Utah Beach

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Coordinate: 49°25′05″N 1°10′35″W / 49.418056°N 1.176389°W49.418056; -1.176389

Utah Beach
DD tanks on Utah beach.jpg
I carri Sherman DD approdano a Utah Beach
Data 6 giugno, 1944
Luogo penisola del Cotentin, tra Pouppeville e St.Martin de Varreville, in Francia
Esito Vittoria statunitense
Schieramenti
Comandanti
Stati Uniti Lawton Collins,
(VII Corpo d'Armata)
Stati Uniti
Raymond Barton,
(4ª Divisione)
Stati Uniti Theodore Roosevelt Jr.
Flag of German Reich (1935–1945).svg Karl-Wilhelm von Schlieben
(709ª Divisione)
Effettivi
20 000 uomini,
1 700 veicoli
Sconosciuti
Perdite
197 vittime Sconosciute
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Utah Beach era il nome in codice alleato di una delle cinque spiagge in cui avvenne lo sbarco in Normandia, all'interno dell'Operazione Overlord, il 6 giugno 1944. In particolare la spiaggia di Utah costituiva il settore più occidentale della costa interessata dalle operazioni militari e si estendeva nella penisola del Cotentin, tra le località di Pouppeville, nel comune di Sainte-Marie-du-Mont, e Saint-Martin-de-Varreville.

Forze in campo[modifica | modifica wikitesto]

Forze tedesche e difese costiere[modifica | modifica wikitesto]

Le difese costiere erano pressoché identiche alle difese posizionate su Omaha Beach ma non essendovi alte costiere su cui costruire roccaforti, gli unici ostacoli furono quelli posizionati direttamente sulla spiaggia, a cinquanta, cento metri dal mare. Dietro a queste costiere vi erano comunque postazioni d'artiglieria e di mitragliatrici, collegate con una serie di trincee da cui i soldati potevano sparare direttamente sulla spiaggia. I soldati a difesa erano più sparpagliati rispetto ai compagni di Omaha, probabilmente perché i tedeschi confidavano nei campi allagati dietro la spiaggia. Lungo le quattro Uscite dalla spiaggia vi erano diverse postazioni di mitragliatrici e a circa tre chilometri dal mare furono posizionate delle batterie costiere, soprattutto presso Crisbecq e Saint-Martin-de-Varreville.[1]

Il settore di Utah Beach era difeso dalla 709ª Divisione di fanteria (in particolare dal 919º Reggimento). Alcuni battaglioni di tale divisione erano formati da "Osttruppen", cioè prigionieri di guerra provenienti dal fronte orientale, soprattutto russi o georgiani. La divisione, pur potendo contare su una quantità di uomini piuttosto elevata, era dislocata sulla costa tra il settore di Utah Beach e la città di Cherbourg e doveva perciò coprire una linea di circa 100 km: per questo motivo l'area effettivamente difesa dai tedeschi si limitava ad un'esigua striscia di terra a ridosso della costa. Il supporto alla 709ª doveva essere fornito dalla 91ª Divisione di fanteria, che si scontrò con i paracadutisti statunitensi nell'entroterra di Utah Beach e la 243ª Divisione di fanteria.[1]

Forze americane[modifica | modifica wikitesto]

Le forze statunitensi operanti nella zona di Utah Beach erano inquadrate nel VII Corpo. Questo era costituito da unità appartenenti a diverse divisioni: la 101ª Divisione Aviotrasportata e l'82ª Divisione Aviotrasportata, che furono paracadutate nell'immediato entroterra di Utah, e la 4ª Divisione di fanteria che sbarcò direttamente sulla spiaggia.

I reparti aviotrasportati, in particolare, erano formati interamente da volontari ed erano considerati corpi d'élite, nonostante per la 101ª si trattasse della prima operazione in un teatro di guerra (l'82ª aveva già partecipato ai combattimenti in Italia). La 4ª Divisione era stata lungamente addestrata agli sbarchi in condizioni simili a quelle previste per Utah Beach: in una di queste esercitazioni (Operazione Tiger) l'incursione di alcune motosiluranti tedesche sfuggite al controllo radar alleato aveva causato circa un migliaio di vittime tra i soldati.

