Daikokuten

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Daikokuten
Daikoku, Dio della ricchezza

In Giappone, Daikokuten (大黒天), il dio della grande oscurità, o il dio dei cinque cereali, è una delle Sette Divinità della Fortuna (Fukujin). Daikokuten si è evoluto dalla forma buddista della divinità indiana Shiva intrecciata con il dio shintoista Ōkuninushi.[1] Il nome è l'equivalente giapponese di Mahākāla, il nome indù di Shiva.[2]

Il dio gode di una posizione elevata come divinità domestica in Giappone. L'associazione di Daikoku con la ricchezza e la prosperità ha fatto accelerare un'usanza nota come fukunusubi, o "furto della fortuna". Questa consuetudine iniziò con la convinzione che chiunque avesse rubato figure divine fosse assicurato di buona fortuna se non colto in flagrante. Il toshi-no-ichi (mercato di fine anno) tenuto a Sensō-ji divenne la sede principale della vendita di tali immagini da parte dei cercatori di fortuna. Sono state aperte molte piccole bancarelle in cui sono stati venduti articoli che includevano immagini di Daikoku alla vigilia delle celebrazioni di Capodanno.[3]

I giapponesi mantengono anche il simbolo di Mahakala come monogramma. I pellegrini tradizionali che scalano il santo Monte Ontake indossano tenugui (una specie di sciarpa bianca) con il suono seme di Mahakala.

Daikoku è variamente considerato il dio della ricchezza, o della famiglia, in particolare della cucina. È riconosciuto dalla sua ampia faccia, dal suo sorriso e da un cappello nero piatto. È spesso raffigurato con un martello d'oro chiamato Uchide no kozuchi, altrimenti noto come "mazzetto di fortuna", ed è visto seduto su balle di riso, con ratti nelle vicinanze che indicano cibo abbondante.

L'immagine di Daikoku è stata presentata sulla prima banconota giapponese, progettata da Edoardo Chiossone.

La dea Daikokutennyo[modifica | modifica wikitesto]

Il compendio di Butsuzōzui del 1690 (ristampato ed espanso nel 1796) elenca ed illustra sei diverse manifestazioni di Daikoku, compresa la forma femminile conosciuta come Daikokunyo (大 黒 女) ("Lei della Grande Nerezza") o Daikokutennyo (大 黒 天 女) ("Lei della grande oscurità dei cieli ").[4] Come Daikoku è la forma giapponizzata del Mahākāla maschile, Daikokutennyo è la forma giapponizzata del Mahākāli femminile.

Quando Daikoku è considerato il Daikokutennyo femminile[4] e Kisshoutennyo è annoverato tra i sette Fukujin,[5] tutte e tre le dee indù Tridevi sono rappresentate tra i Fukujin.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Jeremy Roberts, Japanese Mythology A to Z, Infobase Publishing, 2009, p. 28, ISBN 9781438128023. URL consultato il 6 marzo 2019.
  2. ^ Pal, Pratapaditya. Indian Sculpture: 700-1800. Los Angeles County Museum of Art. p. 180.
  3. ^ (EN) Upendra Thakur, Some Aspects of Asian History and Culture, Abhinav Publications, 1986, p. 190, ISBN 9788170172079. URL consultato il 6 marzo 2019.
  4. ^ a b 仏像図彙, su www.lib.ehime-u.ac.jp, p. 059.jpg. URL consultato il 6 marzo 2019.
  5. ^ 仏像図彙, su www.lib.ehime-u.ac.jp, p. 077.jpg. URL consultato il 6 marzo 2019.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Japan and Indian Asia by Hajime Nakamura. Publisher: Firma KLM, 1961. Publication Date: 1961
  • India and Japan: A Study in interaction during 5th cent - 14th century - By Upendra Thakur.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàLCCN (ENsh91002312 · NDL (ENJA00577084