Pointe du Hoc

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Coordinate: 49°23′45″N 0°59′20″W / 49.395833°N 0.988889°W49.395833; -0.988889

Pointe du Hoc
Pointeduhoc1.jpg
Mappa del campo di battaglia, con le postazioni nemiche e le zone della presunta posizione dell'artiglieria tedesca
Data 6 giugno, 1944
Luogo Cima di una scogliera a ovest di Omaha Beach, Francia
Esito Vittoria statunitense
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
225 uomini 210 uomini circa,
6 pezzi d'artiglieria da campo
Perdite
135 uomini Sconosciute,
6 pezzi d'artiglieria
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Il Pointe du Hoc (lett. in francese: Punta dell'Oca) è una falesia sulla costa normanna della Francia. Esso è diventato famoso nella storia per la battaglia svoltasi all'alba del 6 giugno 1944, tra le truppe scelte dell'esercito degli Stati Uniti e le forze tedesche. I Ranger americani che assaltarono la scogliera, alta circa 30 metri ed estesa per circa 6 km e mezzo, facevano parte delle truppe impiegate dagli Alleati nell'Operazione Overlord, in particolare nell'Operazione Nettuno.

Obiettivi e piani di battaglia[modifica | modifica sorgente]

L'obiettivo del 2º e del 5º Battaglione Ranger (le unità del 75º Reggimento impiegate nella missione) era di creare una testa di ponte penetrando nell'entroterra per circa cinque, sei chilometri, dal fiume Drôme ai sobborghi di Isigny-sur-Mer. Sulla cima della scogliera, a sei chilometri a ovest di Omaha Beach, i tedeschi avevano costruito una fortificazione con diversi cannoni francesi da 155 mm, con i quali avrebbero potuto decimare le unità americane durante lo sbarco a Omaha e anche a Utah Beach (i cannoni avevano un raggio d'azione di più di 20 km). I Ranger quindi dovevano neutralizzare l'artiglieria tedesca prima che cominciasse ad aprire il fuoco sulla spiaggia. Tra aprile e maggio dello stesso anno, i tedeschi posizionarono diverse difese sulla scogliera tra cui quattro mitragliatrici, due di esse protette in casematte di cemento. Fu scelto di attaccare dal mare proprio per via dell'alta scogliera. I tedeschi infatti si erano preoccupati soprattutto di difendersi dall'entroterra probabilmente ritenendo impensabile un assalto anfibio alla scogliera.

Il piano consisteva in un iniziale assalto della scogliera (ora H) da parte delle Compagnie D, E e F, comandate direttamente dal tenente colonnello Rudder; la Compagnia D a ovest del promontorio mentre la E e la F a est. Una volta raggiunta la cima delle scogliere sarebbero giunte in supporto il 5º Battaglione e le Compagnie A e B del 2º. In seguito le truppe sarebbero penetrate più nell'entroterra per distruggere l'artiglieria nemica, collegando Grandcamp-Maisy a Vierville-sur-Mer e attendendo il 116º Reggimento da Omaha, per avanzare poi verso Grandcamp. Un piano alternativo prevedeva lo sbarco della seconda ondata di Ranger nel settore del 116º Reggimento ad Omaha, nel caso in cui entro le ore H+30 gli uomini di Rudder non avessero segnalato di aver conquistato la scogliera. In ogni caso i Ranger avrebbero dovuto rendere inoffensiva l'artiglieria tedesca.

La Compagnia C del 2º Battaglione aveva una missione separata, ovvero doveva sbarcare a fianco al 116º Reggimento e neutralizzare le difese tedesche a Pointe de la Percée.

Anche Pointe du Hoc fu colpita dai bombardamenti pre-invasione alleati. Per mesi gli inglesi bombardarono la costa franco-belga e si concentrarono sugli obiettivi reali dell'invasione nella notte tra il 5 e il 6 giugno. Dalle ore H-40 del D-Day, la nave da battaglia Texas aprì il fuoco dei suoi cannoni sulle difese della scogliera e alle ore H-20 un ultimo pesante bombardamento venne fatto sulla scogliera.[1]

Lo sbarco[modifica | modifica sorgente]

Le pessime condizioni atmosferiche e gli errori di manovra delle piccole imbarcazioni da trasporto costarono delle vite umane ed un ritardo di 30 minuti; i primi Ranger sbarcarono alle ore H+38 (07:08) e il loro ritardo pesò molto sul futuro delle operazioni nei due giorni seguenti. Nel frattempo le altre unità Ranger attendevano il segnale al largo della costa francese, sapendo che se entro le 07:00 tale segnale non fosse giunto avrebbero dovuto cambiare destinazione di sbarco. Il 5º Battaglione e le due restanti unità del 2º Battaglione Ranger sbarcarono così presso Vierville alle ore 07:45. In questo modo le tre compagnie di Ranger dovettero affrontare la battaglia da soli con unico supporto il fuoco di un cacciatorpediniere britannico e uno americano, i quali bombardarono i tedeschi mentre la fanteria sbarcava tutta sul fianco est della scogliera non potendo la compagnia D correggere ulteriormente la rotta.[1]