I piani[modifica | modifica wikitesto]

Piani dello sbarco

I piani originali dell'Operazione Overlord non prevedevano sbarchi su questa spiaggia. Il settore venne inserito tra gli obiettivi solo dietro insistenza del generale Dwight D. Eisenhower, il quale sosteneva l'importanza di assicurarsi una testa di ponte nella penisola del Cotentin, in modo da facilitare la presa del porto di Cherbourg che era considerato di fondamentale importanza strategica dal comando alleato per il futuro rifornimento di uomini e mezzi sul suolo francese. Per l'assalto principale fu deciso di impiegare la 4ª Divisione, supportata da due assalti paracadutisti della 101ª e della 82ª Divisione paracadutiste. Tuttavia la riuscita dell'operazione riservava alcuni problemi: infatti l'area dietro la spiaggia era paludosa ed i tedeschi, aprendo le chiuse dei fiumi Douve e Merderet, avevano allagato delle vaste zone, rendendole quindi difficili da attraversare per le truppe sbarcate. La spiaggia era costituita da un terreno sabbioso, estesa per circa quattro, cinque chilometri. Le difese preparate dai tedeschi erano molto più deboli di quelle presenti ad Omaha Beach. Gli Alleati avevano inoltre l'esigenza di assicurare almeno quattro vie d'uscita dalla spiaggia, in modo da non congestionare il traffico e garantire il rapido deflusso di uomini e mezzi sbarcati. Per questo motivo furono organizzate le operazioni dei reparti aviotrasportati, che avevano il compito di prendere le vie d'uscita e di difendere le forze sbarcanti da eventuali contrattacchi nemici. Poco a sud della spiaggia vi era la più vicina città, Carentan, che era attraversata da una delle principali vie di comunicazione tra Bayeux e Valognes, a meno di venti chilometri da Cherbourg.[1]

L'obiettivo principale dello sbarco era di tagliare fuori la penisola del Cotentin dal resto della Francia, per proseguire poi verso Cherbourg. Di fondamentale importanza sarebbe stata la rapida formazione di una testa di ponte salda, in grado di respingere i contrattacchi nemici e di conquistare velocemente Carentan, impedendo così ai tedeschi di dividere il VII dal V Corpo (sbarcato ad Omaha Beach). La 4ª Divisione sarebbe sbarcata su Utah Beach assieme a unità di genieri, unità anticarro, contraeree, mortai e artiglieria. Il giorno seguente, il 7 giugno, sarebbe sbarcata la 90ª Divisione che, assieme alla 4ª che ormai avrebbe reso sicura la testa di ponte, avrebbe marciato verso nord-ovest, diretta a Cherbourg. Il 359º Reggimento della 90ª Divisione fu temporaneamente aggregato alla 4ª e quindi sbarcò il D-Day, nel settore settentrionale dello sbarco; la 9ª Divisione, in riserva, sarebbe giunta il 10 giugno mentre la 79ª Divisione il 14 giugno. Alle H-2 ore (meno due ore all'ora H, l'ora dello sbarco), il 4º Gruppo di Cavalleria sarebbe sbarcato nell'arcipelago Îles Saint-Marcouf (due isole alla foce della Senna), per eliminare ogni struttura e installazione in grado di ostacolare l'invasione.[1]

Lo sbarco[modifica | modifica wikitesto]

Bombardamento aeronavale[modifica | modifica wikitesto]

Lo sbarco fu preceduto da una fase di bombardamento aeronavale sull'area designata per lo sbarco anfibio. Già quattro giorni prima del D-Day, l'Aviazione alleata aveva concentrato il fuoco sugli aeroporti tedeschi per impedire al nemico di colpire le spiagge anche dal cielo. Solamente il giorno dello sbarco però, il fuoco fu direttamente indirizzato sulle fortificazioni costiere per distruggere queste ultime, demoralizzarne le truppe e tagliare le vie di comunicazioni nemiche. L'aviazione britannica, dopo la mezzanotte dello stesso giorno, aveva cominciato un raid generale su tutta la costa normanna in cui sarebbe avvenuti gli sbarchi, concentrandosi sulle batterie costiere come quelle di Crisbecq e St. Martin. L'aviazione americana (9ª Forza Aerea) si concentrò poche ore prima dello sbarco sulle difese della spiaggia di Utah, mantenendo operativo uno squadrone di cacciabombardieri sopra la spiaggia stessa, squadrone che in seguito avrebbe supportato l'avanzata nell'entroterra. Il bombardamento navale fu affidato alla Task Force 125, formata da 1 nave da battaglia (la USS Nevada), 5 incrociatori e 11 cacciatorpediniere.

