Operazione Nettuno

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Operazione Nettuno
Normandy Invasion, June 1944.jpg
Sbarco di rifornimenti sulle spiagge
Data 6 - 30 giugno 1944
Luogo Normandia, Francia
Esito Vittoria Alleata
Modifiche territoriali Creazione di una testa di ponte alleata in Francia
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
850 000 uomini,
148 000 veicoli[1]
Diverse divisioni
Perdite
(Fino al 20 giugno)
40 000 vittime:
5 000 morti,
23 000 feriti,
12 000 dispersi[2]
(Dal 6 al 30 giugno)
250 000 vittime[2]
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L'Operazione Neptune (Nettuno) fu il nome in codice che identificò la parte marittima dello sbarco in Normandia, l'operazione Overlord, avvenuto il 6 giugno 1944, ossia l'obiettivo di stabilire una testa di ponte sulla terraferma nella prima parte dell'invasione della Normandia; questo comprendeva due parti: un assalto aviotrasportato ed un assalto anfibio proveniente dal canale della Manica. L'Operazione Neptune si concluse formalmente il 30 giugno dello stesso anno.

Una parte importante dell'operazione fu l'isolamento delle rotte e delle spiagge dell'invasione da qualunque intervento della Kriegsmarine tedesca e tale compito fu affidato alla Home Fleet della Royal Navy.

Preparazione[modifica | modifica wikitesto]

Approvazione del piano[modifica | modifica wikitesto]

L'ideazione e la preparazione dei piani d'invasione che portarono all'attuazione dell'Operazione Overlord, e di conseguenza dell'Operazione Neptune, impiegò due anni. Lo staff britannico e statunitense dovette lavorare su ogni minimo dettaglio per la riuscita dell'invasione e della conseguente opportunità di vincere il conflitto. Per portare a termine l'invasione furono stoccate in Gran Bretagna un numero esorbitante di navi, aeroplani e rifornimenti che misero a prova le industrie belliche di entrambi i paesi.[3]

L'importanza di aprire un nuovo fronte in Europa occidentale, a seguito dei nuovi svolgimenti sul fronte orientale e sul fronte del Pacifico, obbligano il Primo Ministro Winston Churchill e il Presidente Franklin D. Roosevelt a stabilire l'apertura di questo stesso fronte nel 1944. L'assalto alle coste francesi avrebbe sfondato il Vallo atlantico di Hitler e permesso di giungere più velocemente alla conquista della Germania e alla fine della guerra.[3]

Dopo aver valutato diverse possibilità, i generali alleati scelsero come luogo dello sbarco anfibio ottanta chilometri di costa nella Normandia occidentale (Bassa Normandia), dall'estuario del Vire al fiume Orne. Quest'area era perfetta perché situata a pochi chilometri dai porti inglesi, nel raggio d'azione dei caccia dell'aviazione anglo-americana e vicina a due porti francesi, Cherbourg e Le Havre, indispensabili per permettere il rifornimento alle truppe alleate in Francia. Un altro vantaggio era dovuto alla possibilità di isolare l'area degli sbarchi dal resto dei rinforzi tedeschi, bombardando le ferrovie e le vie di comunicazione principali. Rispetto allo Passo di Calais, il punto in cui la Manica si restringe di più, la Normandia era più lontana dalle basi inglesi ma meno fortificata, dato che i tedeschi si aspettavano l'invasione proprio a Calais.[3]

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

La seconda fase della preparazione prevedeva la risoluzione da parte di Esercito, Marina e Aeronautica di diversi problemi logistici. L'invasione sarebbe riuscita infatti solo attraversa una completa coordinazione tra le tre Forze militari di entrambi le nazioni. Oltre a coordinarsi, gli staff generali dovettero organizzare l'invio di rinforzi e rifornimenti per permetter alle truppe di respingere i contrattacchi e attuare la successiva offensiva, che sarebbe avvenuta dopo la creazione di una testa di ponte sicura. La Marina si trovò così a dover risolvere problemi logistici da cui sarebbero dipese le sorti dell'intera invasione, nonché della guerra stessa.[3]