L'assalto alla scogliera[modifica | modifica sorgente]

I nove mezzi da sbarco superstiti approdarono tutti in un'area di circa 450 metri e, nonostante i soldati fossero tutti relativamente uniti, seguirono gli ordini di lavorare come unità singole, ognuna infatti doveva scalare la scogliera da sé e risolvere i propri problemi autonomamente. Il primo problema fu superare i meno di trenta metri di sabbia dal mare all'inizio della scogliera. L'intera area era infatti piena di crateri causati dai bombardamenti ed essi ostacolavano le manovre dei Ranger. Quando i primi americani giunsero alle pendici della scogliera, i tedeschi cominciarono a lanciare giù alcune bombe a mano e ad aprire il fuoco con armi leggere dalla cima della rupe, ma anche da mitragliatrici posizionate sul fianco sinistro della spiaggia. Giunti ai piedi della scogliera i Ranger trovarono un po' di riparo essendo defilati rispetto alle postazioni delle mitragliatrici e costringendo inoltre i tedeschi a sporgersi dalla scogliera per sparare o lanciare granate.

Posizione di Pointe du Hoc

L'attraversamento della spiaggia costò ai Ranger circa 15 vittime, la maggior parte causate dalle mitragliatrici. Nonostante i crateri impedirono lo sbarco di munizioni e supporto alla fanteria, essi però furono usati dai soldati come protezione dal fuoco nemico. Il fuoco dei bombardamenti ammorbidirono le forme della scogliera, favorendo i difensori, i quali potevano colpire meglio gli americani ma, nel contempo, diminuirono l'altezza della scogliera stessa e crearono crateri sulla cima dove i primi soldati a giungere in cima, issandosi su delle corde, trovarono riparo. Appena trenta minuti dopo aver toccato la spiaggia, tutti i Ranger sopravvissuti erano già giunti in cima pronti a completare gli obiettivi loro assegnati.[1]

Fotografia di Pointe du Hoc

La conquista delle scogliere[modifica | modifica sorgente]

Il panorama che gli americani trovarono una volta giunti in cima fu di una completa devastazione e totale caos, provocati dai bombardamenti aeronavali, i quali rendevano quasi irriconoscibile il paesaggio che i Ranger avevano studiato per mesi dalle foto aeree. Oltre a ciò i movimenti dei Ranger furono caotici a causa dello stile con cui condussero la battaglia: man mano che i soldati giungevano all'apice della scogliera, si infiltravano subito tra le linee nemiche a squadre o al massimo a plotoni (i plotoni sono divisi solitamente in squadre), senza attendere che i propri compagni gli raggiungessero. Ogni soldato sapeva a memoria gli obiettivi che la sua unità di appartenenza doveva portare a termine: la Compagnia E doveva conquistare il Punto d'Osservazione tedesco e la batteria n.º 3, la Compagnia D le batterie 4, 5 e 6, mentre la Compagnia F doveva occuparsi delle batterie n.º 1 e 2, e della postazione di mitragliatrici. Una volta portati a termine questi obiettivi, le tre compagnie dovevano raggrupparsi e proseguire per circa un chilometro a sud dove avrebbero creato un blocco difensivo verso ovest; un plotone della Compagnia E sarebbe però rimasto con il QG a difesa del perimetro delle fortificazioni conquistate. Ovviamente, per differenti motivi, non tutte le unità riuscirono a raggrupparsi ma gli obiettivi furono portati a termine comunque. Quando i primi Ranger si addentrarono dalla cima della scogliera non trovarono resistenza, tranne sul Punto d'Osservazione e verso le postazioni delle mitragliatrici. Il problema maggiore fu di trovare gli obiettivi stessi: le batterie d'artiglieria infatti furono probabilmente spostate prima dei pesanti bombardamenti. Le truppe così si radunarono per muoversi nell'entroterra.[1]

L'avanzata nell'entroterra[modifica | modifica sorgente]

I primi gruppi di Ranger che attraversarono le postazioni senza trovare alcuna resistenza, incontrarono i tedeschi mentre si dirigevano verso l'autostrada che attraversava la zona. I loro compagni che li avevano seguiti nella scalata della scogliera non poterono però raggiungerli perché furono impegnati in una rinata resistenza tedesca nelle postazioni difensive in cima alla rupe. Si crearono così due gruppi principali di avanzata: uno formato da unita della Compagnia D ed E, diretti verso l'autostrada a sud, e un gruppo della Compagnia F, diretto verso le postazioni di mitragliatrici più a est.