L'USS Nevada mentre bombarda la spiaggia

La Task Force aprì il fuoco sulla spiaggia alle H-40 minuti. Il fuoco fu interrotto quando i mezzi da sbarco anfibi (LCVP con trenta uomini o un carro ciascuno), che trasportavano la fanteria e i mezzi corazzati, erano a seicento, settecento metri dalla spiaggia. Dall'ora H, i bombardamenti cominciarono a colpire scivolando verso l'entroterra, anticipando il passaggio della fanteria.[1]

Assalto aviotrasportato[modifica | modifica wikitesto]

Le operazioni iniziarono verso le ore 01:30 con l'atterraggio dei primi paracadutisti della 101ª e dell'82ª Divisione nell'entroterra della penisola.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operazione Detroit e Operazione Chicago.

Assalto anfibio[modifica | modifica wikitesto]

Lo sbarco ebbe inizio all'ora H (06:30):[1] la prima ondata consistette di 20 LCVP, ognuno dei quali trasportava 30 soldati dell'8º Reggimento della 4ª Divisione. Dietro di essi sbarcarono 8 LCT che trasportavano complessivamente 32 carri anfibi M4 Sherman DD. Secondo i piani, i carri avrebbero dovuto sbarcare prima della fanteria, ma in realtà giunsero a riva diversi minuti dopo la prima ondata. Le ondate successive sbarcarono truppe d'assalto, carri e genieri, questi ultimi con il compito di sminare la spiaggia e rimuovere gli ostacoli anticarro.

La prima ondata toccò riva 1800 metri più a sud del previsto quindi il generale Roosevelt si assunse la responsabilità di abbandonare il piano originale, rinunciando così all'idea di trasferire le truppe a nord, nel punto di sbarco previsto. Il cambiamento di programma si rivelò in seguito fortunato, in quanto l'uscita 2, di fronte alla quale sbarcarono i soldati, era quella meno difesa dai tedeschi.[2]

Scontri sulla spiaggia[modifica | modifica wikitesto]

I genieri furono impiegati immediatamente per rendere sicure le spiagge dalle mine e per aprire diverse brecce nelle difese nemiche. Nei minuti seguenti il primo sbarco diverse unità di genieri e di bulldozer giunsero a riva, cominciando subito il loro lavoro. I genieri, metà dell'esercito e metà della marina, subirono alcune perdite sotto i colpi dell'artiglieria mentre le imbarcazioni da trasporto stavano giungendo a riva e sulla spiaggia stessa. Nonostante tutto, le operazioni non subirono grosse modifiche rispetto a ciò che era stato pianificato. La spiaggia intera fu liberata dagli ostacoli in un'ora. Nel frattempo un battaglioni di mortai, il 3º Battaglione dell'8º Reggimento e il 3º Battaglione del 22º Reggimento attraversarono completamente la spiaggia. I genieri il cui compito era ripulire la spiaggia lavorarono ancora diverse ore e prima di mezzogiorno completarono il loro compito e si riorganizzarono. Dei 400 genieri, 6 furono uccisi e 39 rimasero feriti. Altre unità di genieri ebbero il compito di aprire la via alla fanteria, prima, attraverso e dopo le fortificazioni tedesche, distruggendo le barriere nemiche e aprendo vie lungo gli eventuali campi minati.[2]

L'avanzata della 4ª Divisione[modifica | modifica wikitesto]

