Villa Jovis

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Villa Jovis
I resti di Villa Jovis.
I resti di Villa Jovis.
Utilizzo Villa imperiale
Epoca Epoca romana
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune stemma Capri
Altitudine 354[1] m s.l.m.
Dimensioni
Superficie 7.000 m²[2]
Scavi
Data scoperta XVII secolo
Date scavi XVII secolo
Organizzazione Carlo di Borbone
Archeologo Norbert Hadrawa
Amadeo Maiuri
Amministrazione
Visitabile
sito web

Villa Iovis (dal latino Villa di Giove), è situata sulla vetta del monte Tiberio, che si trova nella parte orientale dell'isola di Capri.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Villa Jovis è nota per essere stata sia la dimora dell'imperatore romano Tiberio Giulio Cesare Augusto e sia il palazzo del governo di Roma nel periodo cui risale tra il 26 e il 37 dC. Scoperta qualche secolo fa dagli archeologi Norbert Hadrawa e Amedeo Maiuri, villa Jovis ha suscitato un grande interesse tra gli studiosi di tutto il mondo soprattutto per il suo ruolo svolto durante la permanenza degli antichi romani sull'isola di Capri. Oggi è uno dei reperti archeologici dall'importanza unica, la sua bellezza e la sua storia sono di un fascino indescrivibile.

Tiberio e la sua villa[modifica | modifica wikitesto]

Dalla sua villa, Tiberio Giulio Cesare Augusto 42 aC / 37 dC governò l'Impero per oltre undici anni. Sulla personalità di Tiberio ancora oggi si fanno molte speculazioni. Alcuni cronisti dell'epoca, descrivevano questi come un despota dalla personalità crudele e senza scrupoli. L'ozio e i vizi di corte lo avrebbero indotto nel commettere brutalità eccessive, come quella di far lanciare nel vuoto del Salto di Tiberio i suoi schiavi. Questa per cosi dire "diceria" ha macchiato la sua immagine per secoli perché non corrisponde alla realtà. Fonti più attendibili descrivono Tiberio come una persona distaccata, introversa, di poche parole. Difficilmente riceveva ospiti tanto meno organizzava serate di gala, ancora più rari erano i ricevimenti diplomatici. Trascorreva intere giornate nella profonda solitudine, rinunciando addirittura alla presenza della sua scorta, della sua servitù e del segretariato imperiale. Si abbandonava in passeggiate solitarie lungo il belvedere della sua villa che affaccia sui due golfi di Napoli e Salerno.[3] Durante il suo lungo soggiorno sull'isola parte delle cariche dello Stato vennero trasferite da Roma a Capri, da ciò si rese necessario realizzare alla villa ulteriori aumenti di volume, malgrado tutto gl' ampliamenti e le aree realizzate risultarono insufficienti. Più tardi si resero altre modifiche necessarie questo a causa del degeneramento progressivo dello stato di salute dell'Imperatore dovuto alla sua età avanzata. Alcuni studiosi affermano che Tiberio soffrisse di tubercolosi, ragione in cui i suoi medici gli avrebbero ordinato un lungo soggiorno in zone costiere. L'aria marina sarebbe stata la terapia indicata. Sulla veridicità e sulle ipotesi avanzate fino ad oggi non ci sono conferme. Lo stesso Svetonio.[4] descrisse che le relazioni che aveva l'Imperatore Tiberio con il Senato, la classi patrizie e i vertici militari erano condizionate da forti divergenze. Una delle cause principali era la sua politica di risparmio, essendo contrario all'espansionismo dell'Impero. Tiberio malgrado la sua intollerabile intransigenza, riuscì nel sanare in pochi anni i bilanci disastrati dello Stato causati dai suoi predecessori con grande successo. Un opera che gli costò non poche rinuncie fino alla sua isolazione. Dopo essersi reso conto che qualcosa contro di lui era da tempo in atto, per sfuggire ad un attentato lasciò la capitale appena in tempo per una "lunga convalescenza". Scelse appunto di venire a Capri ed abitare a Villa Jovis per la sua incolumità. Negli ambienti di corte la sua partenza verso l'isola delle Sirene suscitò poche attenzioni, alcuni videro la sua assenza da Roma come una decisione saggia. Quello che tuttavia resta ancora oggi "dubbio" era il suo "stato di salute".

