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A proposito di Schmidt

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A proposito di Schmidt
Jack Nicholson in un fotogramma del film
Titolo originaleAbout Schmidt
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno2002
Durata124 min
Generedrammatico, commedia
RegiaAlexander Payne
Soggettodal romanzo di Louis Begley
SceneggiaturaAlexander Payne, Jim Taylor
ProduttoreMichael Besman, Harry Gittes
Produttore esecutivoBill Badalato, Rachael Horowitz
Casa di produzioneNew Line Cinema
Distribuzione in italianoNexø
FotografiaJames Glennon
MontaggioKevin Tent
Effetti specialiErik Henry
MusicheRolfe Kent
ScenografiaJane Ann Stewart, T.K. Kirkpatrick, Pat Tagliaferro, Teresa Visinare
CostumiWendy Chuck
TruccoJeanne Van Phue
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

A proposito di Schmidt (About Schmidt) è un film commedia drammatica del 2002 diretto da Alexander Payne presentato in concorso al 55º Festival di Cannes.[1]

Warren Schmidt è un attuario prossimo alla pensione presso la Woodmen of the World a Omaha, Nebraska. La sua uscita dal mondo del lavoro è segnata da un profondo senso di inutilità e alienazione, sentimenti che lo accompagnano anche durante una scialba cena di addio. In cerca di uno scopo, decide di adottare a distanza Ndugu, un bambino tanzaniano attraverso l'organizzazione Childreach, iniziando a raccontargli la propria vita tramite una serie di lettere.

La sua routine viene bruscamente interrotta dalla morte improvvisa della moglie Helen, poco dopo che la coppia aveva acquistato un camper per godersi la pensione. La solitudine di Warren si intreccia con i conflitti familiari: il rapporto difficile con la figlia Jeannie, che lo accusa di aver trascurato la madre, e il disprezzo verso il futuro genero Randall, un venditore di materassi ad acqua che Warren ritiene inadeguato. La scoperta di vecchie lettere d'amore di Helen, che rivelano un passato tradimento della donna con un amico di famiglia, spinge Warren a liberarsi degli averi della moglie e ad affrontare un viaggio solitario a bordo del camper.

Durante il suo girovagare, Warren tenta invano di riconnettersi con il suo passato e con le persone che ha ferito, cercando di comprendere meglio se stesso. Arrivato a Denver per il matrimonio di Jeannie, il suo tentativo di ostacolare le nozze fallisce, trasformandosi in una serie di episodi grotteschi e frustranti. Tuttavia, proprio durante il ricevimento, Warren riesce a mettere da parte i propri pregiudizi, offrendo alla coppia un discorso sincero e benevolo.

Sulla via del ritorno, assalito da un profondo pessimismo, Warren riflette sul valore della propria esistenza, temendo di non aver lasciato alcuna traccia nel mondo. La conclusione del film porta con sé un momento di inaspettata commozione: una lettera proveniente dalla Tanzania, inviata da una suora per conto del piccolo Ndugu, accompagna un disegno a pastello che ritrae Warren e il bambino mentre si tengono per mano. Vedendo quell'immagine, Warren scoppia in lacrime, trovando finalmente, in quel piccolo gesto di gratitudine, la conferma di aver fatto, dopotutto, una qualche differenza.

Riconoscimenti

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  1. ↑ (EN) Official Selection 2002, su festival-cannes.fr. URL consultato il 7 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 14 dicembre 2013).

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Collegamenti esterni

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