Una volta presa coscienza di essere sbarcati sul luogo sbagliato, il generale Roosevelt decise di proseguire comunque con i piani stabiliti per le operazioni successive allo sbarco. Ordinò quindi alla Divisione di avanzare verso l'entroterra. L'8º Reggimento sfondò così le linee tedesche e si diresse verso sud-ovest, in direzione degli obiettivi assegnati alla 4ª divisione. Di fronte, il 1º Battaglione trovò le fortificazioni difensive de Le Madeleine, mentre il 2º Battaglione incrociò una fortificazione a sud dell'Uscita 2. Suddette fortificazioni furono conquistate in breve da unità americane non più grandi di una compagnia: infatti le difese tedesche erano molto esigue e potevano respingere il nemico solo con il fuoco leggero delle loro armi. Gli americani conquistarono anche diverse abitazioni ai margini della spiaggia e la guarnigione tedesca a difesa della costa si arrese molto velocemente. I soldati tedeschi, infatti, erano stati parecchio scossi dal fuoco dei bombardamenti pre-sbarco, tanto che alcune postazioni non aprirono neppure il fuoco sui soldati che giungevano dalla spiaggia.

La fanteria impiegò tra le due e le tre ore per ottenere il controllo della spiaggia e per riorganizzarsi prima di avanzare nell'entroterra. In seguito, il 1º Battaglione si diresse verso nord, attraversando l'Uscita 3 mentre il 2º si mosse verso sud attraversando l'Uscita 1; nel frattempo giunsero sulla spiaggia diverse altre unità di fanteria. Circa alle 07:45 (H+75') il 3º Battaglione (22º Reggimento) giunse sulla spiaggia assieme al 3º Battaglione (8º Reggimento). Il primo proseguì lungo la costa verso nord per eliminare le restanti difese nemiche, mentre il secondo attraversò l'Uscita 2. Altri quattro battaglioni giunsero alle ore 08:00 e altri due alle ore 10:00 (1º e 2º Battaglione del 22º Reggimento). In accordo con i piani, questi ultimi due avanzarono nell'entroterra attraverso l'Uscita 4. Il 3º Battaglione (8º Reggimento), supportato da carri armati e da genieri, cominciò ad attraversare l'Uscita 2. A metà strada, il battaglione scoprì che un ponte sopra ad un canale di scolo era stato distrutto e ciò impediva l'avanzata. Gli americani furono inoltre accolti dal fuoco anticarro tedesco sul fianco destro. Il primo carro M4 Sherman fu distrutto da una mina mentre un altro fu colpito dall'arma anticarro. Il terzo carro però riuscì a distruggere il pezzo anticarro tedesco ed i genieri cominciarono subito la costruzione del ponte che avrebbe permesso la continuazione dell'avanzata. In breve tempo infatti, attraverso l'Uscita 2 cominciarono a fluire la maggior parte di veicoli e uomini sbarcati sulla spiaggia.

Dopo la cattura delle batterie costiere, il 1º Battaglione dell'8º Reggimento proseguì verso nord e, nonostante i colpi dell'artiglieria nemica, l'unità attraversò l'Uscita 3 raggiungendo i pressi del paese di Turqueville a sera inoltrata. Il 3º Battaglione passò oltre l'Uscita 2, trovando resistenza solo nelle vicinanze di St. Marie-du-Mont dove gli americani dovettero confrontarsi con mine, armi leggere tedesche e tre, quattro Flak 88. Dopo un breve scontro, cinquanta tedeschi rimasero uccisi e altri cento furono fatti prigionieri. I soldati americani si appostarono di notte a sud di Sainte-Mère-Église e presero contatto con l'82ª Divisione Aviotrasportata.

Il colonnello McNeely, comandante del 2º Battaglione (3º Reggimento), sbarcò alle H+30' e radunò velocemente i suoi uomini. Decise di avanzare il più presto possibile verso Pouppeville, pur venendo sottoposto al fuoco dell'artiglieria nemica, dove i suoi uomini presero contatto con il 3º Battaglione del 501º Reggimento Paracadutista, 101ª Aviotrasportata.