Infiltratisi nelle trincee tedesche, i Ranger della Compagnia D ed E evitarono il fuoco dell'artiglieria leggera tedesca, finché non dovettero uscire allo scoperto per conquistare ciò che restava di una fattoria francese, dove non vi trovarono nemici. I Ranger attraversarono le trincee sotto il fuoco di mitragliatrici ma senza subire perdite. Una volta giunti alla fattoria, alle 08:00, un nuovo fuoco di mitragliatrice, proveniente dal fattoria successiva bloccò gli americani. Dopo aver risposto al fuoco i Ranger raggiunsero la nuova fattoria che trovarono anch'essa abbandonata dal nemico. Fu l'ultima resistenza tedesca della giornata.

Giunti sull'autostrada, i 50 Ranger che attraversarono le difese tedesche posizionarono il blocco difensivo verso Grandcamp, attendendo l'arrivo dalla parte opposta del 5º Battaglione Ranger e del 116º Reggimento. Subito iniziarono dei pattugliamenti in ogni direzione e, alle ore 09:00, i Ranger trovarono, a circa 200 metri dalla strada, cinque pezzi d'artiglieria che i soldati cercavano ancora. L'artiglieria non era protetta né sorvegliata dai tedeschi, così la pattuglia americane neutralizzò l'artiglieria con delle granate.[1]

La mattinata e il pomeriggio[modifica | modifica sorgente]

I Ranger furono così divisi in due gruppi principali: uno che tenne l'autostrada, l'altro trattenuto dalla resistenza tedesca sulle fortificazioni. Per tutta la mattina i Ranger sul fianco sinistro si scontrarono con il nemico protetto dalle fortificazioni, nonostante il supporto della Marina.

Nel pomeriggio i tedeschi attuarono due contrattacchi da sud e da ovest. Il primo attacco provenne da St-Pierre-du-Mont, a sud, e impegnò il fuoco delle mitragliatrici americane per circa un'ora, durante il quale non vi furono perdite tra i Ranger. Il secondo attacco cominciò dopo le ore 16:00 e fu molto più duro. I tedeschi attaccarono il fianco destro della Compagnia F, il quale si difese con mitragliatrici leggere e mortai respingendo il nemico. Alla fine del giorno la Compagnia F aveva subito 15 vittime, 5 morti e 10 feriti.[1]

L'attacco notturno tedesco[modifica | modifica sorgente]

Il colonnello Rudder, non avendo ancora ricevuto i rinforzi da Omaha, alle ore 23:00 decise di concentrare i suoi uomini (dei 200 a sua disposizione alla mattina ne restavano due terzi) a difesa dell'autostrada. La maggior parte degli 85 Ranger posizionati sull'autostrada prepararono le difese sul fronte sudoccidentale, dal quale si presumeva dovesse giungere l'eventuale contrattacco tedesco, formando un angolo di 90°. Alle 23:30 cominciò il primo attacco tedesco che colpì esattamente il vertice dell'angolo difensivo. In breve il fuoco cessò e i tedeschi si ritirarono probabilmente dopo un attacco preliminare atto a verificare la posizione e l'entità delle difese americane.

Alle 01:00 i tedeschi attaccarono nuovamente nello stesso punto dove avevano attaccato in precedenza, arrivando a breve distanza senza essere fermati e cominciando un singolare scontro a granate con gli americani. Come il primo anche il secondo attaccò cessò e i tedeschi si ritirarono nuovamente ma diedero il via ad un nuovo attacco alle 03:00. Lo scontro si svolse allo stesso modo del secondo, con lancio di bombe a mano da breve distanza ma questa volta l'attacco tedesco si concentrò più a est tra le Compagnie E ed F. Questa volta l'attacco tedesco ebbe successo e gli americani cominciarono a ritirarsi fino all'autostrada. La confusione portò il comandante Rudder ad inviare uomini in cerca degli altri Ranger persi di vista durante la ritirata. Rudder realizzò verso le 04:00 che gli uomini della Compagnia F erano riusciti a ritirarsi tutti, mentre la Compagnia E e buona parte della D erano cadute nelle mani nemiche. Unico sollievo era che i tedeschi non avevano continuato l'avanzata verso nord e non l'avrebbero fatto per il resto della notte.[1]

Conclusione[modifica | modifica sorgente]

Altra veduta del promontorio

Il 7 giugno il comandante poteva contare su appena 90 uomini, arroccati sull'autostrada e nelle fortificazioni nemiche. I Ranger riuscirono a resistere per tutto il giorno e la notte seguente fu abbastanza tranquilla. Gli americani resistettero fino al giorno seguente, l'8 giugno, quando finalmente il 116º Reggimento giunse da Omaha.[1]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h Small Unit Actions

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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