Landing Craft Tank

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LCT Mk 1 - LCT (1)
Un LCT della US Navy in navigazione
Un LCT della US Navy in navigazione
Descrizione generale
US Naval Jack 48 stars.svg
Tipo Landing Craft Tank
Entrata in servizio 1940-41
Caratteristiche generali
Dislocamento 226
Stazza lorda 372 tsl
Lunghezza 46,3 m
Larghezza 8,8 m
Pescaggio 0,9/1,75 m
Propulsione 2 motori a benzina su 2 assi
Potenza: 1.000 CV
Velocità 10 nodi
Autonomia 900 miglia a 10 nodi
Capacità di carico 3 carri pesanti o 6 medi
Equipaggio 12
Armamento
Armamento 2 cannoni Vickers da 40mm

WORLD WAR II LANDING CRAFT TANKS

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Le Landing Craft Tank (LCT) erano imbarcazioni con le quali effettuare lo sbarco dei carri armati o di altri veicoli, durante gli assalti anfibi, direttamente sulle spiagge. Usate dalla U.S. Navy e dalle marine di altre nazioni, tra le quali la Royal Navy nella seconda guerra mondiale. La US Navy le utilizzò, con differenti designazioni, anche durante la guerra di Corea e del Vietnam. Il termine LCT nasce come hull classification symbol (simbolo di classificazione di scafo) dell'US Navy, ma è usato per estensione anche per indicare mezzi di questo tipo di marine di altre nazioni, sebbene le classificazioni locali siano tipicamente diverse.

Nella seconda guerra mondiale erano comunemente identificate solo con la loro abbreviazione, LCT.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'evacuazione da Dunkerque (operazione Dynamo) divenne evidente per gli Alleati che l'unico modo per riportare la guerra sul territorio continentale era quello di realizzare sbarchi. L'idea di Winston Churchill per un'imbarcazione capace di portare uno o più carri armati portò alla realizzazione di un dipartimento "Combined Operations" per l'organizzazione di operazione congiunte di Esercito e Marina. A metà del 1940 i diversi cantieri proposero i diversi progetti. A vincere fu la Hawthorn Leslie and Company, che realizzò il primo Landing Craft Tank, denominato LCT Mk I o LCT (1) nel novembre dello stesso anno.

Queste imbarcazioni erano prodotte in due differenti versioni dette Mark. V (Mk. V) e Mark. VI (Mk. VI). Gli LCT Mk. V avevano solo la rampa a prua mentre gli LCT Mk. VI erano dotati di rampa sia a poppa che a prua. Gli LCT erano più piccoli degli LST (Landing Ship Tank), navi per l'assalto anfibio più grandi e capaci di navigare più agevolmente in alto mare, tanto che un LCT poteva essere trasportato e messo in mare da quest'ultima. Non avevano corazzatura ed erano dotate solo di un armamento difensivo leggero. Agli LCT non veniva mai dato un nome, ma erano identificate solo da un numero progressivo. Sulla base della legge affitti e prestiti una grande quantità di LCT venne consegnata alla Gran Bretagna e, in numeri più piccoli, all'URSS.

Un LCT viene issato a bordo di un LST

Durante il secondo conflitto mondiale, oltre a svolgere il ruolo di trasporto di uomini, veicoli e carri armati, alcune di queste imbarcazioni furono modificate aggiungendo cannoni, rampe per il lancio di razzi, in imbarcazioni officina per altre navi o mezzi e per la ricerca delle mine. Ventisei di queste imbarcazioni ricevettero una corazzatura aggiuntiva e furono ridesignate LCT (A) (Landing Craft Tank (Armored)) in vista dello sbarco sulle coste normanne nel D-Day. Queste imbarcazioni così modificate però perdevano la metà della capacità di carico che passava da quattro a due carri armati. Furono 837 gli LCT impiegati per lo sbarco in Normandia. I primi esemplari entrarono in servizio nel 1941.


Dopo la seconda guerra mondiale tutti gli LCT Mk V sopravvissuti furono venduti per la demolizione o per venire destinati ad usi civili, mentre gli LCT Mk VI furono ridesignati nel 1949 in un primo tempo Utility Landing Ship (LSU), per poi cambiare questa denominazione in Landing Craft Utility (LCU) e sei di queste imbarcazioni vennero modificate, nel periodo 1948-49, per il servizio nell'Artico.

Dopo la fine della seconda guerra mondiale vennero costruiti nuovi scafi a partire dalla configurazione degli LCT Mk V con l'ingrandimento su questi scafi dell'alloggiamento per l'equipaggio. Alcune di queste imbarcazioni durante la guerra del Vietnam furono riclassificate come Harbour Utility Craft (YFU) in quanto vennero utilizzate per la movimentazione all'interno dei porti dei rifornimenti e delle merci tra le navi e la terra.

La produzione totale fu di 1.435 LCT e di queste 965 furono costruite durante la seconda guerra mondiale. Nel 2004 di queste imbarcazioni ne rimaneva conservato un solo esemplare che potrebbe essere l'unico ancora esistente.

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

LCT Mk. V[modifica | modifica sorgente]

    • Stazza:
    • Lunghezza:35.7 m (117 ft)
    • Larghezza: 9.7 m (32 ft)
    • Pescaggio: 0,64 m (2'10" ft) a prua - 1.2 m (4 ft) a poppa
    • Velocità: 8 nodi
    • Equipaggio: un ufficiale e 12 marinai
    • Capacità: uno tra i seguenti carichi: 5 carri da 27 t (30 ton) -4 da 36 t (40 ton) - 3 da 45 t (50 ton) - 9 camion - 136 t (150 ton) di carico
    • Impianto propulsivo: 3 Gray diesel da 225 hp
    • Eliche: 3

LCT Mk. VI[modifica | modifica sorgente]

    • Stazza: 129.7 t (143 tons), 280.3 t (309 ton) allo sbarco
    • Lunghezza: 36.3 m (119 ft)
    • Larghezza: 9.7 m (32 ft)
    • Pescaggio: 1,1 m (3'7" ft) a prua - 1.2 m (4 ft) a poppa
    • Velocità: 8 nodi
    • Equipaggio: un ufficiale e 12 marinai
    • Capacità: uno tra i seguenti carichi: 4 da 36 t (40 ton) - 3 da 45 t (50ton) - 136 t (150 ton) di carico - alloggiamenti per otto soldati
    • Impianto propulsivo: 3 Gray diesel da 225 hp con tripla elica

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