L'8º Reggimento raggiunse tutti gli obiettivi del D-Day. Rimpiazzò i colleghi dell'aviotrasportata presso Pouppeville e, così facendo, sarebbe stato pronto a proteggere il fianco sud della 4ª Divisione. Vi furono alcune difficoltà a nord, dove i tedeschi si trincerarono tra Turqueville e Fauville tagliando fuori la maggior parte dell'82ª. All'alba, i paracadutisti iniziarono un'offensiva dalla quale i tedeschi arretrarono per riorganizzarsi vicino Fauville. Nel pomeriggio toccò al 3º Reggimento tentare di sfondare le linee nemiche per permettere agli alianti con i rinforzi di atterrare in sicurezza alle 21:00. Gli americani attaccarono con i carri armati per due volte: durante il primo assalto un carro fu danneggiato e nel secondo due furono distrutti senza smuovere i tedeschi dalle loro posizioni. Quando gli alianti giunsero all'ora prestabilita, la maggior parte di essi finirono nell'area nemica, alcuni proprio sulle linee tedesche, subendo gravi perdite; solo alcuni alianti finirono nelle zone americane.

Gli altri due reggimenti della 4ª Divisione non raggiunsero tutti gli obiettivi prestabiliti nel D-Day.[2]

Dopo il D-Day[modifica | modifica wikitesto]

Il giorno seguente l'invasione il 12º e il 22º Reggimento portarono a termine gli obiettivi loro assegnati per il D-Day, mentre l'82ª Divisione liberava Sainte-Mère-Église.[3] Nelle settimane successive gli americani dovettero combattere duramente per conquistare Carentan, cittadina crocevia delle vie di comunicazione nella Normandia, e divisero la penisola del Cotentin in due, isolando Cherbourg dal resto della Francia occupata. La città stessa, unica con un porto con acque profonde e quindi logisticamente indispensabile per il futuro dell'invasione, fu liberata dopo una dura battaglia.[4][5][6]

Bilancio dell'operazione[modifica | modifica wikitesto]

Soldati Statunitensi carichi di equipaggiamento arrivano sulla spiaggia

Le perdite statunitensi furono 197 uomini[2], molto ridotte se si considera che a Utah Beach sbarcarono circa 20 000 uomini e 1700 veicoli. Le cause del successo dell'operazione sono da rintracciarsi nei seguenti fattori:

  • Insufficienza delle fortificazioni tedesche, dovuta alla scarsa considerazione strategica della zona da parte degli alti comandi della Wehrmacht.
  • Inadeguatezza dei difensori: la 709ª Divisione di fanteria tedesca era formata da truppe di seconda fascia, poco addestrate e non realmente motivate a combattere (soprattutto le Osttruppen).
  • Bombardamenti aero-navali: l'azione dei bombardieri e delle navi permise di eliminare diverse postazioni di difesa, di stordire i tedeschi nei bunker e di distruggere il sistema di comunicazioni (tra cui la possibilità di azionare i carri a controllo remoto Goliath).
  • Opportunità (non prevista dai piani) di sbarcare davanti all'uscita meno difesa della spiaggia.
  • Azione delle truppe aviotrasportate, che assicurarono le uscite dalla spiaggia, tagliarono le comunicazione nell'interno e difesero gli sbarchi dal contrattacco tedesco. Inoltre gli atterraggi dei paracadutisti, avvenuti in maniera caotica e su una vasta area, confusero ulteriormente il comando tedesco.

Tra le perdite dello sbarco di Utah Beach dovrebbero essere contati anche i paracadutisti uccisi, ma non si hanno stime precise sulle vittime aviotrasportate durante il D-Day. Inoltre le operazioni dei reparti aviotrasportati sono generalmente considerate separatamente dallo sbarco su Utah Beach.

Deve essere invece considerato tra le perdite l'affondamento del cacciatorpediniere USS Corry, dovuto alla collisione con una mina. Le mine fecero diverse vittime anche tra i mezzi da sbarco, oltre che tra gli uomini a terra.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f Launching the Invasion: Utah Beach to Cherbourg:
  2. ^ a b c d The Seaborne Assault: Utah Beach to Cherbourg
  3. ^ Securing the Beachhead (D Plus 1): Utah Beach to Cherbourg
  4. ^ The Battle of Carentan (8-15 June): Utah Beach to Cherbourg
  5. ^ Sealing off the Peninsula: Utah Beach to Cherbourg
  6. ^ The Fall of Cherbourg: Utah Beach to Cherbourg

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]