La pianificazione procedette così alla fase finale. La data designata per l'attacco (Y Day) fu dapprima il 1º maggio, per essere posticipata poi al 31 maggio per essere cambiata ulteriormente, fissandola entro i primi di giugno. La data fu cambiata per poter avere a disposizione un maggior numero di imbarcazioni e per permettere ai bombardieri dell'Aviazione di infliggere più danni alle difese della Normandia. In febbraio i piani per l'invasione erano ultimati anche se mancavano alcuni dettagli. Uno di essi riguardava le modifiche di alcuni particolari dovute alle sempre nuove informazioni ottenute dall'Intelligence sulle difese tedesche.[3]

Forze alleate e loro obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Marina[modifica | modifica wikitesto]

La forza navale impiegata nell'operazione fu assegnata al comando dell'ammiraglio Sir Bertram Ramsay. Il compito di questa forza era di trasportare il grosso delle truppe oltremanica e nel contempo aveva sia un compito difensivo che offensivo, proteggendo le linee di rifornimento da qualsiasi attacco navale o sottomarino e fornire supporto d'artiglieria alle divisioni a terra. Nell'operazione furono coinvolte circa 4 100 navi di ogni tipo, incluse le principali unità della US Navy e della Royal Navy.[3]

Aviazione[modifica | modifica wikitesto]

Le forze aeree alleate furono assegnate al comando del maresciallo dell'aria Sir Trafford Leigh-Mallory. Anche l'aviazione aveva un compito sia difensivo che offensivo, impiegando velivoli sia della USAF che della RAF. Il compito principale era di difendere la Marina durante il tragitto via mare e fornire, in seguito, supporto alle truppe di terra, trasportando paracadutisti e rifornimenti dietro le linee nemiche e bombardando il nemico stesso.[3]

La fase di bombardamento ebbe inizio ben prima dell'assalto vero e proprio. Già nell'estate del 1943 gli aerei alleati (8ª Forza Aerea americana) sganciavano tonnellate di bombe su Francia e Germania, concentrandosi sulle industrie per l'aeronautica e i campi dell'aviazione, distruggendo da cinque a seimila aerei nemici. Nell'aprile e maggio 1944 i bombardieri pesanti cominciarono le operazioni relative a colpire direttamente gli obiettivi dell'imminente assalto, in un'area talmente vasta da non dare una precisa ubicazione del luogo dell'attacco. Durante maggio trentasei basi aeree tedesche (in Francia) furono colpite almeno una volta, andando dall'Olanda alla Bretagna. Nei mesi precedenti l'assalto, quindi, la Normandia fu martoriata dai bombardamenti che distrussero tutti i ponti ferroviari e quasi tutti i ponti stradali della zona dello sbarco, sganciando in tutto 37 250 tonnellate di bombe. Gli aerei furono però impiegati in missioni di ricognizione nella zona a nord del fiume Somme.[3]

Esercito[modifica | modifica wikitesto]

La forza d'assalto anfibio alleata fu il 21º Gruppo d'Armata, comandato dal generale Sir Bernard L. Montgomery. Le sue truppe avrebbero assaltato la Normandia in tre zone principali con una forza iniziale di sei divisioni giunte via mare e tre divisioni aviotrasportate.

Sul fianco sinistro (a est, visto su una carta geografica) la 2ª Armata Britannica sarebbe sbarcata con tre divisioni mentre una divisione aviotrasportata si sarebbe lanciato nei pressi del fiume Orne, vicino a Caen. L'obiettivo principale della 2ª Armata era conquistare Bayeux, Caen e Cabourg. La 1ª Armata Statunitense, comandata dal tenente generale Omar Bradley, fu impiegata nelle altre due zone d'assalto. Il VII Corpo sarebbe sbarcato a ovest con una divisione mentre due divisioni paracadutiste si sarebbero lanciate dietro quest'area, nei pressi di Sainte-Mère-Église e del fiume Merderet, mentre il V Corpo statunitense avrebbe attaccato la zona centro occidentale dell'area d'invasione.[3]

Dopo aver reso sicura la testa di ponte, le intenzioni del generale Montgomery, per i soldati britannici, era di conquistare la zona a sud e a est di Caen mentre gli americani procedevano attraverso la penisola del Cotentin diretti verso Cherbourg e poi verso la Bretagna.[3]

Forze tedesche[modifica | modifica wikitesto]

Le forze tedesche in Francia erano circa di sessanta divisioni, sotto il comando del generale Gerd von Rundstedt. Di queste, diciassette erano divisioni di fanteria effettive, ventisei erano a presidio costiero, sette erano in riserva e dieci erano divisioni corazzate. Ventidue divisioni presidiavano la zona tra la Senna e l'Olanda.