Tra le ipotesi più azzardate del suo stato di salute, cui Tiberio durante la sua gioventù nelle sue campagne d'Africa e del Reno sia stato contagiato da un batterio che gli "avrebbe" reso la vista debole. Nonostante tutto Tiberio era affascinato dalle meraviglie del mediterraneo come il suo lungo soggiorno a Rodi. Durante la sua permanenza sull'isola di Capri ordinò modifiche e costruzione di altri palazzi intorno ad essa, tra i più noti: "Palazzo a Mare oppure Bagni di Tiberio".

Ricostruzione ottocentesca dell'aspetto originario di Villa Jovis.

Nella stagione estiva si trasferiva sulla costa, tra le costruzioni oggi note come "bagni di Tiberio" oppure "palazzo a mare". In questo suo quartiere marittimo, l'imperatore amava fare il bagno. Gli architetti che progettarono la sua villa per rendere il soggiorno dell'imperatore confortevole, si trovarono di fronte ad un grosso problema, ossia l'approvvigionamento idrico. L'acqua potabile, se abbondava nei bassi rilievi dell'isola, scarseggiava nei livelli superiori. Pochi anni prima che l'imperatore lasciasse la capitale dell'impero, vennero costruite due o più cisterne di enorme portata disposte nelle fondamenta della Villa Jovis. Quest'opera unica e ben concepita rese la raccolta di acqua piovana in grandi unità metrocubiche, da ciò fu resa possibile l'erogazione di acqua potabile in aree dell'isola meno accessibili sia durante l'epoca romana che nei secoli successivi.

Dall'età borbonica in poi[modifica | modifica wikitesto]

La parte settentrionale della villa.

Villa Jovis venne riscoperta nel XVIII secolo sotto il dominio di Carlo di Borbone[2] e subì dei devastanti scavi durante i quali vennero asportati molti preziosi pavimenti in marmo.[5]

La villa fu oggetto di un intervento di recupero nel 1932 diretto dall'archeologo Amedeo Maiuri: furono rimosse le macerie che si erano nuovamente accumulate sulle rovine della villa, che ne risultarono rivalorizzate. A Maiuri è stata intitolata la strada che, partendo dal centro della contrada di Tiberio, conduce alle rovine.[2]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Statua marmorea di Tiberio ritrovata a Capri ed oggi esposta al Louvre

Villa Iovis è sita in posizione del tutto strategica, sul monte Tiberio, promontorio occidentale dell'isola, a 334 metri sul livello del mare. Dalla sua posizione sublime si può osservare l'isola d'Ischia, Procida, il golfo di Napoli, la penisola sorrentina quindi il golfo di Salerno fino alle terre del Cilento.[6]

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Capri - Rovine di villa Jovis, SorrentoHoliday..
  2. ^ a b c Villa Jovis e Monte Tiberio, Capri.it..
  3. ^ La grotta delle Felci, Pompeii Restaurant..
  4. ^ Svetonio, Tiberio, 10; trad. di Felice Dessì, Le vite dei Cesari, BUR.
  5. ^ Guida ai monumenti antichi dell'isola di Capri, CapriTourism..
  6. ^ Le ville di Tiberio, Capri.net..

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Clemens Krause, Villa Iovis, Electa Napoli, 2005, ISBN 978-88-510-0149-0.
  • Luigi Veronese, Villa Jovis a Capri: lo scavo e il restauro negli anni del regime. In Confronti,Vol. 0, 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]