dei racconti che hanno per protagonista Abe no Seimei hanno come antagonista Ashiya Doman, un personaggio probabilmente fittizio che agisce come suo rivale. In una storia particolarmente nota Seimei e Doman si sfidano a divinare il contenuto di una scatola; Doman sa già la risposta, perché ha truccato la sfida chiedendo ad un suo collaboratore di metterci quindici mandarini, e pensa di avere la vittoria in pugno quando Seimei sostiene che ci siano quindici topi. Quando però la scatola viene aperta, ne escono quindici topi, e Doman è costretto ad ammettere la superiorità dei poteri magici di Seimei.

Tributi[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la sua morte, l'imperatore Ichijo fece erigere in suo onore un santuario shintoista, il Seimei-jinja (晴明神社 Santuario di Seimei?). È situato nel luogo in cui sorgeva la sua dimora, nel viale Horikawa a Kyoto. Questo jinja esiste tutt'oggi.[7]

Nel 1976 gli venne dedicato l'asteroide 5541 Seimei.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) William Anderson, Descriptive and Historical Catalogue of a Collection of Japanese and Chinese Paintings in the British Museum, Londra, Longman's & Co., 1886, p. 391.
  2. ^ (DE) Yoshio Mikami, Abhandlungen zur Geschichte der mathematischen Wissenschaften mit Einschluss ihrer Anwendungen, XXX, Lipsia, Teubner, 1913, p. 179.
  3. ^ (EN) Laura Miller, Extreme Makeover for a Heian-era Wizard, Minneapolis, University of Minnesota Press, 2008, p. 33.
  4. ^ (EN) Satoshi Itō, Shinto — a Short History, RourledgeCurzon, New York, 2003, p. 98, ISBN 0-415-31179-9.
  5. ^ (EN) Stefan Tanaka, New Times in Modern Japan, New Jersey, Princeton University Press, 2004, pp. 57–58, ISBN 0-691-11774-8.
  6. ^ (EN) Kiyoshi Nozaki, Kitsune — Japan's Fox of Mystery, Romance, and Humor, Tokyo, The Hokuseidô Press, 1961, p. 110-111.
  7. ^ (EN) Seimei Shrine (HTML), The Tale of Genji, 2007. URL consultato il 29 agosto 2007.

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