Il settore in cui gli alleati sarebbero sbarcate era difeso dalla 7ª Armata Tedesca, comandata dal generale Friedrich Dollmann il cui Quartier Generale era proprio in Normandia. L'LXXXIV Corpo era responsabile della costa normanna. In maggio l'Intelligence alleato identificò otto divisioni nei pressi dell'area stabilita per l'attacco più altre divisioni che sarebbero potute giungere in breve tempo nella regione. Gli alleati prevederono la presenza in Normandia di diciotto venti divisioni, di cui otto corazzate, entro il 9 giugno.[3]

Le fortificazioni costiere erano costituiti principalmente da bunker, casematte, campi minati, linee di filo spinato, nidi di mitragliatrice e veri e propri ostacoli sulla spiaggia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vallo atlantico.

Invasione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sbarco in Normandia.

Il 3 giugno 1944, l'esercito alleato, considerata la più grande armata mai costituita dall'uomo, era pronto all'assalto della Normandia. I soldati erano già a bordo delle rispettive navi, le quali erano pronte a salpare dai porti inglesi, dirette in Francia.

Il Comandante Supremo delle Forze Alleate in Europa, il generale Dwight D. Eisenhower, il 4 giugno decise che l'attacco sarebbe avvenuto il giorno seguente, il 5 giugno. La decisione fu presa in base alle previsioni climatiche favorevoli e alla fase lunare, la cui luna piena avrebbe favorito notevolmente le operazioni notturne. La Marina, inoltre, aveva ricevuto l'ordine di far sbarcare gli uomini con la bassa marea, in modo da impedire ai tedeschi di distruggere i mezzi da sbarco prima che gli uomini fossero scesi sulla spiaggia. Se l'invasione non fosse avvenuta almeno entro il 6 giugno, il servizio meteorologico dell'Aviazione prevedeva una simile condizione in settembre. Un tale rinvio avrebbe potuto far saltare l'intera Operazione Overlord, se i tedeschi fossero venuti a conoscenza dei piani alleati. All'alba del 4 giugno, la flotta d'invasione cominciò a salpare ma fu richiamata indietro alcune ore dopo quando arrivò un rapporto indicante che il clima stava peggiorando sopra la Normandia. Gli uomini furono così costretti ad aspettare altre ventiquattro ore, che per i soldati imbarcati era nulla in confronto ai cinque giorni già passati sulle navi. Le ore che seguirono al rinvio furono tragiche per il Comando alleato perché la presunta tempesta non permetteva il probabile successo di un'invasione. Prendendosi tutta la responsabilità, Eisenhower ordinò che l'attacco avvenisse martedì 6 giugno 1944. All'alba del 5 giugno le navi salparono nuovamente dall'Inghilterra.[4]

Assalto aviotrasportato[modifica | modifica wikitesto]

La prima fase dell'assalto prevedeva l'utilizzo di truppe aviotrasportate e paracadutiste. Esse si sarebbero lanciate oltre le linee nemiche favorendo la conseguente invasione anfibia.

I lanci furono effettuati in due zone: sul fianco sinistro atterrò una divisione aviotrasportata britannica presso Caen, per impedire alle truppe tedesche di attaccare le truppe appena sbarcate sulla costa.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operazione Tonga.

Sul fianco destro si lanciarono due divisioni paracadutiste americane, sopra la penisola del Cotentin, per rendere più facile la conquista di Cherbourg.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operazione Chicago e Operazione Detroit.

Entrambi i lanci ebbero diverse difficoltà, soprattutto per quanto riguarda le truppe americane che furono sparpagliate in un'area molto vasta, determinando un ridotto numero di soldati in grado di conquistare gli obiettivi prefissati.

