Victor Lustig

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Victor Lustig (Hostinné, 4 gennaio 1890Springfield, 11 marzo 1947) è stato un truffatore ceco. È conosciuto come "L'uomo che vendette la Tour Eiffel. Due volte."

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Victor nacque a Hostinné in Boemia, ma ben presto iniziò a viaggiare verso l'Ovest. Parlava correttamente molte lingue, e ben presto intraprese l'attività di truffatore sui transatlantici di linea tra Parigi e New York.

La truffa della Tour Eiffel[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1925, la Francia si stava riprendendo dalla Prima guerra mondiale, e Parigi era in pieno fermento, un ambiente eccellente per un genio della truffa. I giornali diedero molto rilievo ai problemi per la manutenzione della Tour Eiffel. Anche la verniciatura era un onere non indifferente e la torre cominciava a mostrare segni di trascuratezza.

Lustig colse la palla al balzo, e mise in piedi quello che è ritenuto il raggiro più famoso.

Si procurò documenti governativi falsi, che attestavano che egli fosse un funzionario statale incaricato della vendita della torre. Organizzò un incontro con sei dei più grandi commercianti di materiali ferrosi della Francia presso l'Hotel de Crillon, uno dei più prestigiosi alberghi della vecchia Parigi, presentandosi come l'assistente del direttore generale del ministero delle poste e telecomunicazioni.

Lustig affermò che il governo francese intendesse smantellare la torre, a causa del suo stato fatiscente. In effetti la torre fu progettata per essere il simbolo dell' Esposizione universale di Parigi del 1889 e nei piani originari doveva venire smontata vent'anni dopo, quindi il suo discorso venne reso da questo maggiormente credibile. Inoltre mise in rilievo il fatto che la torre stonasse con le cattedrali gotiche parigine.

Individuò in Andre Poisson la propria vittima. Chiese ai presenti di mantenere il segreto sull'incontro, spacciandolo per segreto di stato. Poisson, spinto dalla moglie insospettita dalla segretezza e dalla rapidità che Lustig usò, decise di chiedere spiegazioni. La risposta che ottenne fu che lo stato non gli aveva dato abbastanza soldi per finanziare una trattativa più lunga, e che aveva interesse a concludere in fretta la questione in quanto il proprio stipendio era relativamente basso rispetto allo stile di vita imposto dalla pomposità dell'evento.

Poisson, dedusse di trovarsi di fronte ad un funzionario corrotto che voleva una bustarella, di conseguenza cascò nella trappola e diede a Lustig i soldi per la torre più una "mancia" personale. Lustig scappò a Vienna insieme al suo complice Robert Arthur Tourbillon con una valigia piena di contanti. Poisson, scoperto l'inganno, si vergognò e decise di non denunciare l'accaduto.

Sei mesi dopo Lustig ritentò la truffa, ma uno dei possibili compratori si insospettì e denunciò il tutto. Lustig riuscì però a scappare insieme al suo complice.

Altre truffe[modifica | modifica wikitesto]

Una delle sue prime truffe, fu quella della "macchina copiatrice di banconote", ossia una macchina capace - secondo Lustig - di produrre una banconota da 100 $ ogni sei ore.

Questa macchina, venduta a cifre stratosferiche ovviamente era un imbroglio: donava solamente due biglietti di banca nell' arco di 12 ore, dopodiché produceva solo carta bianca, ma intanto egli era già lontano con la somma intascata.

Anni dopo convinse Al Capone a investire $50,000 in uno stock di azioni. In realtà Lustig tenne la somma in una cassetta di sicurezza per due mesi, per poi restituirla sostenendo che l'affare fosse saltato. Impressionato dalla sua correttezza, Capone gli diede $5000 e, ovviamente, era quello che Lustig in realtà voleva.

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1934, Lustig venne arrestato dagli agenti federali per contraffazione. Il giorno prima del processo riuscì a evadere, ma venne arrestato 27 giorni dopo a Pittsburgh e fu condannato alla reclusione di 20 anni a Alcatraz. Morì l'11 marzo del 1947 a causa di una polmonite.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • James F. Johnson and Floyd Miller, The Man Who Sold the Eiffel Tower, 1961, Doubleday & Company Inc., 216 pages, Congress Catalog Number 61-9522

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 85650374

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