Ten'nin

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Raffigurazione di un ten'nin.

I ten'nin (天人? "creatura celestiale")[1] sono degli esseri spirituali presenti nel Buddhismo giapponese. Tra i ten'nin sono inclusi i tenshi (天使? "angelo")[2], i ten no tsukai (天の使い? lett. "messaggero celeste") e le ten'nyo (天女? "ninfa celeste")[3]. I ten'nin sono una figura importata dal Buddhismo cinese[4] che, a sua volta, fu influenzato dai concetti di "creatura celestiale" presenti nel Buddhismo indiano e nel Taoismo cinese.

I ten'nin sono stati rappresentati frequentemente nell'arte giapponese dove, oltre a varie pitture e sculture raffiguranti queste creature celesti, sono nate delle opere teatrali a loro ispirate. Solitamente vengono raffigurati come donne di straordinaria bellezza, che indossano kimono sgargianti (generalmente di cinque colori), raffinati gioielli e lunghe sciarpe che avvolgono dolcemente il loro corpo; portano con sé dei fiori di loto asiatico — simbolo dell'illuminazione spirituale — o suonano strumenti musicali come il biwa o il flauto[5][6].

Si ritiene che i ten'nin vivano nel paradiso buddhista, insieme ai Buddha e ai Bodhisattva. I ten'nin sono in grado di volare, caratteristica che viene indicata comunemente con i loro abiti (kimono, mantelli, veli o altro) variopinti o piumati, che prendono il nome di hagoromo (羽衣? "abito di piume")[4][7]; meno frequenti sono le rappresentazioni dei ten'nin con ali piumate[5].

La leggenda della ten'nyo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'opera del teatro Hagoromo (dove si trovano varie similitudini con le leggende sulle fanciulle cigno della cultura occidentale[8]), una ten'nyo giunse sulla Terra e si tolse il suo hagoromo. Un pescatore che la stava spiando nascose l'abito, così da costringere la ten'nyo — ormai impossibilitata a tornare nel suo mondo — a sposarlo. Dopo alcuni anni il pescatore confessò alla moglie quello che aveva fatto: la ten'nyo ritrovò il suo abito e poté così tornare in cielo[9].

Secondo la leggenda la ten'nyo discese sulle spiagge di Miyo, cittadina che oggi è compresa nel territorio di Shizuoka.

La ten'nyo nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda della ten'nyo discesa sulla Terra viene narrata nel manga di Yū Watase e nella sua trasposizione in anime Ayashi no Ceres: la protagonista Aya Mikage è una diretta discendente di Ceres, una ten'nyo rimasta intrappolata sulla Terra perché rubarono il suo hagoromo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) I Kanji della parola Tennin, su it.bab.la. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  2. ^ (EN) I Kanji della parola tenshi, su it.bab.la. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  3. ^ (EN) I Kanji della parola tennyo, su it.bab.la. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  4. ^ a b (EN) An Overview of Japanese Folklore, su Mukashibanashi.org. URL consultato il 19 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 12 luglio 2009).
  5. ^ a b (EN) Tennin, su Onmarkproductions.com. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  6. ^ (EN) Lafcadio Hearn, Glimpses of an Unfamiliar Japan, su Gutenberg.org. URL consultato il 19 febbraio 2015.
  7. ^ (JA) 天女・天人・吉祥天女・天人五衰, su 飛不動龍光山正宝院. URL consultato il 3 settembre 2020.
  8. ^ (EN) The Burren: The Legend of Connor O'Quin and the Swan Maiden, su Clarelibrary.ie. URL consultato il 20 febbraio 2015.
  9. ^ (EN) Atrhur Waley (1921), The Noh Plays of Japan, Chapter V, p. 177, "A Note on Hagoromo", su Sacred-texts.com. URL consultato il 20 febbraio 2015.

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