Assalto anfibio[modifica | modifica wikitesto]

L'attacco principale fu effettuato da circa centocinquantamila soldati anglo-americani (Commonwealth compresi). Tali uomini erano divisi in due armate: i britannici sarebbero sbarcati di fronte a Caen mentre gli americani sarebbero giunti sulle spiagge più a ovest, nei pressi di Carentan. Le spiagge designate per lo sbarco furono cinque, più un breve tratto di scogliera attaccato da alcune unità dei Ranger degli Stati Uniti. Da est a ovest i luoghi dove ebbero luogo gli sbarchi furono denominati dagli alleati: Sword, Juno, Gold, Omaha e Utah Beach. Tra Omaha e Utah vi è l'alta scogliera dove sbarcarono i Ranger: Pointe du Hoc.

Sword Beach[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sword Beach.

Le truppe inglesi sbarcarono a Sword alle 07:30, supportate dai carri armati. Esse dovevano avanzare verso sud, collegarsi con i canadesi a ovest e con i paracadutisti a est, oltre a dover conquistare Caen. Con un numero esiguo di vittime, gli inglesi riuscirono ad avanzare per otto chilometri, completando gli obiettivi assegnati loro, ma non riuscirono a conquistare la città stessa che resterà in mano tedesca fino a luglio 1944.

Juno Beach[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Juno Beach.

I soldati canadesi, dopo Omaha, trovarono la maggior resistenza nemica. La prima ondata soffrì il 50% delle vittime e solo con il supporto dei carri armati riuscirono a sfondare le difese tedesche e a penetrare per diversi chilometri nell'entroterra. Delle truppe alleate, quel giorno, i canadesi furono coloro che ebbero una maggior avanzata, nonostante non siano riusciti a collegarsi con i commilitoni britannici, sbarcati a Sword Beach.

Gold Beach[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gold Beach.

La divisione britannica sbarcata a Gold Beach ebbe diverse vittime, riuscendo comunque ad avanzare in territorio francese. Alla fine del giorno gli inglesi arrivarono così alle porte di Bayeux, divenendo la divisione che ottenne il maggior numero degli obiettivi prefissati per il giorno dello sbarco, seconda solo ai canadesi.

Omaha Beach[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Omaha Beach.

La battaglia per la spiaggia Omaha fu la più critica dell'intera invasione. Le due divisioni americane che sbarcarono quel giorno si trovarono di fronte una strenua difesa tedesca. Un primo problema fu lo sbarco stesso che, per errore, avvenne più a est. In secondo luogo quasi tutti i carri armati che dovevano giungere sulla spiaggia affondarono prima, non potendo così appoggiare la fanteria. Le perdite furono pesantissime e la situazione nelle prime ore dello sbarco fecero temere al generale Bradley di dover evacuare la spiaggia, dirottando le unità, successivamente, a Utah Beach. La tenacia delle piccole unità aggregate all'occasione, con l'aiuto dei pochi carri sbarcati e dei cannoni della Marina permisero alla fanteria americana di penetrare nelle difese nemiche, riuscendo a creare di teste di ponte separate, alla fine del giorno. Solamente tre giorni dopo le due divisioni riuscirono a raggiungere gli obiettivi prefissati per il giorno dello sbarco.

Pointe du Hoc[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pointe du Hoc.

Il 2º Battaglione Ranger sbarcò un'ora prima delle divisioni americane. Il suo compito era di scalare la cima della scogliera con le funi e i rampini per distruggere le batterie costiere che avrebbero massacrato i loro compagni a Utah e Omaha Beach. Una volta giunti in cima, i Ranger scoprirono che le batterie erano state precedentemente spostate altrove e dovettero avanzare per trovarle. Nei giorni successivi dovettero difendersi dai contrattacchi nemici, nei quali persero il 60% degli uomini, finché non si unirono con il resto delle truppe d'invasione.

Utah Beach[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Utah Beach.

La divisione americana, assegnata alla spiaggia Utah, subì il minor numero di vittime dell'intera invasione. Le truppe sbarcarono, ancora una volta per errore, più a sud, finendo nella zona meno protetta della spiaggia. Da lì avanzarono verso sud-ovest, facilitati dalle truppe paracadutiste lanciatesi proprio dietro la spiaggia. L'operazione su questa spiaggia fu, inizialmente, quasi un completo successo, permettendo agli americani di predisporsi per avanzare velocemente verso il porto con acque profonde di Cherbourg, la cui conquista fu però ottenuta solamente molto più tardi a causa del protrarsi dei combattimenti nel "bochage" della penisola del Cotentin che rallentarono di molto l'avanzata statunitense.

Dopo l'invasione[modifica | modifica wikitesto]

Settore del Commonwealth[modifica | modifica wikitesto]

Nei giorni seguenti l'invasione, nel settore est, i britannici dovettero fronteggiare diversi contrattacchi tedeschi, resistendo con tenacia. Uno di questi contrattacchi fu uno scontro tra carri armati avvenuto presso Villers-Bocage dove poche decine di carri tedeschi sconfissero dei reparti inglesi supportati da duecento carri armati. Le perdite però furono in proporzione più pesanti per i tedeschi benché fossero minori di quelle subite dalla controparte britannica. Nello scontro l'intero villaggio fu raso al suolo.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Villers-Bocage.

Uno dei problemi significativi per gli alleati era la presenza dei tedeschi a Caen, punto di estrema importanza strategica. Sin dal 6 giugno la città era uno dei bersagli delle truppe inglesi e sin da tale giorno i tedeschi si opposero con fermezza al nemico. Verso la fine di giugno i britannici diedero inizio all'Operazione Epsom, una delle tante per conquistare la città. Neppure questa volta l'obiettivo venne raggiunto e gli alleati dovettero attendere fino a metà luglio per avere tale soddisfazione.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Operazione Epsom.

Settore americano[modifica | modifica wikitesto]

Una delle prime città francesi ad essere liberate dall'occupazione nazista fu proprio Carentan, situata tra Utah e Omaha Beach. A conquistare la città venne inviata una delle due divisioni paracadutiste americane presenti in Normandia. Nei giorni seguenti l'inizio dell'invasione, la divisione paracadutista venne inviata verso la città respingendo i tedeschi presenti. Questi ultimi dovettero ritirarsi per mancanza di munizioni ma, non appena giunsero i rifornimenti e i rinforzi, passarono al contrattacco. La vittoria fu degli alleati solo dopo l'intervento delle unità corazzate americane che evitarono ai paracadutisti la disfatta.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Carentan.

Ottenuta Carentan gli americani proseguirono verso ovest dividendo in due la penisola del Cotentin, per procedere poi verso nord, diretti su Cherbourg. Essendo una città portuale, essa era di estrema importanza per sostenere l'invasione, rendendola una degli obiettivi principali per gli alleati. Dopo diversi giorni di battaglia le divisioni americane occuparono la città e rivolsero poi la loro attenzione verso il resto della Francia.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Battaglia di Cherbourg.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine di giugno del 1944, gli alleati erano riusciti, con diverse difficoltà, a conquistare una salda testa di ponte nel nord della Francia. Da lì sarebbero riusciti poi ad attaccare la Germania stessa, passando attraverso la conquista della Bretagna (battaglia di Brest) e di Caen (Operazione Charnwood e Operazione Goodwood), lo sbarco nel sud del paese (Operazione Dragoon), la sacca di Falaise e la liberazione di Parigi. Un secondo fronte (oltre al fronte italiano) avrebbe ridotto la pressione sui sovietici, a est, e permesso di concludere la guerra in Europa più rapidamente e con esiti più positivi per gli anglo-americani. In questo modo, oltre a sconfiggere i tedeschi direttamente sul loro suolo, avrebbero potuto in futuro fronteggiare direttamente l'emergente superpotenza sovietica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ D-Day - Invasion of Normandy - Operation Overlord Documents and Photos
  2. ^ a b statistics
  3. ^ a b c d e f g h i j k Omaha Beachhead Operation Neptune
  4. ^ Operation Neptune : the allied fleet - Part 2

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]